Mafia Capitale, la Cassazione assolve Alemanno. L’ex sindaco: «Fine di un incubo». Schifone: «Vicenda paradossale»

Assoluzione per l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, imputato nell’ambito del procedimento stralcio su ‘Mafia capitale’. Lo hanno deciso i giudici della Sesta sezione penale della Cassazione che hanno annullato senza rinvio le accuse per corruzione nei confronti di Alemanno.

I giudici hanno deciso inoltre di far svolgere un nuovo processo di appello per rideterminare la pena, riqualificando il reato in traffico di influenze, per la vicenda dello sblocco dei pagamenti di Eur Spa.

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«Credo che questa sentenza ridimensioni questa vicenda durata ben sette anni. Mi sono ritrovato prima mafioso e poi corrotto, adesso rimane un piccolo traffico di influenze che
sarà la Corte di Appello a giudicare». A dirlo l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno dopo la sentenza della Cassazione che ha atteso al Palazzaccio.

Alemanno: «Non c’è più quel fango che mi era stato tirato addosso»

Alla lettura del verdetto dei supremi giudici Alemanno ha abbracciato i familiari presenti in aula. «Non c’è più corruzione – ha sottolineato l’ex sindaco – non c’è più quel fango che mi era stato tirato addosso. Finisce un incubo durato sette anni, e obiettivamente poteva essere evitato».

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«Finalmente è stato trovato un Giudice a Berlino» questo il commento euforico di Luciano Schifone, storico esponente della Destra Sociale, dopo la decisione della Cassazione di assolvere Gianni Alemanno dal reato di corruzione e di rinviarlo a nuovo processo per traffico di influenze.

«Oltre alla sicurezza della innocenza dell’ex sindaco si viveva in una paradossale vicenda giudiziaria che vedeva un corrotto senza corruttori. Una stortura cui finalmente dopo anni di sofferenze l’amico fraterno Gianni risorge a nuova vita. La vicenda – chiosa Schifone – non è conclusa ma siamo sicuri che è ben avviata alla conclusione che accerterà definitivamente la sua piena innocenza».

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