Uccisa dai malviventi per rubarle 230 euro: dopo 12 anni misura cautelare per il nipote del boss

Per quell’omicidio furono condannate altre due persone

Una donna uccisa per portarle via meno di 300 euro. Un omicidio efferato per il quale due persone sono state già condannate, ma le indagini della polizia napoletana non si sono fermate e una terza persona è stata raggiunta da una misura cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli. Pietro Cerbone, 32 anni, nipote del boss Nicola Rullo, boss del quartiere Arenaccia, deve rispondere di concorso in rapina pluriaggravata e concorso in omicidio volontario pluriaggravato.

La sera del 3 aprile 2011 la cittadina cinese Wu Shufen, detta Angela, fu trovata cadavere all’interno della sua abitazione in via Attanasio; l’appartamento era a soqquadro e sul cadavere della donna erano presenti numerose ferite multiple da taglio e da punta. Angela era stata uccisa nel tentativo invano di opporsi alla rapina di 230 euro. Vincenzo Rubino Vincenzo (30 anni, appena maggiorenne all’epoca) e Lucio Di Lucio (29 anni, minorenne quando partecipò all’omicidio), sono stati condannati per questo delitto con sentenze definitive.

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Recenti dichiarazioni di un collaboratore di giustizia hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza anche a carico di Cerbone quale autore materiale dell’omicidio in concorso con gli altri due. All’epoca era ventenne e la sua parentela con un esponente di spicco del clan Contini, egemone nella zona Vasto-Arenaccia, aveva coperto le sue responsabilità. La misura cautelare gli è stata notificata in carcere, dove è detenuto per altri reati.

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