Il solo scalo Lamentino non basta ad avvicinare la Calabria ai mercati mediterranei

Bisogna potenziare anche gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria per coprire percorrenze superiori ad un’ora

Un sistema aeroportuale rappresenta una delle leve principali per lo sviluppo economico dei territori: i collegamenti aerei devono consentire le comunicazioni con altre aree economico – produttive, favorire i flussi turistici, permettere l’esportazione e l’importazione dei prodotti ad alto valore aggiunto. Questi fattori assumono particolare importanza se traguardati ad una regione periferica, per la quale il trasporto aereo costituisce l’unica modalità di trasporto che possa assicurare collegamenti rapidi con le aree a forte appeal del Nord Italia e dell’Europa (occidentale).

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La Calabria non può e non deve trascurare i mercati che sono individuati dallo sbocco naturale verso il bacino del Mediterraneo e verso i Balcani. Vien da sé che la regione sia caratterizzata da “nodi cerniera” e tra questi spiccano Crotone e Reggio Calabria, due dei tre aeroporti calabresi che permettono all’utenza regionale di avere accesso ad uno scalo aeroportuale con percorrenze inferiori all’ora.

Tuttavia, solo l’aeroporto di Lamezia Terme di fatto ricopre un ruolo strategico sul territorio regionale in quanto servito da regolari voli di linea in cui prevalgono i collegamenti con gli hub di Roma e Milano e le diverse destinazioni italiane servite da relazioni point-to-point, oltre che sviluppare collegamenti diretti in ambito europeo e non.

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Il valore aggiunto della Calabria è assimilabile a quello della regione Puglia in quanto i tre aeroporti sono gestiti da un’unica società, la Sacal S.p.A., come previsto nelle indicazioni del Piano Regionale dei Trasporti, e quindi una visione strategica unitaria. La caratteristica di società unica, che è abbastanza peculiare in ambito italiano per i sistemi aeroportuali regionali, apre l’opportunità di sviluppare una pianificazione integrata dello sviluppo dei tre scali in ragione di specificità funzionali che possono venire attribuite in un’ottica di ottimizzazione complessiva del sistema.

Lamezia Terme è un aeroporto che si autosostiene economicamente mentre Crotone adotta le compensazioni economiche per continuità territoriale. Rimane lo scalo di Reggio Calabria, lo scalo dello Stretto di Messina, l’aeroporto dell’area metropolitana integrata.

Lo scalo reggino fa parte di un sistema policentrico a conduzione regionale e l’aspetto da valorizzare, oltre naturalmente al ripristino dei collegamenti e potenziamento di nuove rotte, è legato principalmente all’accessibilità, chiave di volta di uno scalo che grazie alla sua posizione è da considerarsi un “City Airport”.

In questi termini è indubbio il potenziamento del servizio ferroviario metropolitano (Rosarno/Reggio Calabria-Melito di Porto Salvo), con fermata a RC Aeroporto, il cui incremento dei tempi di percorrenza dei servizi ferroviari in seguito alla fermata “Aeroporto” risulta assolutamente trascurabile.

Lo sviluppo dell’accessibilità passa anche per l’incremento dei collegamenti di medio/lungo raggio con le principali località calabresi e siciliane (di area metropolitana) valorizzando il servizio pubblico complementare al TPL (shuttle bus) attraverso l’impiego delle società di trasporto e NCC presenti sul territorio. Il tradizionale Trasporto Pubblico Locale necessita di una rivisitazione attraverso il potenziamento dell’adduzione all’aeroporto delle linee bus ed una migliore organizzazione dei percorsi del TPL extraurbano dell’area sud di Reggio Calabria, in particolare delle direttrici della costa jonica con conseguente coordinamento orario delle fermate presso il nodo aeroportuale rispetto al piano di sviluppo dei voli, con un aumento stimato dei tempi di percorrenza via aerostazione rispetto al transito su SS106 inferiore al quarto d’ora.

Inoltre, in considerazione della forte vocazione turistica del territorio e dell’ubicazione dello scalo rispetto all’area metropolitana dello Stretto di Messina, si dovrebbe accelerare e valorizzare il sistema dei collegamenti marittimi dello Stretto di Messina con il rispristino del pontile presso l’aeroporto in modo da avere un gate di accesso diretto dalla Sicilia e dalle isole minori.

Ma l’aeroporto di Reggio Calabria offre altre potenzialità come ad esempio il Cargo, in virtù della posizione confinante con HITACHI (ex OMECA), scalo che potrebbe diventare a servizio del sito industriale. Sono alcuni suggerimenti che possono trovare una sintesi nel realizzando Master Plan.
Ad maiora.

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