Produrre ricchezza per creare valore

All’Università di Napoli Parthenope idee innovative a confronto

Un’opportunità, un’idea, una soluzione! Seneca diceva: «non esiste la fortuna! Esiste il momento in cui il talento incontra l’occasione». E’ questo il punto da cui dobbiamo partire, fare sì che le buone proposte possano finalmente incontrare nuove opportunità per svilupparsi.

Questo dipenderà dalle capacità della nuova classe dirigente nel costituire un sistema virtuoso dove l’interesse malsano non prevarichi le buone idee. Purtroppo negli ultimi anni la società umana sta capitalizzando le scelte scellerate dell’era moderna. Corruzione, malaffare, politiche sbagliate, crollo degli ideali, etc., hanno condotto l’umanità nel baratro apocalittico a cui stiamo assistendo.

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Il disastro economico post-globalizzazione, la pandemia, la crisi climatica ed energetica, il terrorismo, gli enormi divari sociali ed economici tra Stati e regioni interne hanno indotto l’Unione Europea a mettere in piedi un poderoso piano di intervento economico, sicuramente il più imponente di sempre, per intervenire in maniera muscolare proprio su questi temi, cercando di avviare un cambiamento concreto e tangibile in tempi brevissimi, prima che abbia inizio un lento countdown verso l’estinzione.

I fondi strutturali stanziati ammontano all’incredibile cifra di 750 miliardi di euro, considerando solo quelli gestiti da Next Generation EU, di cui 190 più ulteriori 30 del fondo interno andranno destinati all’Italia. Essi saranno divisi tra PNRR, FESR, FSE ed altri fondi minori che finanzieranno progetti nuovi per lo sviluppo delle economie locali, favorendo la crescita sociale, l’inclusione e la sostenibilità, valori che dovranno essere imperativi ed imprescindibili.

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All’atto pratico però le lacune sono ancora tante. Ancora scarseggiano figure professionali formate sui temi dell’ambiente, dell’economia circolare, della sostenibilità e dell’euro-progettazione.

A tal riguardo, l’Università degli Studi di Napoli Parthenope si sta mostrando particolarmente sensibile e proattiva. Fiori all’occhiello, il corso di laurea magistrale in «Management Pubblico» con percorsi di specializzazione in «Sviluppo sostenibile e PA» e «Innovazioni nella PA» e il Master in «Project Management della PA per lo sviluppo sostenibile degli enti locali», diretti dal prof. Luigi Lepore, o ancora i tanti progetti di ricerca internazionale degli studiosi del Dipartimento di Giurisprudenza e più in generale della Scuola Interdipartimentale SiEGi, che hanno visto crescere negli ultimi anni l’interazione fra studenti, docenti, imprenditori, istituzioni pubbliche e ordini professionali per vincere quelle che saranno le sfide del prossimo futuro.

In questo modo gli studenti diventano protagonisti non solo delle attività formative, ma anche della ricerca e del trasferimento scientifico, tecnologico e culturale delle conoscenze alla società e al modo produttivo.
La vivacità culturale stimolata dalla interazione tra studenti e referenti delle pubbliche amministrazioni durante i tanti seminari e le tavole rotonde tenutesi finalmente in presenza ha dato vita ad interessantissime sinergie tra scienza ed esperienza, facendo emergere idee progettuali davvero innovative.

Fra queste, per esempio, la proposta del Laureando in Management Pubblico Pasquale De Luca che ha presentato all’Ateneo una tesi sperimentale riguardante un progetto ambizioso e certamente innovativo che, se opportunamente sviluppato, sarebbe in grado di contribuire non solo alla crescita economica, ma anche e soprattutto a quella sociale ed inclusiva, nel pieno rispetto della sostenibilità.

Partendo dal presupposto che i grandi settori dell’economia nazionale sono quasi sempre gestiti da interazioni fra aziende pubbliche e private, vedi l’energia (ENI ed ENEL), il credito (POSTE ITALIANE), i trasporti, i beni culturali, etc., la domanda che lo studente si è posto con il suo lavoro di tesi è: « perché il turismo, che rappresenta quasi l’11% del PIL, non può beneficiare delle interazioni fra pubblico e privato». L’idea sviluppata è quella di creare delle strutture turistico ricettive a prevalente gestione pubblica, interamente sostenibili, attraverso la realizzazione di alloggi di uso temporaneo nei centri urbani, tramite il recupero dei complessi immobiliari pubblici abbandonati, quali ospedali, caserme, castelli ed interi complessi residenziali che in Italia toccano quasi il milione di unità e che versano in condizione di totale degrado.

Queste strutture, recuperate in maniera sostenibile e circolare, sarebbero in grado di produrre – con l’interazione dei soggetti privati che già operano nel settore – grandi introiti per le casse pubbliche e profitti ulteriori per i privati, e quindi lavoro… e quindi valore… Gli ulteriori introiti pubblici potrebbero andare a finanziare nuovi progetti di sviluppo ed inclusione sociale, come, stando alla tesi del dott. De Luca, una nuova struttura sanitaria per il trattamento dei minori affetti da disabilità per disturbi cognitivi dello spettro autistico nella città di Napoli; e così tante altre proposte. In sintesi il motto è produrre ricchezza per creare valore.

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