Abruzzo, Marsilio presidente e il campo largo è solo una gioco di parole

Il voto abruzzese conferma che «il vento del governo non è cambiato» e che in Sardegna non avevano vinto Elly e Giuseppi, ma la Todde

Come volevasi dimostrare. Il voto in Abruzzo ha dimostrato ciò che avevamo scritto dopo la vittoria della Todde in Sardergna e ribadito anche prima del voto abruzzese: il vento non è cambiato per niente, il cosiddetto «Campo largo» non c’è. Tant’è che anche nell’isola aveva perso e non di poco raccogliendo come coalizione soltanto il 42,6% ovvero il 6,2% in meno del Centrodestra che aveva ottenuto il 48,8% del voto dei sardi.

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Ma era stata la candidata ad aver regalato alla coalizione Pd-M5S quasi 40mila preferenze personali, spingendo il totale dei voti, consentendole così di sorpassare e arrivare al 45,5 %, mentre Truzzu, avendo ottenuto 5mila voti personali meno della Todde e in meno della sua coalizione bloccandone il totale delle sue liste al 45%. In Abruzzo a dispetto della «grande ammucchiata» le cose sono andate diversamente. E in assenza del voto disgiunto chi votava Marsilio votava il centrodestra e viceversa. Il che ha confermato che «il vento spira sempre dalla stessa parte» e la luna di miele fra cittadini e governo continua».

«La verità contro la menzogna»

Alla fine «ha vinto la verità contro la menzogna. Il campo largo non sarà il futuro dell’Italia» e «possiamo annà a ballà». E a chi gli chiedeva di Giorgia Meloni, ha confidato che «È andata a dormire tranquilla e felice». Così Marco Marsilio ieri sera dalla sede del suo comitato elettorale ha commentato a caldo i risultati che lo riconfermano presidente della Regione. Il candidato del centrodestra, con il 53.50% delle preferenze (309.969 voti) stacca Luciano D’Amico, sostenuto da una coalizione di centrosinistra, dal Pd e dal Movimento 5 Stelle, che si è fermato al 46,50% (269.488 voti). Nettissimo il divario in particolare nell’Aquilano dove Marsilio ha vinto con il 70% delle preferenze rispetto al 30 dello sfidante.

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«Gli italiani hanno premiato il buongoverno di centrodestra e Fratelli d’Italia. Buon lavoro al governatore dell’Abruzzo Marco Marsilio» il commento su X della premier con una sua foto che guarda orgogliosamente verso l’alto e la scritta «Vittoria». L’affluenza alla chiusura dei seggi è risultata in calo di un punto rispetto alla consultazione di cinque anni fa: alle ore 23 aveva votato il 52,1% degli aventi diritti, contro il 53,1% del 2019. «Siamo delusi, è il dato più basso dal 1995. Un disinteresse che né noi né l’altra coalizione siamo riusciti a ribaltare, questo è molto grave per la democrazia. Un brutto dato» il commento del coordinatore regionale del M5S, Gianluca Castaldi.

Così i risultati scomponendo il voto

Marsilio: FdI è il primo partito con il 24,04%, che diventa 29,79 con quelli della lista Marsilio, poi FI 13,36%; Lega Salvini Abruzzo 7,58%; Noi Moderati 2,72%; Udc – Democrazia Cristiana 1,21%.

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«Campo stretto» D’Amico: Partito Democratico 20,34%; Abruzzo Insieme 7,67%; Movimento 5 Stelle 6,93%; Azione – D’Amico – Socialisti Popolari Riformatori 4,00%; Alleanza Verdi Sinistra – Abruzzo Progressista e Solidale 3,63%; Riformisti e Civici 2,77%.

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