Governo, Meloni: «Paura della firma inchioda la nazione, rivedere l’abuso ufficio»

Il presidente del Consiglio: «Non possiamo lasciare gli amministratori in balia di norme penali così elastiche»

«Penso sia arrivato il momento di affrontare il tema della responsabilità dei sindaci: bisogna definire meglio a partire dall’abuso d’ufficio le norme penali per i pubblici amministratori che oggi hanno un perimetro così elastico che» lasciano spazio a «interpretazioni troppo discrezionali». Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo in videocollegamento all’Assemblea dell’Anci, in corso a Bergamo a proposito della «paura della firma» che «inchioda la nazione».

«Dal momento dell’avviso di garanzia all’assoluzione passano anni, reputazione e famiglia vengono distrutte, non possiamo lasciare gli amministratori in balia di norme penali così elastiche da prestarsi a interpretazioni molto arbitrali. E, peggio ancora, non posiamo arrenderci a paura della firma che inchioda una nazione che invece ha bisogno disperato di correre e liberare le proprie energie» ha aggiunto.

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«Dobbiamo mettere i sindaci e gli amministratori in condizione di firmare serenamente, di sapere se la firma costituisce o meno un reato: non si reclamano impunità ma regole certe sul perimetro della legalit – ha aggiunto -: non si tratta di salvaguardare i furbi ma di tutelare gli onesti che vogliono fare bene il proprio dovere. Il governo si metterà al lavoro per modificare alcuni reati contro la Pubblica amministrazione, a partire dall’abuso di ufficio».

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