L’alleanza Lega – FI non fa bene a nessuno dei due e FdI diventa primo partito del centrodestra

Agevolazione del ‘Resto al Sud’ anche alle isole minore del Centro-nord, più che ‘Resto…’, ‘Rubo al Sud’

L’elezione di Urso alla presidenza del Copasir e l’accordo sui candidati sindaco e prosindaco di Roma, Michetti e Matone e di Torino, Damilano, non sono stati bastati ai media italiani a ritenere che, forse, il centrodestra è meno spaccato di quello che loro pensano e di quel centrosinistra che a loro tanto piace, ma che non riesce a mettersi d’accordo su nulla. Non sui programmi, né sulle alleanze, nè sugli aspiranti sindaci.

Il ‘Domani’, per l’assenza al voto Copasir, perché dimissionari, dei 2 leghisti, ha sottolineato che «la convergenza su Michetti non sana le fratture a destra». E I travagliati del ‘Fatto’ hanno immediatamente aperto la caccia al piccione contro Michetti rispolverando una vecchia indagine della Corte dei Conti. Insomma, la sinistra, anche stavolta, deve ringraziare, i tira e molla salviniani che ne nascondono spaccature e vuoto programmatico, dando a certa stampa la possibilità di farneticare di unità e onestà del centrosinistra.

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E Letta, anima ingenua, ha protestato contro la scelta del centrodestra di candidare dei Magistrati nella sede in cui operano. Ma dimentica che sul contributo politico e giudiziario dei giudidi hanno costruito le loro fortune.

Purtroppo, come si dice a Napoli, «‘a paura fa nuvanta e chi s’ ‘a piglia fa nuvantuno». È proprio dalla paura, infatti, che nasce la proposta di Salvini di federare o fondere le due forze politiche di centrodestra che sostengono l’esecutivo. Proposta che ne evidenzia – a una lettura un po’ meno superficiale – la preoccupazione di essere scavalcato dalla Meloni nella corsa alla leadership di coalizione.

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Basta leggere nei numeri – dei quali nessuno si preoccupa, ma in realtà ne guidano le mosse – dell’attuale momento politico – e se ne avrà consapevolezza. Secondo l’ultimo sondaggio di Pagnoncelli Fd’I con il 20,5% ha sorpassato la Lega calata al 20,3. E tutto questo in appena due anni dalle elezioni europee del 2019, quando la Lega con il 34% distanziava di ben 28 punti Fd’I ferma a 6%. Intanto, l’altra gamba dell’alleanza di cdx FI scende al 9,2%.

Salvini, la coerenza e il rispetto vale e rende più del ‘saltimbanchismo’

Una vera rivoluzione, di cui, però, beneficia il Pd che con il 20,8% si ritrova primo per caso, mentre l’alleanza giallorotta, continua ad arretrare. Mi chiedo, quando capirà Salvini che la coerenza e il rispetto della volontà degli elettori, vale e rende più del ‘saltimbanchismo’ genitore del ‘poltronismo’ finalizzato al potere, che sembra averlo contagiato da tre mesi a questa parte.

Certo sono solo intenzioni di voto, ma cosa succederebbe se le urne dovessero ribadirle, confermando la vittoria del centrodestra e il sorpasso della Meloni? Tanto più che i leader del centrodestra (Salvini, compreso) hanno sempre affermato che, in caso di vittoria alle politiche, palazzo Chigi sarebbe andato a quello fra loro che avrebbe ottenuto più voti. Difficile dire se il leghsta ci credesse o meno. Quando ha cominciato a dirlo fra Lega e Fd’I non c’era partita.

E oggi, anche nel gradimento personale, la Meloni (44%), ha scavalcato Matteo fermo al 36. Alla luce di questi numeri e delle rassicurazioni passate, se le urne dovessero confermare i sondaggi, Giorgia potrebbe diventare la prima donna premier d’Italia. Comprensibili, quindi, i timori del ‘capitano’ di perdere «a filippo e o’ panaro» ovvero leadership e premiership.

Non è un caso che il dibattito sull’argomento coinvoga Salvini, i ‘generali’, qualche ‘colonnello’ e la stampa, ma non gli italiani, preoccupati di questioni ben più pressanti per la propria quotidianità e i primi sondaggi, magari un po’ prematuri, hanno detto che 2 (64%) elettori del centrodestra su 3 (24%), sono convinti che una federazione senza Fd’I non avrebbe alcun senso, rischiando di affondare.

Tant’è che la supermedia settimanale dei sondaggi elaborata da Youtrend del 10 giugno dà la Lega in crescita dello 0,3% (21,5% contro il 21,2 del 3 giugno) conferma che insieme Lega e FI perdono ben 4,5 punti, attestandosi al 23,8 contro il 28 di una settimana prima. Mentre Fd’I accresce i propri consensi dello 0,3% e si attesta al 19,3.

Al Sud Fratelli d’Italia primo partito

Nè è da sottovalutare il fatto che al Sud quello dei patrioti è diventato (sondaggio di Winpoll – IlSole24ore) con il 24,2% – il primo partito, mentre la Lega non sfonda e FI è in difficoltà. È tempo, quindi, che Salvini e Berlusconi, capiscano che al Sud – ancor più che al Nord – i sogni di gloria del centrodestra, sono legati alla Meloni e a Fratelli d’Italia, più che alla Lega che, per quanto cerchi di camuffarsi, nell’Italia del tacco, continua a restare un corpo estraneo.

E tale resterà, fino a quando non farà ‘outing’, chiedendo scusa per tutto il veleno scaricato addosso ai meridionali e al Mezzogiorno nel corso degli anni. E senza dire che la ministra Mara Carfagna (FI) in nome della Coesione territoriale, ha deciso l’ennesima penalizzazione del Sud, estendendo alle isole minori del Centro-Nord le agevolazioni previste dal programma ‘Resto al Sud’. E a risorse invariate. Più che ‘resto al Sud’ un ‘rubo al Sud’. Tanto per cambiare!

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