Alessandro De Renzi si racconta: «Recitare è ambizione, voglio trasmettere verità»

Da «La Preside» a «La Salita», il percorso di un talento emergente

C’è chi scopre la propria strada lentamente e chi, invece, la incontra e la riconosce. È il caso di Alessandro De Renzi, giovane attore che si sta facendo spazio nel panorama cinematografico con autenticità e determinazione. Tra poco sarà nelle sale nel ruolo di Franchino, con il film «La Salita», diretto da Massimiliano Gallo. Il giovane artista ha ricostruito con ilSud24 i primi passi e le difficoltà di un percorso ancora agli inizi, ma già ricco di esperienze importanti.

La passione per la recitazione nasce in un momento particolare, poco prima della pandemia. «Diciamo che il tutto è iniziato a inizio 2020, quando mi sono appassionato molto al teatro. Poi, a causa del Covid, dovetti interrompere tutto», spiega.

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Dopo una pausa forzata, De Renzi decide di riprendere in mano il suo sogno nel 2022 ed è proprio qui che arriva la prima svolta: «Mi reputo un ragazzo molto fortunato perché alla fine del primo anno mi è arrivato il provino per il film di Massimiliano Gallo e fortunatamente al mio primo provino sono stato scelto».

Le difficoltà personali e il lavoro sul personaggio

Nonostante i primi successi, gli ostacoli non mancano ma, fortunatamente, non riguardano la recitazione in sé: «La mia difficoltà più grande è proprio questa qua: fare le interviste, perché a me non piace parlare molto di me», ammette con ironia.

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Nella serie «La Preside» con Luisa Ranieri, De Renzi ha interpretato Gino, un ragazzo con sfumature profonde. «Gino è il ragazzo forse più spensierato, però non abbiamo visto molto della sua vita privata. Quindi magari può nascondere ciò che prova realmente», sottolinea. Il suo rapporto con il telefono diventa simbolico: «Per lui può essere un rifugio, anche se per gli altri è visto come un ostacolo». Una figura che vive con leggerezza e conflitto, soprattutto nel rapporto con la preside, che spesso gli sequestra il cellulare.

Per Alessandro, recitare significa immergersi completamente nel personaggio: «Mi è capitato di capire come si veste il personaggio, cosa fa nella vita privata, chi sono i genitori… più che come pensa, è entrare dentro di lui e capire davvero ciò che sta dicendo».

Un processo che diventa ancora più interessante quando il ruolo è lontano da sé: «Sia il personaggio del film di Massimiliano Gallo sia quello de “La Preside” sono lontani da me». Uno dei momenti più significativi è stato lavorare con Luisa Ranieri: «Avere lei accanto ti rende tutto semplice… nella scena con lei è stato bellissimo», racconta. Ma oltre ai grandi nomi, ciò che conta davvero è il clima sul set: «Non puoi essere amico di tutti, ma quando si lavora bisogna creare il rapporto giusto affinché le scene funzionino».

Il film «La Salita» e il valore del teatro

Nel film «La Salita», ambientato in un carcere minorile, il teatro diventa mezzo di trasformazione. L’attore sottolinea l’importanza della visione del regista Massimiliano Gallo: «È stato molto bravo a raccontarci la sua idea dei personaggi e della storia, perché noi in quegli anni non c’eravamo». Il protagonista da lui interpretato, in particolare, vive una realtà diversa dagli altri detenuti: «Lui pensa solo al legno, gli piace lavorarlo e si proietta già fuori dal carcere».

Uno dei temi più profondi affrontati riguarda il ruolo del teatro nei contesti difficili: «Nessun ragazzo nasce cattivo… è molto il contesto in cui cresci», afferma con convinzione. E aggiunge: «In carcere si dovrebbe fare molto di più, far appassionare i ragazzi a qualcosa di vero, mostrare che esistono alternative». Guardando il film finito, il messaggio che spera arrivi al pubblico è chiaro: «La speranza… far capire che esiste qualcosa di bello e che tutto è possibile».

Festival, crescita personale e ambizione

L’esperienza nei festival ha segnato tappe importanti del suo percorso: dalla partecipazione a eventi come il Festival del Cinema di Roma fino al Festival di Venezia. «Abbiamo ricevuto un affetto che non ci immaginavamo proprio», racconta emozionato.

E ogni appuntamento diventa un passo avanti anche sul piano personale: «Piano piano mi sto iniziando ad ammorbidire quando vado a questi eventi importanti». Alla fine, quando gli viene chiesto di riassumere il suo rapporto con la recitazione in una parola, De Renzi evita risposte banali: «Per me è l’ambizione… la voglia di farcela e di trasmettere verità in ciò che faccio». Una dichiarazione che ci racconta di un giovane interprete che, con emozione e determinazione, cerca di trasformare ogni parte in qualcosa di autentico.

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