Omicidio Cerrato, Tania Sorrentino: «Richiesta di assoluzione assurda»

La moglie della vittima: «23 anni pochi, meritano l’ergastolo»

«Mi ha infastidito molto la richiesta di assoluzione degli avvocati della difesa, come se mio marito si fosse ucciso da solo, ritengo sia una richiesta inaccettabile». Lo ha detto Tania Sorrentino, moglie di Maurizio Cerrato, il custode del Parco Archeologico di Pompei ucciso con una coltellata al petto a Torre Annunziata, in provincia di Napoli, il 19 aprile del 2021, solo per un parcheggio. «Riteniamo che i 23 anni di carcere inflitti agli assassini di mio marito – ha detto ancora Tania Sorrentino – sìano pochi, anche il pm ha chiesto l’ergastolo: noi, dal primo giorno, chiediamo solo giustizia. E che a queste persone venga data giusta pena affinché non possano fare del male anche ad altri».

«Ancora faccio fatica a capire – spiega la signora Cerrato – come si possa giustificare chi toglie la vita per un pneumatico forato, per avere parcheggiato l’auto laddove ritengono con prepotenza che debbano essere parcheggiate solo le loro auto». Con Tania Sorrentino, in aula, c’era anche la figlia Maria Adriana, testimone dell’omicidio del padre: «Quanto è accaduto mi ha reso più forte, ma ora provo meno emozioni. Per fortuna il ricordo di mio padre mi aiuta a non abbattermi. Ritornare al processo è però molto complicato per me. Confido nella giustizia e ritengo l’ergastolo una pena giusta. Nonostante quello che mi è accaduto continuerò con il mio percorso di vita e non consentirò a nessuno di togliermi anche questo».

Pubblicità

Maria Adriana: «Pugnalata impressa per uccidere»

Tornando al giorno dell’omicidio, Maria Adriana, che adesso ha 23 anni, dice di avere visto gli imputati braccare il padre, che subito dopo trova la morte con un fendente al petto e, rispetto alla volontarietà, o meno, di uccidere, manifestata da alcuni imputati, Maria Adriana è determinata: «Non conta quello che ho visto io, ma quello che è emerso dall’autopsia: la violenza della pugnalata era stata inequivocabilmente impressa per uccidere, il medico legale lo ha appurato».

Per il legale della famiglia Cerrato, l’avvocato Giovanni Verdoliva, è naturale che «la famiglia, rispetto a ciò che accaduto e subìto, ritenga che l’unica pena possibile sia l’ergastolo: Maurizio Cerrato è stato brutalmente assassinato per avere difeso se stesso e la figlia da un’aggressione. È stato punito per avere avuto la meglio su Giorgio Scaramella il quale poi chiama con una videotelefonata il fratello Domenico Scaramella che si presenta sul luogo dove poi troverà la morte insieme con Antonio e Francesco Cirillo. Lì si consuma l’omicidio, in pochissimi secondi. E la spedizione punitiva aveva come unico obiettivo compiere un omicidio. Noi riteniamo – ha concluso l’avvocato Verdoliva – che Giorgio Scaramella sia il mandante di un omicidio e gli altri tre imputati gli esecutori materiali».

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Cultura al risparmio: dalla Regione meno di un milione per le biblioteche campane

L’avviso per servizi e patrimonio librario lascia fuori tanti progetti Meno di un milione di euro per sostenere le biblioteche, acquistare libri, rinnovare arredi e...

Morte di Dj Godzi, la famiglia chiede un mandato di arresto per gli agenti della Guardia Civil

I legali ipotizzano il reato di tortura A un anno dalla morte di Dj Godzi, la famiglia Noschese torna a rivolgersi alla magistratura italiana. I...

Ultime notizie

Torre Annunziata, il Savoia vuole il Giraud: presentato il progetto per la gestione

Il club propone investimenti e una gestione a lungo termine Il Savoia ha depositato al Comune di Torre Annunziata la manifestazione di interesse per la...

Luca Esposito carbonizzato a Eboli, la Tac esclude colpi di pistola: ipotesi pestaggio

L'esame rivela fratture in diverse parti del corpo Fratture in diverse parti del corpo e nessun segno riconducibile a colpi d’arma da fuoco. Sono i...

Scontri a Bologna al corteo per Fakir, Meloni: «La verità non giustifica la violenza»

Il bilancio è di 64 feriti tra le forze dell’ordine La ricerca della verità non può diventare un pretesto per colpire le forze dell’ordine. Giorgia...