Recovery fund, FdI: «In legge europea governo nasconde mancette e si prepara a disputa tra Gualtieri e Amendola»

«E’ assurdo che si usi il fondo per il recepimento della normativa europea al fine di assumere 50 persone a tempo indeterminato al MEF, dipartimento Ragioneria Generale dello Stato, con una spesa di oltre 2 milioni di euro annui a decorrere dal 2021».  Lo dichiarano in una nota Francesco Lollobrigida, capogruppo FdI alla Camera, e il deputato Augusta Montaruli.

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«Questa ulteriore infornata di personale – affermano – giustificata dal governo come necessaria per svolgere attività di gestione, monitoraggio e controllo degli interventi cofinanziati dall’UE in vista del prossimo bilancio settennale nonché per l’adeguamento dell’ordinamento interno della normativa europea è assolutamente inopportuna».

«La verità è che si usa la legge Europea per preparare le truppe per chi si aggiudicherà la gestione del Recovery fund nella ormai risaputa competizione tra i dicasteri di Gualtieri e Amendola. Non è casuale, infatti, che sempre nella stessa legge si preveda il potenziamento del Comitato Interministeriale per gli Affari Europei da 20 a 28 unità, con personale proveniente da altre amministrazioni» sottolineano.

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«Il CIAE, organo presieduto dal ministro per gli Affari europei, dovrebbe nelle intenzioni del governo essere la famosa cabina di regia, tanto decantata da Conte, che sottrarrebbe al Parlamento ulteriore potere di controllo e monitoraggio della spesa nazionale. Insomma, stiamo assistendo all’ennesimo scontro di potere tra due ministeri e ad alcune mancette che vengono nascoste e che qualificano l’irresponsabilità di questo governo», concludono gli esponenti di Fratelli d’Italia.

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