La cultura del cibo: dieta mediterranea ed educazione alimentare

La moda del «gastrofighettismo» aiuta le cattive abitudini

Oggi è molto di moda una certa cultura della corretta e sana alimentazione. La moda del cibo e per essere più precisi del «gastrofighettismo» alimentare, dà la mano a tutte le cattive abitudini dovute all’eccesso di zuccheri, di sale, di grassi idrogenati, di patatine fritte, di merendine, che sono sempre più diffuse nelle grandi città, al centro delle città, dove vivono sotto l’assedio dei supermercati, dove negli scaffali c’è solo cibo spazzatura, cibo industriale che non nutre, fa male alla salute, ed è costoso.

Non c’è un prodotto nostro, meridionale. Non c’è consequenzialità tra il dire e il fare e poi non fanno parte della nostra cultura alimentare. La nostra cultura sul cibo, da sempre, è quella che ci mantiene sani, forti, integri. E’ la cultura della Dieta Mediterranea, la dieta che già praticavano i nostri avi. Nata nel Sud Italia, in Campania, tra Napoli e il Cilento e propriamente a Pioppi, un incantevole e tranquillo borgo marinaro di pescatori.

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Riscoperta da studiosi e scienziati di tutto il mondo tra cui Ancel Keys, biologo, ricercatore americano che negli anni ‘50 si stabilì nel Cilento insieme a sua moglie Margaret per studiare le malattie cardiovascolari e la longevità della popolazione del bacino del Mediterraneo e diffondere la cultura della Dieta Mediterranea.

E’ il vivere mediterraneo, dieta, quella propriamente greca, seguendo uno stile di vita a contatto con la natura. E’ cibo a regola d’arte fatto di ingredienti sani, gustosi, vari, colorati, con materia prima proveniente dalla nostra terra, con prevalenza di più frutta, verdura, ortaggi, legumi, che maturano alla luce del sole, pesce fresco azzurro dei nostri mari, ma anche pasta, pane, riso, integrale, uova, formaggi, carni magre, l’olio extravergine d’oliva che segue la stagionalità, a chilometro zero, senza fertilizzanti chimici, antigrittogamici.

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Il cibo è un elemento determinante della nostra cultura, della nostra civiltà, della nostra identità. Per restare nell’attualità, nonostante la tradizione mediterranea, a Napoli, in Campania, in Italia, soprattutto meridionale, secondo gli studi scientifici, l’obesità rappresenta un rischio formidabile, perché la stragrande maggioranza dei nostri adolescenti va verso una forma di obesità precoce con molti concreti rischi per la propria salute dal diabete, alle malattie cardiovascolari, all’ipertensione.

Sebbene la nostra cultura culinaria subisca delle contaminazioni da parte della globalizzazione e della massificazione, fortunatamente in alcune zone del Sud interno il cibo è simbolo di convivialità e conserva ancora quel valore identitario e sacrale che fin dall’antichità gli appartiene. Ci sono principalmente donne e poi uomini che fanno pietanze succulenti piene di aglio, basilico e pomodoro (viva Dio), la pasta in casa, il pane fragrante, lavorato a mano e cotto nel forno a legna. Il mangiar bene e con gusto al Sud è radicato.

Il cibo ha un’anima, ha l’energia di chi lo mette in campo. Quando si mangia si scatena una gioia emotiva che non accade con il prodotto industriale che intasa, non ha sapore o sapore artificiale .Come scrivo anche nel mio libro «Elogio del cibo e della Dieta Mediterranea, mangiare sano e con qualità per vivere meglio», Edizione Controcorrente, occorre fare più educazione alimentare, adottare una sana e corretta alimentazione mangiando in modo semplice ed equilibrato tutti i prodotti sani e sicuri che la nostra gran madre terra ci offre.

Mangiare di meno, con riguardo alla qualità, alla tracciabilità, saper accoppiare bene gli alimenti evitando così il sovrappeso, l’obesità attraverso uno stile di vita che richiama le valide conoscenze scientifiche che si rifanno dalla nostra tradizione di vita e Dieta Mediterranea, riconosciuta in tutto il mondo.

Più prevenzione, più giusta informazione sul ruolo dell’alimentazione, sul mangiare e il vivere sano sin da piccoli iniziando nelle famiglie, nelle scuole, perché una corretta alimentazione associata a una regolare e costante attività fisica, come dicono anche molti miei colleghi nutrizionisti specialisti nel campo dell’alimentazione, contribuisce a migliorare lo stato di salute generale, a favorire il mantenimento del corretto peso corporeo, dello stato di benessere individuale, a migliorare la qualità della vita per tutte le persone di ogni età e genere.

Da qualche anno, dopo la maledetta pandemia, il nostro amato Sud, Napoli, sta ritornando a essere meta ambita per molti turisti di tutto il mondo. Si sta assistendo, fortunatamente, a un ritorno di turismo con soggiorni nelle vacanze estive nei piccoli borghi, antichi, nei propri borghi natii, nei centri storici. E’ una necessità per chi ama trascorrere una vacanza controcorrente che ha a che fare con uno stile di vita lento, il cibo sano, un benessere psico-fisico.

Un invito a tutti a venire a conoscere, a scoprire l’immenso e prezioso patrimonio storico, artistico, culturale dell’Italia, del Sud, a godere i pittoreschi paesaggi, i panorami e gli scenari mozzafiato, il calore umano, le bellezze autentiche, naturalistiche sconosciute, le emozioni, gustando le peculiarità e le squisitezze intrise di sapori, odori, colori, insomma le nostre eccellenze enogastronomiche, DOP, DOC, che ne sono tante, in due parole la nostra Dieta Mediterranea.

dott.ssa Felicia Di Paola
Biologa e Nutrizionista
Specialista in Scienza dell’ Alimentazione
Scuola di Medicina e Chirurgia
Università dgli Studi della Campania Luigi Vanvitelli

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