Calderone: “direttiva Ue non impone salario minimo per legge”

Il Ministro durante il QT: “tema adeguatezza dei livelli salariali è centrale per le condizioni di lavoro”

Lo sottolinea il Ministro del Lavoro, Marina Calderone, nel corso di un Question time ribadendo l’intenzione di non introdurre il salario minimo per legge ma di sostenere la contrattazione collettiva. “Nel nostro ordinamento – ha detto – la determinazione di una retribuzione adeguata è rimessa non alla legge ma alla libera negoziazione tra le parti sociali. La mancata attuazione dell’articolo 39 della Costituzione ha comportata la mancanza dell’efficacia erga omnes delle clausole retributive dei contratti collettivi, a questa vacanza ha più volte ovviato la giurisprudenza attraverso il riferimento all’articolo 36 della Costituzione che riconosce il diritto a una retribuzione proporzionata alla qualità e alla quantità del lavoro svolto”.

“L’adeguamento dei salari – ha proseguito – è una questione di rilievo sulla quale il Governo si sta impegnando con la consapevolezza che il susseguirsi delle crisi internazionali hanno determinato un progressivo impoverimento delle famiglie italiane”. Il Ministro ha ricordato il taglio del cuneo contributivo.

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Sul salario minimo Calderone ha sottolineato che “la direttiva europea che se ne occupa e che dovrà essere recepita entro il 15 novembre 2024 è finalizzata a garantire condizioni dignitose ai lavoratori dell’Unione ma non intende istituire un meccanismo uniforme per la definizione e la determinazione dei salari minimi. Il recepimento della direttiva potrà rappresentare una ulteriore occasione per un proficuo dialogo tra le forze politiche e le parti sociali per prevedere strumenti normativi idonei a migliorare il sistema della contrattazione collettiva che in Italia assicura una copertura superiore all’80%”.

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