Castellammare di Stabia, il Consiglio Stato annulla scioglimento per camorra del Comune

Accolto il ricorso presentato da Gaetano Cimmino

Il Consiglio di Stato ha annullato la sentenza del Tar del Lazio che decretava lo scioglimento del Consiglio comunale di Castellammare per infiltrazioni della criminalità organizzata nelle istituzioni. La decisione è arrivata in accoglimento del ricorso presentato dall’ex sindaco Gaetano Cimmino e da 19 ex amministratori.

Adesso una diversa sezione del Tar dovrà nuovamente esaminare la questione. I giudici del Tar del Lazio, nella sentenza di scioglimento, avevano rilevato che il quadro emergente dall’istruttoria svolta dall’autorità «descrive un contesto generale che depone per una non occasionale ‘contiguità’ tra gli organi comunali e la criminalità organizzata», nonché «un quadro connotato da diffusa illegalità e condizionamento».

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Cimmino: fin da subito abbiamo espresso le nostre perplessità

«Questo dispositivo conferma l’esigenza di chiarezza rispetto ad un provvedimento sul quale fin da subito abbiamo espresso le nostre perplessità» afferma Gaetano Cimmino. «Sin dall’inizio – aggiunge Cimmino – eravamo certi che la sentenza del Tar era priva di elementi e di motivazioni che hanno portato ad uno scioglimento che ha colpito l’intera città e che ci ha portato a fare ricorso al Consiglio di Stato. Il testo prodotto dai giudici, stando ai contenuti, farà giurisprudenza», conclude l’ex sindaco, difeso dagli avvocati Angelo Clarizia e Domenicantonio Siniscalchi.

Patriarca: è vittoria città

«È una grande vittoria per la città». Così commenta la deputata e coordinatrice provinciale di Forza Italia, Annarita Patriarca, la notizia dell’accoglimento del ricorso, da parte del Consiglio di Stato, contro lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche del Comune di Castellammare di Stabia. I giudici di Palazzo Spada hanno annullato, con rinvio, la precedente decisione del Tar del Lazio disponendo che a occuparsi del caso sia una nuova e diversa sezione del Tribunale amministrativo della Capitale.

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«Fin dalla lettura delle carte abbiamo sempre espresso rispettose ma ferme perplessità sulla reale fondatezza di un’accusa che ha ingiustamente macchiato una intera comunità interrompendo un’esperienza amministrativa, guidata dal sindaco Gaetano Cimmino, che con grande sacrificio e impegno stava lavorando per offrire agli stabiesi una nuova idea e una nuova visione della città, reduce da anni di insoddisfacenti gestioni politiche. E la sentenza del Consiglio di Stato conferma queste nostre iniziali impressioni quando parla di “estrema genericità delle motivazioni” che non consente “in alcun modo di comprendere il percorso logico-giuridico su cui il Tar ha fondato le proprie conclusioni”. Di fatto, abbiamo assistito a uno scioglimento al buio di un’Amministrazione comunale».

«E, proprio a favore dello scioglimento di Castellammare, abbiamo registrato e denunciato, a suo tempo, un pressing politico, da parte dei partiti di sinistra e di alcuni suoi ben noti esponenti, che va ben oltre l’aggettivo disonorevole – prosegue la Patriarca –. La battaglia politica, combattuta con le armi della giustizia, è per fortuna una parentesi che abbiamo consegnato agli annali più tristi della nostra storia. Una battaglia che non solo oggi si è rivelata inutile ma che ha danneggiato soltanto la comunità di Castellammare di Stabia, alla quale dev’essere ridata una nuova occasione di riscatto e di rinascita».

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