Castellammare di Stabia, due arresti per l’omicidio Scelzo: ucciso per il tradimento ai D’Alessandro

A quasi quindici anni di distanza dall’omicidio di Pietro Scelzo a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, i carabinieri del comando provinciale di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dall’ufficio gip del Tribunale di Napoli – su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia – nei confronti di due presunti killer.

In arresto sono finiti Antonino Esposito Sansone, di 57 anni, e Vincenzo Ingenito, di 44 anni, gravemente indiziati dell’omicidio avvenuto il 18 novembre 2006 in Vico Pace a Castellammare. Quel giorno Scelzo fu raggiunto da undici colpi d’arma da fuoco esplosi da una pistola calibro 9 nell’androne del cortile della sua abitazione.

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Il provvedimento odierno trae spunto dall’arresto di Pasquale Rapicano avvenuto il 6 febbraio 2020 per la condanna all’ergasto decisa dalla quinta sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli poiché ritenuto responsabile dell’omicidio Scelzo.

Le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo del gruppo di Torre Annunziata, tramite intercettazioni telefoniche, servizi di osservazione controllo e pedinamento, e integrate dalle dichiarazioni di quattro collaboratori di giustizia, hanno consentito di far luce sull’esatta dinamica dell’omicidio perpetrato con particolare ferocia e premeditazione.

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Secondo gli inquirenti Vincenzo Ingenito e Renato Cavaliere, avevano decretato la morte di Scelzo per il tradimento determinatosi con il suo passaggio nelle fila del clan rivale degli Omobono-Scarpa, per conto del quale stava gestendo lo spaccio di sostanze stupefacenti nel quartiere centro antico di Castellammare di Stabia.

I militari hanno ricostruito le fasi in cui il gruppo di fuoco, composto da Pasquale Rapicano, rapicano Pasquale, Vincenzo Guerriero (poi suicidatosi nel carcere di Benevento nell’anno 2017) e Antonino Esposito Sansone, aveva seguito la vittima studiandone i movimenti, le frequentazioni e gli orari di ritorno presso la propria abitazione, individuando insieme ai mandanti le strategie per recuperare le armi utilizzate per l’omicidio, per consegnarle al materiale esecutore e per occultarle al termine dell’azione di fuoco.

L’omicidio di Pietro Scelzo detto ‘o’nasone’, avvenuto proprio nel centro storico di Castellammare ed attinente ad una fase di guerra tra clan estremamente violenta e caratterizzata da numerosi eccellenti delitti, integrava la finalità mafiosa di affermare il predominio del clan D’Alessandro nel territorio di Castellammare di Stabia ed il suo pieno controllo delle relative piazze di spaccio a scapito del clan rivale Omobono–Scarpa.

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