La crisi Whirlpool è la punta di un iceberg di miriadi di vertenze aziendali aperte sul territorio reagionale

Il boom dei licenziamenti del dopo Covid peserà pesantemente sulle donne. Soprattutto in Campania. Urge un patto sociale a sostegno della comunità

La protesta dei lavoratori Whirlpool esplosa pesantemente a Napoli in questi giorni, è la punta di iceberg di miriadi di vertenze aperte sul territorio campano e nazionale, non puo’ non far riflettere sul fatto, di più ampio respiro, che in Campania come nel paese, non è più procrastinabile l’avvio di un patto sociale, fondato sul dialogo e sull’ascolto, attraverso il quale ognuno, per la propria parte, deve collaborare con spirito di solidarietà e con fini di sostegno per la collettività.

È necessario prendere atto, con indignazione, che in tempo di Covid, dal 2020 è iniziato un ‘viaggio’ a ritroso che porta con se’ un boom dei licenziamenti. Tale crisi ha colpito prevalentemente le donne, che, più di tutti, hanno pagato il prezzo più alto della pandemia in termini di disoccupazione o, di contro, di sacrificio quotidiano e qualità del lavoro. Molto è stato fatto ma ancor di più c’è da fare.

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La Regione Campani ha approvato, in questi giorni, un ulteriore intervento di sostegno al reddito per i lavoratori delle aree di crisi industriale complessa espulsi dal ciclo produttivo e che cessano nell’anno 2021. Una misura che palesemente non basta rispetto alle esigenze di sistema che necessitano di interventi ingenti. A riguardo, non sfugge che le notevoli risorse finanziarie pubbliche che, soprattutto a livello nazionale, verranno messe a disposizione per affrontare la grave situazione di crisi economica derivante dall’epidemia, impongono, doverosamente, scelte allocative fondamentali e tutt’altro che scontate.

Generare nuova ricchezza nel lungo termine

Anche se ingenti, però, tali risorse saranno infatti limitate e non ricorrenti, e non vi è dubbio che parte di esse vanno destinate, e non potrebbe essere altrimenti, a fronteggiare i pesanti effetti immediati in termini occupazionali e sociali. Ma se questa è una necessità, al tempo stesso una quota rilevante delle risorse va destinata a iniziative che possano creare le condizioni per generare nuova ricchezza nel lungo termine.

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È del tutto evidente, infatti, che solo se si genererà sviluppo durevolmente (dunque ricchezza con una prospettiva di lungo termine) sarà possibile alimentare anche il gettito fiscale necessario per il servizio del debito pubblico e per creare nuova occupazione. Ovviamente deve trattarsi di ricchezza equa (validamente distribuita), sana (non speculativa) e pulita (non illegale).

È tempo di concentrarsi sull’«obiettivo ripresa» che coniughi piena convergenza tra la finalità ambientale e sociale da un lato e di sviluppo dall’altro. Si impone una nuova agenda per la Campania e per il nostro Paese – che contempli un passo in avanti culturale – quella ad esempio della partecipazione dei lavoratori nelle aziende. Se ne parla tanto ma si fa tanto poco in tal senso, ecco perché, con lo spirito di servizio chi riveste ruoli di guida, deve lavorare per recuperare un clima di dialogo sociale e di concertazione, superando distanze e pregiudizi.

*Maria Rosaria Pugliese
Segretario regionale UGL

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