Guerra in Ucraina, alta tensione tra Mosca e Londra. Lavrov: «Kiev non vuole pace negoziata»

Le forze russe hanno lanciato nelle ultime 24 ore 35 attacchi aerei sull’acciaieria Azovstal

Scambio di minacce tra Londra e Mosca a proposito della possibilità «interamente legittima», secondo il governo britannico di Boris Johnson, che l’Ucraina colpisca obiettivi sul suolo russo con le armi fornite dal Regno unito.

La Russia risponde alzando ancora i toni e dal profilo Facebook della portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zacharova, assicura di ritenere altrettanto legittimo prendere di mira «in profondità le linee di rifornimento» ucraino fin «dentro quei Paesi i quali trasferiscono all’Ucraina armi» che pure producono «morte e distruzione». E il conflitto non accenna a calare di intensità o addirittura fermarsi come è tornato a chidere oggi il segretario generale dell’Onu Guterres al ministro degli esteri russo Lavrov.

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I combattimenti

Sono almeno nove i civili uccisi nei bombardamenti russi che hanno colpito diverse zone dell’Ucraina orientale e meridionale, secondo i rapporti delle autorità locali. Tre civili sono morti sotto le macerie di un edificio colpito da un bombardamento nella città di Popasna, altre tre persone sono sono state uccise e sette ferite in un bombardamento a Kharkiv (est). E ancora almeno due civili sono stati uccisi e sei feriti nella regione di Donetsk mentre, nel sud, a Zaporizhzhia, alcuni colpi hanno ucciso almeno una persona e ne hanno ferita un’altra.

Le forze russe hanno lanciato nelle ultime 24 ore 35 attacchi aerei sull’acciaieria Azovstal di Mariupol, dove si nascondono anche civili, ha reso noto il reggimento Azov sul suo canale Telegram, alcuni civili sono rimasti feriti e altri intrappolati tra le macerie, riporta Ukrinform. Secondo il consiglio comunale di Mariupol, ci sono più di 1.000 civili nascosti nei rifugi sotterranei dell’acciaieria Azovstal, dove gli ultimi difensori ucraini rimasti della città assediata stanno resistendo alle forze russe.

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La conferenza Guterres-Lavrov

Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, è a Mosca per un estremo tentativo di trovare il modo per fermare il conflitto. Al ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha chiesto il cessate il fuoco ma ha preso però atto che «ci sono due posizioni diverse: secondo la Federazione russa, quello che sta avvenendo è un’operazione militare speciale con un obiettivo non ancora annunciato. Per le Nazioni Unite, l’invasione russa dell’Ucraina è una violazione dell’integrità territoriale».

In conferenza stampa con Guterres Lavrov ribadisce che per la Russia la situazione in Ucraina è «il risultato dell’espansione incontrollata della Nato» a est. A conclusione dei colloqui con Lavrov, il segretario generale dell’Onu ha proposto «un gruppo di contatto umanitario con Russia e Ucraina perché i corridoi siano efficaci e rispettati», preoccupato soprattutto della situazione a Mariupol.

Lavrov ha risposto dicendo che Mosca è pronta a collaborare con le Nazioni Unite per aiutare i civili in Ucraina e assicurando che la Russia vorrebbe «una pace negoziata», ma «è Kiev a non volerla». «Zelensky – ha osservato – si è rimangiato quello che aveva chiesto la settimana prima e questo ci rattrista: la parte ucraina non è interessata ai negoziati». In Ucraina vengono presi di mira i simboli dell’amicizia con Mosca. La città di Kiev ha avviato la demolizione della statua all’Arco dell’amicizia dei popoli costruita dai sovietici nel 1982 nel centro della capitale ucraina. La statua di bronzo simboleggia due operai, uno ucraino e uno russo che sorreggono la stella dell’Ordine sovietico dell’amicizia dei popoli.

Il vertice nella base americana

Intanto nella base americana di Ramstein, in Germania, il vertice straordinario a sostegno dell’Ucraina con i ministri della Difesa di 40 Paesi alza i toni. Il segretario della Difesa Usa, Lloyd Austin, dà il via alla ‘Lega per l’Ucraina’ e si dice pronto «a fare molto di più» per far vincere Zelensky. Sul vertice aleggia la preoccupazione che il conflitto si estenda alla Moldavia dopo la situazione creatasi nella Transnistria.

Luca Vavassori e i profughi

Ricompare intanto sui social Ivan Luca Vavassori, fighter italiano dato per morto. «Sono vivo, ho solo febbre molto alta, alcune ferite in varie parti del corpo. Per fortuna nulla di rotto», ha scritto sul suo profilo Instagram l’ex calciatore di 29 anni andato a combattere in Ucraina nelle brigate internazionali, a fianco dell’esercito di Kiev. Dei 101mila profughi ucraini entrati in Italia dall’inizio della guerra circa 70mila hanno chiesto protezione nel nostro Paese: 65mila hanno chiesto la protezione temporanea (normativa Ue), il resto sono richieste di asilo, protezione speciale o altro. I minori non accompagnati sono poco più di tremila: 2.600 vivono con familiari, circa 500 in strutture

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