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Renzi apre alla maggioranza ma chiude, forse, a un governo Conte

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L’irresponsabile Matteo Renzi, in piena crisi pandemica, rompe il prezioso giocattolo con cui tutti si divertivano, governo Conte bis. Tutti contro Renzi, utile idiota, colpevole di spalancare alle destre le porte verso il governo.

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Crisi al buio e senza via d’uscita. Tutti smemorati rispetto al rottamatore, tutti lesti e pronti a ricordargli le sconfitte referendarie (riforma 4 dicembre 2016) e gli annunci non mantenuti d’uscire dalla scena politica. Tutti smemorati rispetto alla nascita del “secondo giocattolo di Conte”. Come Matteo Salvini mise “fuorigioco” il centrodestra – 2018 – stringendo accordi – fuorinatura – con il M5S; così l’altro Matteo, il fiorentino Renzi, spiazza tutti e, dopo il Papete, stringe l’accordo – contronatura – con Luigi Di Maio. Questa la sceneggiatura dell’avanspettacolo politico 2021, II anno era Covid

Messa in moto la macchina da guerra del politically correct, parte la campagna acquisti d’inverno. La parola d’ordine è unica e categorica, «sostituire i renziani a tutti i costi e costi quel che costi». Questa volta le contrattazioni non si presentano facili.

Anche attingendo dal vocabolario “Devoto e Oli”, per cui, gli imbarcati diventano “responsabili”, i voltagabbana indossano gli abiti dei costruttori della nuova casa dell’avvocato Giuseppi Conte, all’appello degli “onesti” rispondono solo 10 muratori. Numero insufficiente né gratificante delle attese.

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Interpellati Camera e Senato, con voti risicati, non utili ad una nuova avventura, l’inquilino nominato a Palazzo Chigi rassegna le dimissioni nelle mani dell’arbitro Sergio Mattarella. Consultazioni illuminate e chiarificatrici. Gli occupanti gli emicicli di sinistra alla Camera e Senato, si dichiarano tutti favorevoli al prosieguo dell’esperienza Conte.

Chiaramente, distanziandosi pregiudizialmente dall’inaffidabile capo della “Leopolda”. Tutto va bene madama la marchesa. Così sembrava. Il centrodestra monolitico rivendica elezioni anticipate, con qualche “possibile” distinguo rispetto ad un’ipotesi di “governo istituzionale”. Colpo di scena. O meglio, colpo da sceneggiata.

L’arbitro Mattarella – per consolidata prassi – incarica l’onorevole presidente Fico d’effettuare un «giro di consultazioni» alla ricerca di un’affidabile maggioranza. Unici da interpellare i sostenitori del Conte bis.

Mattarella è stato chiaro ed esaustivo, vuole una “maggioranza solida e stabile”, autonoma e non costretta, alla bisogna, a chiedere voti esterni. Esulta Matteo Renzi dichiarandosi disponibile a condizione. MES, infrastrutture, incarichi, governo politico ma non per forza, il nome Conte è l’ultimo dei problemi. Piagnucolando e contorcendosi su se stessi PD e M5S riaprono a Renzi rischiando scissioni e perdita della residua credibilità.

Renzi politico di razza, democristiana. Si accorcia, si allunga, si muta ma non muore. E Renzi, passa dall’indossare un solo guanto di acciaio, per strizzare i “cabbasisi” a Conte, al secondo guanto per premere le ultime stizze di sangue socialista a PD e Leu, oltre alle ultimissime gocce di dignità a Luigi Di Maio. Il Conte ter nascerà se Renzi lo permetterà e durerà a suo insindacabile parere.

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Fico è uomo di Grillo, più di Di Maio ama la sua creatura 5 Stelle e, sicuramente, soffre nel vederla morire soffocata da Conte e dagli inesorabili colpi renziani. Potrebbe decidere di giocare in proprio. Fingendo disponibilità, non sforzandosi a ricomporre per Conte e lavorare in proprio. Oppure rimette la partita a Mattarella. Nell’ipotesi si libererebbe dell’ingombrante Giuseppe Conte. Renzi, ago della bilancia potrebbe ammiccare prestandosi al caso pur di disfarsi del nemico Giuseppe Conte.

Renzi lo scompigliatore, il guastafeste, il rottamatore, l’inventore del patto del Nazzareno, il vivaista dell’ala possibilista “azzurra”. Politica o fantapolitica, di certo: «la politica è l’arte dell’imprevedibile e del non risolvibile risolto».

La pandemia. Ricorrere alle lacrime ad intermittenza, per piangere dell’economia allo sbaraglio, costernazione per i morti innocenti, sono argomenti strombazzati a giustifica del malfatto. Da un anno la povera gente muore, l’economia è in crisi (-12% del PIL), e nessuno se ne è mai accorto. Hanno atteso Renzi che tirasse la somma.

Adesso dimostrano comprensione e disponibilità. Ritornare indietro, ad un Conte ter, dopo tutto quel che hanno detto e fatto, fingendo d’aver scherzato, adducendo l’aver ritrovato unità d’intenti, condivisione strategica, programmatica e amore per il prossimo – cambiando ministri e sottosegretari – è da criminali.

Mattarella è uomo delle Istituzioni, consapevole delle responsabilità che ha rispetto alla tutela del popolo italiano. Il presidente, non può affidare la scadenza del suo settennato nelle mani – umori – di Matteo Renzi, Conte e 5Stelle. L’Europa ci guarda e potrebbe intervenire a gambe tese. Il Recovery Fund è da rivedere, o meglio, da scrivere e Conte ha dimostrato di non averne le capacità, visto che tutti dicono che va riscritto. Non si può continuare ad assistere al balletto grillino del Mes si o no.

La sanità italiana ha bisogno anche di quel prestito e Matteo Renzi l’ha confermato come punto irrinunciabile del nuovo programma. L’Italia ha forze politiche, maggioranza tra gli elettori, disposte a farsi di fianco come controllori o a sostenere uomini migliori e capaci. L’Italia ha uomini di prestigio internazionale disposti a rimetterci in carreggiata. I giovani ci guardano, ed a loro dobbiamo risposte, i nostri errori ricadrebbero sul loro futuro.

Non è vero che uno vale uno, l’imbroglio grillino va rintuzzato, tacere su queste mostruosità rende complici. Mai più pannicelli caldi, l’Italia non è il giocattolo di nessuno, la storia d’Italia lo dimostra.

Mattarella è presidente di tutti gli italiani e non di una parte di essi.

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