Governo Draghi: i dubbi e le certezze sul prossimo futuro

La lista dei Ministri del nascente governo Draghi non fuga i tanti dubbi e gli interrogativi sul prossimo futuro. Il premier resterà imbrigliato nella complessa miscellanea politica oppure ha lasciato ai partiti scena e poltrone, dialogando e decidendo in sede sovranazionale?

I rebus sono tanti: il neo Presidente del Consiglio sarà un negoziatore o un programmato esecutore? Si comporterà come il keynesiano discepolo di Federico Caffè oppure lo ritroveremo come uno degli artefici delle privatizzazioni “post Britannia ‘92”? Uomo della redistribuzione e degli investimenti o liquidatore finale? Sarà forse l’italico traghettatore verso quel Grande Reset annunciato da Schwab al “World Economic Forum” di Davos?

Pubblicità

La certezza è che il Movimento 5 Stelle, che ha barattato la poltroncina oggi con l’estinzione tra due anni, ne esce ridimensionato grazie all’asse GiorgettiSalviniBerlusconi.

È confortante che sul piano della forma e della comunicazione assisteremo ad un ritorno alla serietà apparente ed alla sobrietà istituzionale, senza ‘piacionerie’ social ed irritanti televendite da smargiasso e burbanzoso imbonitore. Il reality show è finito, niente più fuffa e mascheramenti.

Pubblicità

Altra certezza è che i partiti sovranisti, già fin troppo polimorfi, non riescano o non possano convergere verso una visione unitaria. La Lega sta affermando un nuovo posizionamento politico e consegna l’ultimo e decisivo strappo rispetto ai residui della precedente ed ormai lontana piattaforma politica.

Il partito di Salvini vuole intercettare un elettorato moderato e disorientato, proponendosi come interlocutore primario degli epocali cambiamenti in corso, ed instaurando la nuova filosofia politica di un sovranismo in chiave europea. Vedremo se e quanto sarà compatibile con le istanze delle comunità locali e delle regioni, dove la Lega è molto forte.

E mentre Berlusconi risponde ancora una volta con i fatti a chi lo crede sottodimensionato, appare come necessaria e coraggiosa la scelta di Giorgia Meloni e di FdI.

Dopo aver moltiplicato i consensi alle regionali e registrato negli ultimi due anni una crescita impressionante nei sondaggi grazie al netto rifiuto di alleanze con PD e 5 stelle, un attuale cambio di rotta avrebbe probabilmente svaporato un patrimonio elettorale abilmente conquistato.

Ha ragione la Meloni quando dice che una giravolta avrebbe anche minato la credibilità di presidente del movimento dei conservatori europei. Adesso FdI punta dritto agli scontenti della Lega, e non solo a loro, per l’appuntamento elettorale del 2023. È sfida aperta col carroccio.

Infine un’ultima e significativa evidenza: la percezione diffusa che le cose non possano andar peggio del recente passato. Nella speranza, aggiungiamo, che non ne siano il prosieguo.

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Dal taglio Irpef alla flat tax: il piano per alleggerire il peso fiscale su famiglie e lavoratori

Giorgetti rassicura sul debito e guarda ai nuovi margini europei Prima ancora che il cantiere della manovra 2027 venga formalmente aperto, nel centrodestra prende forma...

Inchiesta sui conti del Cus Napoli: sequestro da 7 milioni all’ex presidente e ai familiari

Individuati 83 rapporti bancari, 21 immobili e due auto di lusso Milioni di euro sarebbero usciti dalle casse del Cus Napoli per finire, secondo l’ipotesi...

Ultime notizie

Ponticelli, la biblioteca Deledda riapre dopo i furti: «Non possiamo sostituirci alle istituzioni»

Dopo l’ennesima intrusione, restano i problemi di sicurezza e manutenzione Settembre è iniziato in salita per la biblioteca Deledda di Ponticelli. La struttura, che avrebbe...

Fiume Sarno, Mazzella: «Serve cabina di regia nazionale e riclassificazione a SIN»

Il senatore: «Serve una struttura stanziale e dedicata» Dalla bonifica del bacino alla vigilanza sugli scarichi abusivi, passando per i fondi rimasti fermi. Orfeo Mazzella...

Giovanbattista Cutolo, Piantedosi: «Riflettere sui confini di queste tragedie»

Schifone: «L’indifferenza è terreno fertile per la violenza» Il nome di Giovanbattista Cutolo continua a rappresentare una ferita e, insieme, un richiamo alla responsabilità collettiva....