Meloni continua a sorprenderli tutti, fuori e dentro i confini del Belpaese

Scrive il Washington Post in un’opinione di Lee Hockstader: «Veloce e intelligente, ha sorpreso i critici»

Li sta sorprendendo tutti. Fuori e dentro i confine del Belpaese. E tutti sono costretti a prendere nota e riconoscere che la Meloni che si trovano davanti è sempre meno quella che l’opposizione ideologica italiana le ha «narrata» per anni. E ancora di più continua a raccontarla da quel fatidico 23 settembre che ha segnato la sconfitta di suoi vessilliferi: Pd, M5S, Verdi sinistri e Terzo Polo. E affidato lo scettro del governo e le chiavi di Palazzo Chigi alla leader di Fratelli d’Italia e del gruppo dei conservatori europei.

Tant’è che, il Washington Post in un’opinione di Lee Hockstader, definisce «Meloni veloce e intelligente, ha sorpreso i critici». «Difficile distinguere le sue politiche sui confini da Biden». La premier italiana ha «sfidato i profeti di sventura, soprattutto quelli al di là dei confini italiani» e «sorpreso i critici»: «chi si aspettava una versione italiana della deputata Marjorie Taylor Greene», l’alleata di ferro di Donald Trump, si è trovato davanti una persona più allineata ai «conservatori tradizionali come l’ex governatrice del South carolina Nikki Haley. Anche sull’immigrazione è difficile distinguere la sua politica sui confini da quella del presidente Joe Biden».

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Aggiungendo anche che se Meloni la spunterà il suo «successo potrebbe divenire un modello» per altri politici di destra in Europa. «Telegenica, veloce e intelligente», Meloni si è schierata con l’Ucraina e da quando ha assunto l’incarico «è stata tutta sorrisi con l’Unione Europea». Poi sottolinea come «La vita media di un governo italiano nel dopoguerra è di circa 14 mesi» ma avanzando il dubbio che «i partner di governo» di Meloni «sono alleati di convenienza e potrebbero» prenderne le distanze.

Ma rilevando, poi, che «le sue migliori chance per un governo di cinque anni sarebbero una dimostrazione di forza di Fratelli d’Italia alle elezioni europee del prossimo anno». Più che un voto per l’Europarlamento si trasformerebbero in un «referendum di metà mandato per la sua performance. Se dovesse farcela, potrebbe restare in carica e mangiare molti altri panettoni». Speriamo che le aziende del settore, si dimostrano in grado di reggerne l’urto.

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