Stellantis, Elkann prova a ricucire, smentisce Tavares e conferma l’impegno per l’Italia

Il presidente di Stellantis ha visto il ministro dell’economia Giorgetti e il capo dello Stato Mattarella

Nei giorni caldi dello scontro tra il governo e Stellantis la giornata romana di John Elkann con incontri istituzionali di alto profilo, anche se programmata da tempo assume un valore particolare. Per il presidente di Stellantis è stata l’occasione per chiedere alle istituzioni di mettere da parte le polemiche e lavorare sui progetti concreti. Elkann ha ribadito l’impegno per realizzare i progetti industriali avviati in Italia e per le attività di comune interesse oggetto del tavolo automotive promosso dal ministero delle Imprese e del Made in Italy.

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Il presidente di Stellantis ha visto il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti, il capo dello Stato Sergio Mattarella, l’ambasciatore Usa in Italia Jack Markell, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Teo Luzi e il Governatore di Bankitalia Fabio Panetta. Una giornata all’insegna della diplomazia che ha raggiunto l’obiettivo, almeno per il momento, di abbassare la tensione degli ultimi giorni. «Penso che gli incontri di oggi di Elkann siano stati un po’ per temperare le posizioni che Tavares aveva espresso e che avevano dato un segnale di forte rottura», osserva il deputato Pd ed ex ministro del Lavoro, Andrea Orlando.

Le reazioni

Cercano di cogliere la palla al balzo i segretari generali di Fim, Fiom e Uilm, Roberto Benaglia, Michele De Palma e Rocco Palombella, che chiedono un incontro al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ai ministri Adolfo Urso ed Elvira Calderone e all’amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares, da svolgersi presso la Presidenza del Consiglio dei ministri «al fine di aprire un tavolo di confronto puntuale sulla situazione degli stabilimenti italiani del gruppo e della rete di fornitura».

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«È necessario definire gli impegni futuri di Stellantis in Italia, il quadro delle missioni industriali per gli stabilimenti italiani, la loro messa in sicurezza sul piano dell’occupazione», affermano Benaglia, De Palma e Palombella. Una richiesta che non trova molte aperture: dal governo, infatti, si fa notare che è già aperto il tavolo automotive al Mimit e non servono altre sedi di confronto.

«Fare squadra» è una delle parole d’ordine secondo il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, mentre il vicecapogruppo di Alleanza Verdi Sinistra alla Camera, Marco Grimaldi, chiede una informativa urgente del ministro Adolfo Urso.

La cassa integrazioe a Mirafiori

La richiesta dei sindacati arriva dopo l’annuncio della nuova cassa integrazione a Mirafiori che interesserà i dipendenti dello stabilimento torinese dal 12 febbraio fino al 30 marzo. È una delle fabbriche di cui Tavares ha segnalato nei giorni scorsi le difficoltà: «Senza sussidi all’auto elettrica Mirafiori e Pomigliano sono a rischio tagli» ha detto il manager. Parole giudicate ‘bizzarre’ dal premier Giorgia Meloni («gli incentivi non possono essere rivolti a una sola azienda» ha ricordato) che non si trovava a Roma perché in rientro da Tokyo.

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L’ipotesi Renault

Tra i temi degli ultimi giorni anche quello della fusione di Stellantis con Renault, ipotesi seccamente smentita da Elkann. «Non esiste alcun piano allo studio – ha affermato il presidente del gruppo italofrancese – riguardante operazioni di fusione di Stellantis con altri costruttori. La società è impegnata al tavolo automotive promosso dal Mimit, che vede uniti il governo italiano con tutti gli attori della filiera nel raggiungimento di importanti obiettivi comuni per affrontare insieme le sfide della transizione energetica».

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