Torre Annunziata, cala la differenziata e aumenta la tassa sui rifiuti

Necessario accendere un faro sulla gestione del servizio rifiuti dal 2014 a oggi

Di recente ai contribuenti torresi sono stati recapitati gli avvisi di pagamento relativi alla TARI, la tassa sui rifiuti, per l’anno 2023. Nell’incartamento predisposto dal concessionario della riscossione dei tributi è possibile trovare, oltre ai modelli di versamento, alcune informazioni relative all’attività svolta dal soggetto gestore del servizio rifiuti, la Prima Vera Srl (società controllata dal Comune di Torre Annunziata). Tra queste vi sono anche i dati relativi alla percentuale annua di raccolta differenziata conseguita nelle precedenti tre annualità, dai quali si evince che essa nel 2020 è stata pari al 59,30%, nel 2021 al 56,75% e nel 2022 al 54,86%.

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Diversamente da quanto fosse lecito attendersi, dunque, negli ultimi tre anni la percentuale di rifiuti differenziati ha avuto un andamento calante e si è allontanata sempre di più da quel 65% fissato dalla legge nazionale come obiettivo minimo da raggiungere già entro il 2012 e al quale ogni anno il Comune punta, invano.

Il decremento della differenziata ha conseguenze negative non solo, com’è facile intuire, per l’ambiente ma anche per le tasche dei cittadini, giacché invalida l’ormai consolidato, almeno altrove, principio del più ricicli più risparmi.

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Così, mentre nella vicina Sant’Antonio Abate i cittadini più virtuosi nel riciclo dei rifiuti vengono addirittura premiati con viaggi, biciclette e buoni spesa, nel comune oplontino ancora non si è concretizzato quell’abbattimento della TARI che pure era stato prospettato all’atto dell’introduzione della raccolta differenziata.

La mancata riduzione della Tari

La tassa sui rifiuti, attraverso la quale i Comuni sono tenuti a coprire l’intero costo del servizio, negli ultimi anni a Torre Annunziata è, infatti, rimasta pressoché stabile (anzi, nel 2023 è lievemente aumentata) e se non è diventata perfino assai più cara ciò lo si deve solo al fatto che il recupero dell’evasione fiscale e il cosiddetto Fondone COVID, cioè le agevolazioni riconosciute alle utenze non domestiche per le chiusure forzate patite durante la pandemia, hanno mitigato il crescente costo di conferimento dei rifiuti indifferenziati (che, spesso, gli amministratori locali hanno indicato come il colpevole della mancata riduzione della TARI, nel tentativo di autoassolversi, in quanto fattore non dipendente dal Comune; in realtà, il suo progressivo aumento, che mira a scoraggiare il ricorso alla discarica, è una circostanza nota da tempo): ma fino a quando, senza un incremento della differenziata, potrà durare quest’equilibrio?

Questo scenario induce a porre una serie di questioni che l’Associazione che presiedo, La paranza delle idee, ha sollevato già da tempo e che dovrebbero essere, a mio avviso, centrali nella prossima e ormai imminente campagna elettorale per le Amministrative.

La Prima Vera, la governance e i risultati

Occorrerebbe, innanzitutto, accendere un faro sulla gestione del servizio rifiuti dal 2014 a oggi da parte della Prima Vera, società la cui governance (eccezion fatta per la nomina, meno di un anno fa, dell’attuale amministratore) è stata per lungo tempo, è bene ricordarlo, di diretta emanazione del principale partito che è stato alla guida della Città nel medesimo periodo.

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In secondo luogo, sarebbe opportuno valutare i risultati ottenuti dal Sistema di premialità dei cittadini virtuosi sulla raccolta differenziata dei rifiuti e sul conferimento presso il centro di raccolta introdotto con apposito regolamento comunale a partire dal 2019.

L’impressione è che gli incentivi economici prospettati per il deposito diretto presso l’isola ecologica di Via Roma di carta, cartone, multimateriale, vetro, oli esausti e ingombranti siano talmente risibili da diventare sconvenienti, anche in termini ambientali, per larga parte della cittadinanza: tenuto conto che il massimo beneficio ottenibile è uno sconto di €30,00 se si consegnano in un anno almeno 76 kg di carta, almeno 76 kg di multimateriale e almeno 76 kg di vetro, si finirebbe per spenderebbe di più in carburante per i numerosi spostamenti che, a meno che non ci si doti di un tir, si dovrebbero fare alla volta del centro di raccolta. Questo sempreché vengano stanziate in bilancio le risorse utili per finanziare tali riduzioni della TARI.

I punti di raccolta

Sulla scia di questo discorso, necessiterebbero di essere soppesate, anche in ambito di pianificazione urbanistica, l’opportunità e la fattibilità della realizzazione di ulteriori isole ecologiche, magari a scomparsa, sul territorio comunale.

In ultimo, agli stessi torresi toccherebbe interrogarsi sulla correttezza delle loro azioni e sull’impegno che stanno mettendo in campo, a tutela dell’ambiente ma anche dei loro interessi.

Claudio Bergamasco
Presidente dell’Associazione Politico Culturale
La paranza delle idee

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