I sindaci del Sud si uniscono nella protesta per la suddivisione del Recovery Fund

Da anni nel Sud è presente una grande tensione sociale che rischia di deflagrare e che oggi si coagula nelle posizioni dei sindaci. Da ormai troppi decenni la Gente Siciliana e Meridionale ha sopportato discriminazioni e arroganze da parte di una Italia ingiusta e mai ci sono stati riconosciuti gli stessi diritti.

Abbiamo sopportato angherie e discriminazioni da parte di poteri del Nord di cui la Lega Nord è solo la punta avanzata ma dei quali fa parte anche il PD del Nord che insieme alla Lega privilegia i propri territori e penalizzano la Sicilia e il Sud. Non ci sono mai state date le stesse risorse sulla base della percentuale di popolazione.

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Una iniqua distribuzione delle risorse che ha portato il Sud alla povertà, ad avere un reddito pro capite del 50% inferiore, carenza di infrastrutture e di servizi, minori risorse per la Sanità tanto da avere aspettativa di vita inferiore rispetto al Nord, alta disoccupazione generale, giovanile e femminile, altissima emigrazione economica e sanitaria e tanto altro.

Poiché la protesta stava montando si è pensato di neutralizzarla. Così è stata approvata la legge 42 del 2009 voluta dalla Lega Nord con la quale si sanciva il principio che i ricchi del Nord avevano più diritti rispetto ai cittadini poveri del Sud, infatti la norma conosciuta come legge sulla spesa storica sanciva il principio per cui le risorse pubbliche non sarebbero state divise tra le Regioni sulla base della popolazione ma sulla base della spesa  sostenuta negli anni precedenti.

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Per questa norma, incivile oltre che incostituzionale, la Sicilia e le Regioni del Sud hanno ricevuto 62 miliardi di euro l’anno in meno rispetto alla percentuale di popolazione dal 2009. Ma è incostituzionale! Poco importa, il capo dello Stato l’ha firmata e la Corte Costituzionale non è intervenuta!

Oggi l’UE dà all’Italia, con il Recovery fund, un importo enorme perché pone a base della distribuzione ai vari Paesi oltre alla popolazione, il reddito pro-capite e la disoccupazione, poiché la Sicilia e le Regioni del Sud hanno un basso reddito e una alta disoccupazione l’Italia ha ricevuto così tanto.

Cosa vuole fare il Governo? Prenderci ancora una volta in giro riducendo i trasferimenti al Sud usando solo la percentuale di popolazione, che è il 34%, ignorando gli altri 2 parametri che comporterebbero per noi una aliquota del 65%, disattendo i dettami dell’UE finalizzati alla soluzione delle differenze sociali ed economiche tra i vari territori dell’Unione.

Adesso basta, abbiamo il dovere di difendere la nostra Dignità e il futuro dei nostri figli! Il coordinamento dei sindaci, voluto da Davide Carlucci e Raimondo Innamorato, che in pochi giorni ha ricevuto l’adesione di 135 sindaci, pretende che si interrompano le tante ingiustizie nei confronti della Gente del Sud, a cominciare dalle risorse del Recovery fund e a garanzia dei nostri diritti chiameremo la stessa Commissione Europea.

È necessario che i cittadini sostengano l’iniziativa e che questa si traduca in un progetto politico territoriale perché possa affrontare i tanti problemi di discriminazione e difendere i diritti dei Siciliani e Meridionali traditi da tutti i politici dei partiti a trazione nordista.

Enzo Maiorana
presidente di IDES Identità Siciliana
coordinatore di Nuovo Sud

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