Il pacco per Napoli: contributo di 1,3 miliardi in vent’anni, ma il debito immediato è di 5 miliardi

Il Comune dovrà assicurare «risorse proprie» per un quarto del contributo annuo

Se la questione non fosse così tragica da mettere in discussione il futuro di Napoli ci sarebbe davvero da sganasciarsi dal ridere per come i signori della neo amministrazione comunale di Napoli stanno festeggiando l’emendamento alla legge di bilancio per il ripiano del disavanzo dei Comuni capoluogo delle Città metropolitane.

Emendamento che prevede per «Napoli e le altre città metropolitane in disavanzo, un contributo dello Stato di 2,67 miliardi complessivo in venti anni. A tal fine per reperire le risorse, i Comuni potranno fare affidamento su misure di spending review (ovvero taglio delle spese) sulla riscossione (caccia all’evasione fiscale) e, se necessario, sull’eventuale aumento dell’addizionale Irpef o delle tasse di imbarco portuali e aeroportuali». Insomma come diciamo noi napoletani: «magna, ca d’o ttùjo magne!»

Pubblicità

Il pacco per Napoli si è rivelato una «mancetta»

La cifra complessiva per Napoli è prevista di 1 miliardo e 300 milioni, in pratica 65milioni all’anno per 20 anni. Ma non si era detto che la capitale del Sud è afflitta da un debito pregresso, e quindi da pagare immediatamente, di circa 5miliardi?

Al punto che il neo sindaco Manfredi prima del voto aveva titubato, e non poco a candidarsi, poi lo aveva fatto perché Letta e Conte avevano sottoscritto con lui, «un pa(tt)cco» assicurandogli che il governo avrebbe aiutato Napoli a venirne fuori e, poi, a vittoria conseguita, aveva minacciato di dimettersi immediatamente, perché quel «patto» – come previsto da tutti, tranne che da loro, naturalmente – non esisteva neanche come «pacco»?

Pubblicità

Già, ma che volete farci questa è la vita e «chi si contenta gode» e può non dimettersi e rimangiare tutto quanto aveva detto prima e conservare la fascia tricolore.

Viene da chiedersi, allora, cosa significa quella dichiarazione dell’assessore al bilancio Baretta secondo il quale, questo accordo «costituisce un inizio valido per poter ripartire e finalmente riorganizzare il bilancio comunale. Ora spetta a noi fare la nostra parte, migliorando i servizi da garantire ai cittadini, allargando la platea dei contribuenti, valorizzando il patrimonio e riorganizzando il funzionamento del Comune e delle società partecipate. La durata di vent’anni dell’accordo ci assicura che Napoli non sarà lasciata sola nel suo percorso di risanamento e potrà ricevere altri contributi che poi verranno decisi in futuro».

Da chi? Niente, non fateci caso, pensate che siamo quasi a Natale e in questo periodo le litanie vanno di moda. E non solo a Napoli.

Potrebbe interessarti anche:

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Giuseppe Conte sfida la sinistra: meno woke, più salari e lavoro

Per il leader 5Stelle è diventata una «religione morale autoreferenziale» Nel campo largo si apre un’altra crepa, questa volta su uno dei terreni più identitari...

Missili Scalp in Ucraina, il Cremlino: «Londra impedisce processo di pace»

Il nuovo accordo fa salire la tensione con Mosca Mosca reagisce con durezza al progetto britannico destinato a rafforzare la capacità ucraina di produrre missili...

Ultime notizie

Campi Flegrei, il centrodestra: «Il centrosinistra boccia il nostro emendamento per risorse in più»

Sangiuliano: «Si gioca sulla pelle dei cittadini» «La maggioranza di centrosinistra ha bocciato, in commissione Bilancio, il nostro emendamento con cui chiedevamo di elevare da...

Bacoli, Savoia: «Fondi bradisismo fermi da mesi. Dopo nostra denuncia il Comune si muove»

Il consigliere: «Otto mesi di attesa per cittadini e famiglie» «Il 12 agosto, durante il Consiglio comunale, abbiamo portato all’attenzione dell’Aula e dei cittadini una...

Mattarella batta un colpo, prima che a pagare siano ancora gli italiani

Il capo dello Stato è anche presidente CSM: il suo silenzio pesa È in libreria da qualche settimana il saggio di Savino Balzano «Romanzo Quirinale»...