‘Pecunia non Olet’, non luogo a procedere per De Siano (FI). La difesa: «Ben 9 anni in attesa di giudizio»

«Oggi il tribunale di Napoli ha pronunciato, dopo circa 9 anni dai fatti, una sentenza di non doversi proceder per intervenuta prescrizione per il Senatore De Siano».  Lo rende noto l’avvocato Gennaro Tortora, legale del senatore di Forza Italia Domenico De Siano.

«Il processo denominato ‘Pecunia non Olet’  – ricorda Tortora – destò scalpore mediatico in quel lontano 2016. Per lo stesso De Siano fu addirittura richiesta una misura cautelare in carcere previa autorizzazione della Camera del Senato della Repubblica poiché, sosteneva l’accusa: aveva organizzato e costituito un’associazione per delinquere dedita alla commissione di una serie di reati contro la P.A.

nell’ambito della gestione dei rifiuti nella provincia di Napoli e dei comuni dell’isola Di Ischia. Ma quel procedimento aveva delle ombre, le accuse oltre ad essere generiche si riferivano a fatti datati 2012, a distanza di 4 anni si era disposta una richiesta di arresto».

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«Ma tante le ombre – spiega -, e le anomalie che però non sfuggirono al Tribunale del Riesame di Napoli che annullò la richiesta di arresto per il Senatore De Siano per mancanza dei gravi indizi di colpevolezza».

De Siano, il legale: «Processo si è perso nel meccanismo infernale dell’amministrazione della giustizia»

«Malgrado ciò – continua il legale-, De Siano fu rinviato a giudizio per le medesime accuse ma anche il GUP presso il Tribunale di Napoli pronunciò sentenza di proscioglimento per le accuse più gravi. Da quella pronuncia sono trascorsi quasi 5 anni ed il processo per le imputazioni residue non si è mai celebrato, non è mai iniziato, si è perso nel meccanismo infernale dell’amministrazione della giustizia e solo grazie ad un tribunale attento e scrupoloso che la matassa di una indagine poco chiara, dopo circa 9 anni dai fatti, si è conclusa malgrado tutto con una sentenza di prescrizione».

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«In un periodo lungo quasi 9 anni non è stato mai celebrato un processo che invece ha visto la sua celebrazione in luoghi e prosceni inidonei ed inopportuni per la difesa della dignità di un qualsiasi cittadino. Questa è giustizia?  Restare sospesi per un tempo indefinito significa espiare comunque una pena: in attesa di giudizio, in attesa di giustizia» conclude l’avvocato del senatore De Siano.

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