Banconote false: maxi sequestro di beni ai capi dell’organizzazione

Sigilli anche alla base operativa del Pendino

Banconote false in tutta Europa: per quattro capi dell’organizzazione arriva il maxi sequestro di beni da un milione di euro. Sigilli anche alla base operativa dell’organizzazione nel quartiere Pendino di Napoli. I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 4 uomini accusati dei reati di associazione per delinquere e di falsificazione e spendita di banconote contraffatte, già destinatari, ieri, di una ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere.

Il provvedimento di sequestro scaturisce da accertamenti economico-patrimoniali che hanno fatto emergere significative incongruenze in un ampio arco temporale, compreso tra il 2004 e il 2022, fra i beni nella disponibilità degli indagati e dei rispettivi nuclei familiari e i redditi dichiarati o le attività economiche svolte.

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«Tale circostanza, sintomatica di un’illecita accumulazione patrimoniale protratta nel tempo – si legge in una nota del procuratore Nicola Gratteri – è alla base del sequestro preventivo per sproporzione eseguito dal G.I.C.O. della Guardia di Finanza, avente ad oggetto tre abitazioni ad uso civile e due magazzini» che si trovano a Napoli. Sequestrati anche i rapporti bancari e finanziari risultati nella disponibilità degli indagati, anche per interposta persona.

È stato inoltre sequestrato un immobile nel quartiere Pendino di Napoli, ritenuto la base operativa del gruppo di falsari, nonché il luogo utilizzato dagli indagati per lo smercio delle banconote contraffatte. Il valore complessivo dei beni in sequestro ammonta a circa 1 milione di euro.

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