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Il reddito di cittadinanza accende la campagna elettorale. Intanto c’è intesa sull’allargamento del green pass

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Con la campagna elettorale sempre più aspro il confronto politico. E intanto la Lega fa retromarcia sull’estensione del green pass

Lavoro di cittadinanza. La proposta l’ha lanciata il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, dal Salone del Mobile di Milano e nel corso dell’ennesima giornata di passione che ha visto proprio la misura fortemente voluta e sostenuta dai Cinquestelle tornare nel mirino delle critiche. Protagonista, per chi ancora non lo avesse capito, il reddito di cittadinanza che ormai sembra essere il bersaglio preferito del centrodestra.

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Era stato però nella mattinata l’ex premier Giuseppe Conte ad aprire il fuoco di sbarramento a difesa del reddito di cittadinanza: «Il reddito di cittadinanza metadone di Stato? Fare polemica non è nel mio stile ma è un comportamento da vigliacchi per degli esponenti politici andare in Tv e chiedere l’abrogazione di una misura che nel migliore dei modi arriva a 780 euro».

Chiaro il riferimento a Giorgia Meloni che domenica da Cernobbio aveva bollato il reddito di cittadinanza «metadone». Ma Conte va oltre e chiarisce che la cancellazione di questa misura «sarebbe la rottura di un patto di lealtà e di una logica di sostegno e collaborazione: ma il M5s sosterrà il governo dal momento che Draghi ha confermato che condivide la misura».

Metteo Salvini: «Reddito? Ho fatto un errore»

In realtà non è soltanto Fratelli d’Italia ad avere messo nel mirino la misura ma è soprattutto la Lega, attuale alleato di governo dei Cinquestelle ed anche all’epoca del varo del reddito, a chiederne l’abolizione. Matteo Salvini, infatti, è tranchant: «Ho riconosciuto di aver fatto un errore sul reddito di cittadinanza, è stato un fallimento…»; ed a sua volta rilancia: «Ho chiesto a Draghi se gli 8 miliardi del reddito non sarebbe meglio usarli per creare lavoro. A mia prima firma proporrò un emendamento alla legge di bilancio per spostare gran parte di questi miliardi a sostegno delle imprese, se assume un cinquantenne a spasso».

Giorgia Meloni: «Fdi continuerà a lavorare contro il reddito di cittadinanza»

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Per conto suo Giorgia Meloni chiamata in causa direttamente da Conte non si tira indietro ed attacca: «Noi di Fratelli d’Italia siamo contrari ad una misura che non serve ad uscire dalla povertà ma che al massimo mantiene quelle persone nella loro condizione di povertà. È il lavoro, la possibilità di avere un futuro diverso e migliore, che producono dignità, per questo Fdi continuerà a lavorare contro il reddito di cittadinanza».

Giancarlo Giorgetti e il lavoro di cittadinanza

Come detto però all’interno della Lega si fa strada l’ipotesi non tanto di abolire il reddito di cittadinanza quanto piuttosto di modificarlo. È l’idea di Giancarlo Giorgetti che lancia il lavoro di cittadinanza: «La costituzione italiana recita che è il lavoro che ci rende pienamente cittadini. Lo sforzo è di trasformare il reddito di cittadinanza in lavoro di cittadinanza». Potrebbe essere questo il punto finale ed avanzato di una trattativa che troverebbe la sua conclusione nella legge di Bilancio, ma soprattutto potrebbe rappresentare una soluzione capace di accontentare tutti, sia quelli che vogliono abolire il reddito di cittadinanza e sia quelli che puntare a confermarlo.

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Si tratta, quindi, di un cammino lungo e perciò per il momento abituiamoci alle polemiche. In dirittura d’arrivo sembra, invece, l’estensione del green pass come confermano le parole sempre di Giorgetti: «Una cosa è certa: con la ripresa delle attività economiche dobbiamo garantire condizioni di sicurezza e queste esigono che chi frequenta luoghi affollati deve dare garanzie di non contagiare nessuno. Quindi il green pass è una misura che va in questa direzione e ne prevedo una ulteriore estensione».

Green pass, una vera e propria retromarcia della Lega

Nei fatti una dichiarazione che sembra sgombrare il campo dai timori di imboscate della Lega sul decreto in discussione in Aula alla Camera, dopo che la scorsa settimana proprio i deputati leghisti avevano votato con FdI contro l’obbligo del certificato verde digitale. Ma soprattutto suona come una vera e propria retromarcia che però potrebbe anche essere il segnale che è in corso una trattativa all’interno della maggioranza e in particolare con lo stesso Draghi. Ieri, infatti, Salvini è tornato a chiedere che non sia messa la fiducia sul decreto, consentendo così la discussione degli emendamenti leghisti. Quindi le dichiarazioni di Giorgetti potrebbero rappresentare un gesto di buona volontà e disponibilità.

Si vedrà a breve anche perché il tempo per esaminare il decreto è poco visto che il 23 settembre il provvedimento scade e dovrà ancora passare all’esame del Senato. Peraltro, la disponibilità di sindacati e di Confindustria all’introduzione del green pass sui luoghi di lavoro, registratasi ieri al termine di un incontro e dopo giorni di reciproche accuse, potrebbe essere un’ulteriore spinta ad estendere il green pass.

Il tema dell’obbligo vaccinale e il no della Lega

E chissà che in questa trattativa non rientri anche il tema dell’obbligo vaccinale sul quale Salvini continua a dirsi contrario: «L’obbligo vaccinale esiste in Arabia Saudita, in Turkmenistan e Tagikistan, ma di che cosa stiamo parlando? Il nostro modello di sviluppo sono le repubbliche islamiche? No, quindi, fidiamoci degli italiani». In fin dei conti se il green pass venisse esteso quasi dovunque verrebbe meno la necessità di introdurre l’obbligo vaccinale.

FdI: «Non siamo favorevoli alla vaccinazione obbligatoria»

Quindi, a tenere alta la bandiera dell’opposizione a green pass e obbligo vaccinale resta soltanto Fratelli d’Italia. «Noi non siamo favorevoli alla vaccinazione obbligatoria, pensiamo che piuttosto che imporre bisogna spiegare le cose. Come centrodestra, come Fdi crediamo che con un’informazione corretta e trasparente, che è mancata, le persone siano portate ad avere buoni atteggiamenti».

Opposizione, infine, anche sul green pass e sulla sua estensione che per Giorgia Meloni serve soltanto a «distogliere l’attenzione da tutto quello che il governo non sta facendo in vista della riapertura. Sul mancato potenziamento mezzi trasporto, sulla mancata messa in sicurezza delle scuole, sulla mancata attenzione alle cure domiciliari, sulle tante troppo cose che non sono ancora state fatte. Questo è imperdonabile, il green pass da solo non risolverà assolutamente nulla».

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