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Campania, Panico segretario Ugl-Utl di Napoli: «La politica ritrovi dignità con un piano per il lavoro serio»

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Sede nuovo, segretario nuovo. Nella giornata di ieri si è svolto il congresso straordinario (con la modalità della videoconferenza) per l’elezione del nuovo segretario della UTL di Napoli nella sede di via Arenaccia. La carica, all’unanimità dei delegati, è andata a Gaetano Panico, segretario regionale uscente UGL Campania.

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Un congresso staordinario che è stata anche l’occasione per mostrare la nuova sede di via Arenaccia. «Questa sede per me è bellissima, forse è la più bella d’Italia rispetto alle altre organizzazioni sindacali. Ma non è stata scelta a caso» afferma il neo segretario Panico.

«La Cisnal – spiega – nasce in questo quartiere, grazie ad un nostro concittadino, l’on. Gianni Roberti, a pochi passi da qui, a Palazzo Maddaloni, fece il primo congresso nel 1950. Noi crediamo fortemente che dalle radici possiamo costruire il futuro».

E per questo «l’Ugl intende essere determinante in questo periodo di crisi sostenendo tutte le vertenze in atto sulla nostra provincia. Napoli è stata maltrattata anche in termini di sovvenzionamenti. Basti pensare che la cassa integrazione e i ristori non sono ancora arrivati. Ci sono lavoratori che vengono tutti i giorni e noi dobbiamo sostenerli in tutto, a volte anche economicamente, perché c’è un ritardo abnorme nell’erogazione delle Cig e dei ristori. Ma in questo frangente ci sono anche gli imprenditori che hanno chiuso le attività, oppure hanno messo i lavoratori in cig o stanno per chiudere».

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Napoli e provincia hanno tante vertenze sul tavolo

«Noi guardiamo le grandi come Whirlpool ma ci sono anche quelle che sono del commercio, come quella di Auchan che sta prendendo una piega molto grave dove Conad ha rilevato i punti vendita e sta facendo macelleria sociale perché sta spezzettando il personale e sta dando in appalto tutta la loro filiera. E poi parliamo dei piccoli negozianti, gli alberghi che sono chiusi, il piccolo ristoratore che non riesce a lavorare perché i Dpcm cambiano ogni ora».

«L’obbligo di prendere il caffè fino alle 18 e alle 19 no, le cene che si possono fare fino alle 18. Tutto questo ha messo in ginocchio l’economia. Napoli e la provincia vivono di turismo. Mettendo in ginocchio i piccoli commercianti abbiamo ammazzato l’economia».

Per tutto questo l’Ugl è pronta «a mettere in campo iniziative importanti per sostenere questi commercianti, gli ambulanti che ormai sono un mondo dimenticato. I lavoratori della filiera dei fioristi che ormai sono tutte attività dismesse».

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«Stiamo mettendo in campo servizi, iniziative importanti con la Regione e il Comune per sostenere le attività – sottolinea Panico -. A breve ci sarà anche il rinnovo del Consiglio comunale di Napoli in cui il sindacato potrà essere determinante. Perché solo attraverso il lavoro una politica seria può ritrovare la dignità. Le grandi vertenze riguardano numerosi lavoratori ma se mettiamo insieme tanti piccoli commercianti sono la stragrande maggioranza dei lavoratori».

Far ripartire l’Italia significa far ripartire Napoli. Cosa dovrebbe fare il prossimo governo per rilanciare Napoli?

«Bisogna incominciare a riaprire i musei, perché se si pensa che ci sono 30mila guide turistiche in Italia e 15mila vivono a Napoli si capisce che la situazione è grave. Nessuno ne parla ma sono 15mila famiglie che non hanno sostegno perché il turismo è in ginocchio. Se noi riusciamo a dare la possibilità di lavorare ai ristoratori, con tutte le misure di sicurezza possibili, perché non possono lavorare? Che senso hanno tutte queste norme? Solo quello di distruggere l’economia, gli imprenditori insieme con i lavoratori».

«Siamo in attesa del vaccino ma la politica non può nascondersi e negoziare solo divieti e misure. Bisogna attuare provvedimenti che ci portino aldilà della pandemia nonostante il vaccino perché se noi chiudiamo solamente noi non moriamo di Covid ma di fame».

Ma Napoli già prima della pandemia era in crisi, di cosa ha bisogno?

«C’è bisogno di una politica seria che metta in primo piano il lavoro, deve lavorare insieme con le organizzazioni sindacali, deve fare squadra con le parti sociali. Ascoltare è importante, un uomo solo alla guida non può governare e gestire i problemi di una città così grande».

«Deve ascoltare le parti sociali – conclude Panico – e noi possiamo essere determinanti con un contributo fattivo. Non solo noi ma anche le parti datoriali perché ci sono tante iniziative che si possono attuare ma la politica non ascolta e ormai vive nel palazzo. Speriamo che il prossimo sindaco ascolti di più i cittadini».

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