Governo, Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin: chi sono le ‘stampelle’ forziste del premier

Con il loro voto hanno consentito al governo Conte di andare avanti. Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin, i senatori di Forza Italia che ieri sera hanno votato la fiducia, non ci stanno e provano a giustificarsi. Con il loro gesto però hanno costretto Antonio Tajani, vicepresidente del partito, a ‘cacciarli’. La linea di Berlusconi era chiara: nessun appoggio a Conte. Ma proprio da Maria Rosaria Rossi, fedelissima del Cav ed ex tesoriera, è arrivato l’inaspettato.

La senatrice raggiunta telefonicamente dall’Adnkronos ha provato a spiegare le proprie ragioni: «Ho votato la fiducia al presidente Conte, che non è un esponente di partiti. Conte in questo straordinario e delicato momento è la nostra unica interfaccia in Italia e nel mondo» ha affermato. Il premier, secondo Rossi ha una visione «politica liberale, europeista e garantista. E io questa visione l’ho sposata nel 1994 e da questa visione non mi separerò mai perché ci credo ora più di allora».

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Specifica però di non aver condiviso con Berlusconi la sua decisione e giura: «Il mio rapporto di stima e di amicizia con il presidente Berlusconi è immutato e immutabile».

Andrea Causin dal canto suo afferma di aver deciso «di fare un passo avanti». «Il mio ‘SI’ alla fiducia – spiega – vuole essere un contributo ad aprire una stagione politica nuova».

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«Un passo avanti sofferto perché nella politica gridata di oggi certamente decidere significa anche recidere rapporti con le persone e con la comunità politica di Forza Italia a cui sono appartenuto e in cui mi sono trovato bene nonostante io abbia pubblicamente sempre espresso grandissimo disagio e preoccupazione per una deriva populista e sovranista della coalizione, distante dai miei valori e dalla mia storia personale» conclude.

Una storia personale, in verità, che racconta di svariati cambi di casacca iniziati con l’adesione al Partito popolare Italiano, il successivo passaggo al Partito Democratico, poi il salto in Italia Futura di Luca Cordero di Montezemolo. In seguito contribuisce alla formazione di Scelta Civica per Monti.

Alla decisione dell’ex premier Monti di abbandonare la politica, Causin passa nel gruppo Area Popolare e infine in Forza Italia dove fino a pochi mesi fa chiedeva l’automomia per il Veneto. Non c’è che dire. Un anti sovranista di vecchia data. Anzi. Un anti sovrano. Difficile mettergli una corona in testa prima che cambi schieramento.

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