Covid-19. Lockdown e drammi causati: ansia, insonnia, intolleranza sociale, obesità e malattie cardio-vascolari

Non è il caso né il luogo per trattare i danni causati dalla pandemia coronavirus, chiaramente dimostrati dal numero dei decessi – 85.000 – e debiti miliardari -150 mld -. Continuando ad ascoltare , nei talk show, i superesperti otterremo la “laurea honoris causa in pazienza”. Degni di riflessioni sono alcuni aspetti conseguenziali alla “forzata prigionia”, dimenticati e non considerati dagli “scienziati” del governo Conte.

Indiscriminatamente sono stati chiusi luoghi-fisici, a torto classificati propagatori d’infezione da covid-19. Scuole, chiese, palestre, ristoranti, piscine e teatri i più colpiti. Per sopperire al mancato circolo dell’economia, per alcune di queste attività, è stato predisposto il cosiddetto “ristoro”.

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Gli effetti della quantità dell’indennizzo, sono oggetto di scontri continui tra le categorie insoddisfatte dal governo sordo, cieco e tirchio. Non vogliamo affrontare quest’aspetto del problema, riteniamo trattarne un altro importantissimo e completamente eluso: “effetti del lockdown sui portatori di handicap”.

Le malattie, conseguenti alla forzata inattività fisica sono tantissime, le elenchiamo: vita modificata. benessere negato, quello piscologico in primis. Tutte le età, incluso i bimbi – da 3 a 10 anni – in aumento presentano tantissime patologie. Ansia, insonnia, smarrimento della socialità, ipertensione, arteriosclerosi, tutte le malattie cardiovascolari sono diventate autentico flagello di anziani e diversamente abili.

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Ristoranti, pizzerie, luoghi di culto e di svago, palestre e soprattutto le piscine non dovevano essere chiuse. O meglio, dovevano restare aperte almeno per i portatori di handicap, psicofisici e per gli obesi cronici.

In Italia, per difetto si contano migliaia di malati prigionieri in casa condannati dall’incremento ponderale. L’aumento di peso della massa corporea li costringe a restare seppelliti vivi tra le mura domestiche. I motivi di questa malattia moderna sono tantissimi. Sicuramente l’alimentazione errata con l’aggiunta di stress, sedentarietà, cibo monnezza conseguenziale a mode e costumi della società dei consumi.

La pandemia da coronavirus ha centuplicato i drammi per i cosiddetti “obesi cronici e mostruosi”. La società dell’apparire, sostenitrice idolatra dell’immagine, ha condannato gli “imperfetti” dell’iconografia di riviste patinate e delle sfilate griffate, alla “morte sociale”.

La falsa società della “tolleranza”, attenzionata ai diversamente abili, propina disponibilità blaterata all’abbattimento delle barriere architettoniche. Disabili della motricità, non vedenti, audiolesi e “obesi” sono segmenti di un unico dramma. Questa società è lesta nelle parole, scarsa nell’attenzione e spartana nei fatti. Disponibile ad aiutare gli animali d’affezione, distratta rispetto i drammi quotidianamente vissuti dai propri simili più deboli.

L’obeso è costantemente colpito da drammi. L’abbigliamento introvabile e costoso, l’impossibilità d’usare i trasporti collettivi pubblici (bus, treno, taxi, aereo), impossibilità d’usufruire  di strutture ricreative, turistiche e del tempo libero. Esempio banale, trovare un luogo idoneo per sedere al bar, al ristorante, teatro o sala cinematografica. Seggiole di plastica o con braccioli, vere autentiche barriere insormontabili. Box doccia e lettini negli alberghi, barelle e tavoli operatori negli ospedali, per l’obeso, sono autentici drammi.

Da anni i vari governi eludono quest’aspetto drammatico del “pianeta handicap”. L’ultimo intervento legislativo (proposta di legge parlamentare) è fermo in commissione sanità, pandemia gravando, non vedrà la luce né adesso né mai. (Nel 2000 da parlamentare presentai alla CD la Proposta di Legge: Norme a tutela, prevenzione e cura della popolazione affetta da obesità grave – n.d.r.). I motivi sono semplici, 6 milioni di obesi di tutte le età, 1 milione di grandi obesi da curare o prevenire nella “madre di tutte le malattie”, comporterebbero impegni economici insostenibili da questo governo d’incapaci. (E blaterano di resilienza).

Tra i deceduti per covid-19 figurano, non catalogati, gli obesi. Difficili o addirittura impossibili da curare (trasporto e ricovero in ospedale), lettini piccoli, barelle non idonee, attrezzatura TAC e Risonanza Magnetica non strutturate all’accoglienza dell’obeso.

Gli scienziati pagati del governo Conte, nel chiudere palestre e piscine, non hanno considerato l’uso non esclusivo, di queste strutture, per palestrati perditempo, ma l’indispensabile luogo frequentato dagli obesi per mantenersi in piedi. L’acqua delle piscine è elemento salvavita indispensabile a tenere il tono muscolare dell’obeso cronico.

Per questi motivi, è indispensabile riaprire le piscine agli ammalati obesi, distrofici, portatori di handicap psicotici, psicomotori e non deambulanti per traumi. L’acqua delle piscine non serve solo per la scuola nuoto e per l’agonismo sportivo, è utile e indispensabile alla vita di chi soffre le malattie dimenticate da una società edonista e matrigna.

Riuscirà il governo Conte a fare: “contrordine compagni” e comprendere questi drammi sociali? Riuscirà il presidente della provincia di Caserta Giorgio Magliocca (FI), il sindaco Carlo Marino (PD) a disobbedire alle direttive “covid 19” e riaprire le piscine, di loro competenza, almeno per i portatori di handicap?

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