Covid-19, Sardegna resta in zona arancione: per Solinas è un sopruso. Presentato ricorso al Tar

Da domani quasi tutta l’Italia sarà zona ‘gialla’ nell’emergenza Coronavirus. Quasi perché il ministro della Salute ha deciso che Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e la Provincia Autonoma di Bolzano dovranno essere zona ‘arancione’ nelle misure di contenimento del virus. Se per Sicilia e la provincia Autonoma di Bolzano è un miglioramento (erano in fascia ‘rossa’), per Puglia, Sardegna e Umbria è una conferma di quanto avvenuto in precedenza.

Una decisione contestata aspramente dal presidente della Regione Sardegna che ieri sera ha annunciato di aver fatto ricorso al Tar contro il provvedimento di Roberto Speranza. «Dietro questi colori ci sono persone, attività economiche e produttive e noi difendiamo i legittimi interessi e i diritti dei sardi contro un provvedimento immotivato, che danneggia gravemente il nostro tessuto economico e produttivo affliggendo l’Isola con un nuovo insopportabile sopruso» ha spiegato su Facebook Solinas.

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«Oggi tutti gli indicatori consentono di mantenere la Sardegna in zona gialla, permettendo al nostro sistema economico e produttivo, già duramente provato dal perdurare della pandemia, di continuare a rimanere attivo. La collocazione in arancione, appare immotivata, e nemmeno è possibile individuare con certezza a quali dati si sia fatto riferimento per adottarla».

«I dati da noi trasmessi dopo essere stati tardivamente avvisati dal Ministero, quelli pubblicati da Agenas e il confronto con gli indicatori di altre regioni in zona gialla, confermano l’ingiustizia del provvedimento adottato, tanto più che sono stati attivati numerosi nuovi posti in terapia intensiva e l’indicatore RT non è mai stato tale da giustificare la collocazione in arancione. Non vi è alcun sovraccarico dei servizi assistenziali. L’ultimo rapporto Gimbe, pubblicato ieri, conferma, infatti,una situazione pienamente sotto controllo e in continuo miglioramento» spiega.

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«La richiesta urgente di annullamento dell’ordinanza – conclude Solinas – è motivata dal fatto che il procedimento ministeriale di rivisitazione della tipologia di colore da attribuire ha una cadenza settimanale, con la logica conseguenza che essendo decorsa la giornata di oggi (ieri, ndr.) senza comunicazione di rettifiche e/o cambiamenti, la Sardegna sarà obbligata ad almeno un’altra settimana forzata di chiusura “arancione” con grave ed irreparabile danno per l’intera collettività regionale».

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