Street food ai piedi di Dante: la storica piazza trasformata in area bivacco

Quando il sommo poeta vedeva i golosi all’inferno

«Una pioggia fredda e fastidiosa cade incessante formando al suolo una disgustosa fanghiglia da cui si leva un puzzo insopportabile. I golosi sono sdraiati nel fango e Cerbero latra orribilmente sopra di essi con le sue tre fauci». Chi la conosce per studio o per diletto capisce che ci troviamo di fronte a un famoso passo della Divina Commedia durante il «viaggio» infernale di Dante nel cerchio dei golosi; proprio loro, i golosi, coloro che in vita terrena nel cibo hanno cercato godimento.

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Purtroppo però non siamo ad una lezione di liceo o ad uno spettacolo del Roberto nazionale che ci racconta il pellegrinaggio fantastico del Poeta; quello che leggiamo è la trasposizione reale di quel pensiero Dantesco ed è successa qui, a Napoli, proprio ai piedi del sommo poeta – la statua s’intende, quasi a volerne rimarcare la paternità spirituale – nella centralissima piazza ad egli dedicata dove si è appena concluso uno degli eventi più innaturali – e per molti anche inopportuni – che siano stati ospitati in quest’area: la fiera internazionale dello street food 2024.

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Espositori provenienti da ogni dove cucinavano e proponevano agli avventori le proprie specialità culinarie ed enogastronomiche; praticamente un kermesse in stile sagra della salsiccia dove per tre giorni l’intera piazza è stata trasformata in una grande area pic nic con tanto di tavolacci, panche e sedute portate da casa con migliaia di persone a bere e mangiare come se non ci fosse un domani.

Tra puntine di maiale e hot dog

Durante la piovosa mattinata di domenica scorsa enormi banchi di fumo condito hanno iniziato ad alzarsi quando i carboni nelle grandi braci iniziavano ad ardere; salsicce, spuntatine di maiale e carni arrostite di tutte le specie ardevano sui carboni invitando fiumi di persone con l’acquolina in bocca a far capanna della propria pancia; accanto ecco il re degli arrosticini che accettando la sfida alza il tiro dell’offerta proteica.

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Di fronte all’italica competizione nulla può il campione americano di hot dogs mentre i greci con il proprio yogurt proprio non riescono ad entrare in partita; certo è che dalle iconiche pizze fritte o il panino cicoli e ricotta di strada se n’è fatta. Proprio qui, nella storica piazza dove un tempo il profumo vanigliato dei libri si mescolava al caffè, dove cultura e politica erano il vero pane quotidiano assistiamo alla capitolazione dell’ultima resistenza alla turistificazione incontrollata.

Queste ironie non mirano a condannare il fatto in sé, che anzi è stato in grado di animare socialità e integrazione; si punta il dito invece sul dove questi fatti trovano il proprio approdo. A questo punto la vera nota stonata è stata la mancata di installazione di bracieri self-use per coloro che volevano coronare la scampagnata con una braciata privata tra amici.

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