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Con caro bollette e tasse, forse, il Pil crescerà, ma il rischio povertà, diventerà certezza

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È normale che un presidente del Consiglio quando senta parlare di questioni diverse da Recovery Fund e Pnrr, anche se si discute di diritti dei cittadini, finga di non sentire e continui ad andare avanti per la propria strada? Probabilmente, no. Eppure, è ciò che sta facendo Draghi.

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Il che, è vero, gli ha consentito di non impantanarsi nelle polemiche della sua ‘spumeggiante’ maggioranza, lasciando, però, il Paese vittima di quest’ultima. Ora, pare, si sia stancato del pantano – che mette a rischio riforme: Giustizia (l’accordo raggiunto in Cdm prevede la prescrizione, con tempi più lunghi per la corruzione e Conte dichiara guerra. E neanche si parla di separazione delle carriere fra i magistrati. Sicché, forse avremo le risorse, ma per la Giustizia ci vorranno i referendum) e fisco, ma anche le altre e, quindi, Pnrr e fondi – e abbia chiesto lealtà a tutti.

Luce e gas costeranno ben 200 euro l’anno in più

Troppo tardi. Da questo mese, parte il primo caro-bollette post-pandemia (ma non ci siamo ancora dentro?) Luce (+9,9%) e gas (+15,3%) costeranno ben 200 euro l’anno in più a famiglia. Il ministro delle Finanze, Franco, ha detto che nel 2021 il Pil crescerà del 5%. Ma tirando le somme di questo aumento, oltre 5 miliardi verranno dalle tasche delle famiglie. E il rischio povertà, diventerà certezza.

Alfa, Beta, Gamma, Delta. Sono le prime quattro lettere dell’alfabeto greco, che indicano le varianti Covid, con le quali gli ‘scienziati’ del Cts, Speranza e lo sceriffo De Luca continuano a seminare terrore e tenerci con il fiato sospeso. Speriano di non dover aspettare che scorrano anche le altre 20, prima che si spengano le luci fatue e torni il sole. Rischieremmo qualche decennio di buio.

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E ciò nonostante che per l’immunologo, Abrignani: «la variante Delta si sta trasformando in un’influenza, continua a diffondersi, ma non crea particolari problemi e i posti covid negli ospedali sono occupati solo al 2%»; e per l’accademico dei Lincei, immunologo Forni: «basta paura, i vaccini proteggono, col virus si convive». Ma il professore Crisanti non è d’accordo e avverte «così stiamo creando il terreno per una nuova variante del tutto resistente ai vaccini». Suicidio di massa?

La verità è che criticità e problematiche, che pur ci sono – tant’è che si sente parlare di otto regioni (Abruzzo, Campania, Marche, Bolzano, Trento, Sardegna, Sicilia e Veneto) che potrebbe tornare in zona gialla – vanno ricercate, altrove: nei trasporti locali, sempre affollatissimi per mancanza di mezzi e nelle scuole. Qui governo e istituzioni, ancora nicchiano, facendo poco e male. Anzi, niente.

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Anche perché, il momento politico – con i 5S preoccupati, per la sopravvivenza (in piena confusione e privi di un rappresentante legale, non possono certificare simboli e liste e rischiano di dare forfait alle prossime amministrative) e le loro traballanti e improbabili alleanze con i piddini; i complicati rapporti interpersonali e politici fra Letta e Renzi, con il controcanto di Salvini e dei partiti della maggioranza, in difesa delle rispettive bandierine invece che dei problemi degli italiani e del Paese – è quello che è. Non certo dei migliori.

Fuortes, uomo di Veltroni e Franceschini, alla guida della Rai

E mentre continuano ad azzanarsi sul ddl per l’omotransfobia, il cui autore, Zan, vuole «aiutare i bambini a cambiare sesso», più che pazzia, follia pura, la crisi grillina ha ‘regalato’ al Pd – via Draghi – l’ennesima vittoria: Fuortes, uomo di Veltroni e Franceschini, alla guida della Rai. E martedì si apre in Senato il dibattito al buio, durante il quale Fd’I ha annunciato battaglia, sul ddl Zan – sponsorizzato dai “leader onorari” del Pd, Ferragni e Fedez – il cui esito rischia di spaccare ulteriormente la, più pretesa che presunta, compattezza della maggioranza.

Ma ad aprire le ostilità, domani sarà l’avvio della discussione in aula del progetto di bilancio previsionale (si fa per dire visto che l’approvazione è prevista per il 22 luglio, a secondo semestre dell’anno già ampiamente superato) di Montecitorio, che quest’anno costerà 963,7 milioni di euro, 5,4 più del 2020. E a proposito, anche se continuano a negarlo, pure i 5S intascano il finanziamento pubblico.

Nel 2020, solo dalla Camera hanno ricevuto 8,5 milioni di euro, 600 mila in meno del 2019. Purtroppo, per loro, in 25 hanno cambiato casacca. E, con questo presente, il loro futuro potrebbe andare anche peggio. La divisione dei ruoli fra Conte (leader) e Grillo (garante) ha tutte le caratteristiche di una pace balneare e sembra destinata a sfociare nuovammente in guerra, quando i militanti saranno chiamati a votare sullo statuto.

E ora ci si mette anche l’Isis. Il settimanale Jadista Al Naba, infatti, ha minacciato Roma, l’Italia ed ha preso di mira il ministro degli esteri Di Maio che ha copresieduto il vertice della coalizione Anti-Isis svoltosi a Roma due settimana addietro.

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