Riunione in Prefettura per proporre emendamenti al decreto Campi Flegrei
Una proposta unitaria da portare al Governo per modificare il decreto Campi Flegrei e dare risposte più rapide al territorio. È la linea emersa dalla cabina di regia riunita in Prefettura a Napoli, con istituzioni, sindaci e comitati al lavoro sugli emendamenti.
Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, al termine dell’incontro ha parlato di «un confronto abbastanza sereno, cordiale tra tutte le posizioni», dal quale è emersa soprattutto la necessità di mettere insieme le proposte arrivate dal territorio, a partire da quelle dei sindaci, dei comitati e degli amministratori di condominio, soprattutto di Pozzuoli. L’obiettivo è arrivare a «un documento unitario sugli emendamenti da proporre al Governo», fermo restando che la competenza esclusiva resta al Governo e al Parlamento.
Il provvedimento è stato varato dopo lo sciame sismico del 31 luglio, quando nei Campi Flegrei è stata registrata una scossa di magnitudo 4.7, la più forte degli ultimi quarant’anni. Secondo Di Bari, le proposte elaborate intercettano «le incombenze e le urgenze che il territorio sta manifestando», a cominciare dal rientro degli sfollati nelle proprie abitazioni. Tra le ipotesi c’è un emendamento che prevede la possibilità di ottenere un contributo forfettario per consentire ai cittadini di effettuare gli interventi necessari e tornare a casa nel più breve tempo possibile.
Il prefetto ha spiegato che sul tavolo ci sono anche misure di carattere tecnico e non soltanto finanziario. Il lavoro punta a costruire un documento «quanto più vicino possibile alle posizioni di tutti», che sarà presentato il 31 agosto, quando il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sarà in Prefettura.
Danni, ristori e procedure più veloci
Resta invece ancora prematuro quantificare l’ammontare complessivo dei danni. «Danni ci sono stati», ha osservato Di Bari, citando la situazione dei costoni. Inoltre, attraverso gli accertamenti in corso, «giorno dopo giorno» stanno emergendo ulteriori criticità che richiedono particolare attenzione.
Per il prefetto, il quadro degli interventi deve muoversi su più direttrici: «Una riguarda il rientro della popolazione nelle rispettive case, il secondo riguarda un ristoro alle attività commerciali e imprenditoriali». A queste Di Bari aggiunge la necessità di accelerare pratiche e procedimenti amministrativi, perché «questa situazione non può permettersi lungaggini anche amministrative».
Una delle proposte in discussione riguarda proprio un contributo una tantum per le famiglie sfollate i cui immobili necessitano di lavori per poche migliaia di euro. Il sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni ha riferito che attualmente sono 215 gli edifici sgomberati e che, sulla base delle verifiche tecniche, nel 40-50 per cento dei casi sarebbero sufficienti interventi di entità minore.
«Si lavora per provare ad anticipare risorse ai privati», ha spiegato Manzoni, così da permettere i lavori e il rientro nelle abitazioni, con un conseguente risparmio sulle risorse destinate al contributo di autonoma sistemazione.
Pozzuoli, il nodo delle case per gli sfollati
Il sindaco ha inoltre richiamato le difficoltà incontrate dalle famiglie nella ricerca di nuovi alloggi a causa degli «aumenti spropositati» registrati nei comuni limitrofi, al punto che in alcuni casi neppure il contributo risulta sufficiente.
Manzoni ha sottolineato il clima di collaborazione anche con i comitati, definiti «collaborativi e non strumentali». «In una situazione del genere non devono esserci colori politici né strumentalizzazioni», ha aggiunto, indicando come obiettivo quello di rendere i Campi Flegrei sempre più sicuri e di evitare una gestione esclusivamente emergenziale.
Il presidente della Regione Campania Roberto Fico ha rilanciato la richiesta di una legge speciale per l’area. «I Campi Flegrei aspettano una legge speciale da molto tempo ed è bene che arrivi. Se il Governo è d’accordo, i tempi possono anche essere più brevi», ha affermato al termine della riunione.
Per Fico, l’area rappresenta «un unicum nel panorama europeo e mondiale», perché deve convivere sia con il bradisismo sia con il rischio vulcanico. Una condizione destinata a permanere e che, secondo il governatore, rende necessario un quadro normativo stabile approvato dal Parlamento, capace di mantenere costantemente queste tematiche al centro degli interventi.
Fico: «Serve una legge speciale per i Campi Flegrei»
Il presidente della Regione ha spiegato che il lavoro sugli emendamenti coinvolge comitati, istituzioni e Prefettura con l’obiettivo di migliorare il decreto e renderlo più funzionale alle esigenze della popolazione, in particolare degli sfollati che hanno aderito al contributo di autonoma sistemazione.
Fico non è entrato nel dettaglio delle singole misure, ma ha chiarito che si punta soprattutto a favorire il rientro rapido dei cittadini nelle abitazioni, in particolare di quanti hanno case con danni lievi e potrebbero quindi tornare in tempi più brevi.
Sul confronto avuto il giorno precedente a Roma con il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, Fico ha parlato di «un buon clima» e di «un confronto istituzionale importante». «Io penso che il dialogo, quando si lavora per le persone, deve essere sempre al centro», ha concluso.
Nel pacchetto unitario di emendamenti i sindaci dell’area flegrea intendono inserire anche misure specifiche per la messa in sicurezza dei costoni. Il sindaco di Bacoli Josi Della Ragione ha spiegato che si sta lavorando a «un corpo unico di emendamenti che tenga dentro le istanze dei comuni, della regione, dei comitati, di tutte le categorie sedute al tavolo».
Costoni, chiesti poteri straordinari al Commissario
Tra gli obiettivi c’è quello di attribuire al Commissario poteri straordinari sui costoni. La scossa di magnitudo 4.7 del 31 luglio ha provocato cedimenti in più punti, con materiale arrivato fino a terra, lambendo abitazioni e schiacciando automobili. Sulla mancata messa in sicurezza è stata inoltre aperta un’inchiesta dalla Procura di Napoli.
Per Bacoli, ha riferito Della Ragione, sono stati segnalati una decina di costoni sui quali sarebbero necessari interventi per almeno 50 milioni di euro. Il sindaco ha richiamato in particolare la situazione di Cento Camerelle, dove un intervento atteso da due anni e mezzo non ha ancora visto partire il cantiere.
Per Della Ragione, attribuire poteri speciali significa fare in modo che gli interventi vengano progettati e finanziati, ma soprattutto che i cantieri partano effettivamente: «Altrimenti parliamo di opere che non finiscono mai».




