Napoli, Governo valuta l’invio dell’Esercito e l’attivazione di nuovi Covid Hotel

Riunione oggi pomeriggio tra il premier Giuseppe Conte e i capi delegazione delle forze di maggioranza. Al centro della discussione l’emergenza sanitaria a Napoli. Il governo starebbe valutando, a quanto si apprende, l’invio dell’Esercito e della Protezione civile con lo scopo di dare supporto e sostegno alle strutture sanitarie in affanno per l’emergenza coronavirus e ad allestire ospedali da campo.

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Inoltre il premier Giuseppe Conte ha chiesto al numero uno della Protezione Civile, Angelo Borrelli, di attivarsi per allestire ulteriori Covid Hotel a Napoli per alleggerire la pressione sulle strutture ospedaliere e fronteggiare la domanda che arriva da tutti coloro che non hanno reale necessità di ricovero ospedaliero o hanno comunque difficoltà a rimanere in quarantena o isolamento fiduciario nelle proprie abitazioni.

Situazione sanitaria che secondo l’Unità di Crisi è sotto controllo. In un comunicato la struttura stessa rende noto che «nella settimana del 2-8 novembre la percentuale di occupazione dei posti in terapia intensiva su scala regionale è del 27%». «L’indicatore di occupazione dei posti letto per la terapia intensiva – spiega – è dato dal rapporto tra il tasso giornaliero di pazienti Covid ricoverati nel giorno indice sul numero di posti letto totali di terapia intensiva attivi nel giorno indice moltiplicato per 100».

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Ma nella regione da giorni si susseguono gli appelli di medici, infermieri e operatori sanitari  che parlano di una grossa situazione di difficoltà dei punti di pronto soccorso con file di autoambulanze in attesa di far scendere i pazienti.

Ieri quattro persone sono decedute al pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia (Napoli) dove persiste la fila di ammalati curati nelle ambulanze e di quelli in attesa di essere visitati dai medici e dagli infermieri in forte stress per l’eccessiva pressione delle richieste di soccorso per Covid-19. E’ di poco fa, inoltre, la notizia che un paziente ricoverato nell’Area “sospetti” del pronto soccorso del Cardarelli di Napoli, con probabile infezione da Covid-19 e già in terapia, è stato trovato privo di vita nel bagno dell’area di Pronto soccorso.

A ritrovare il corpo è stato il personale dell’ospedale che ha notato l’eccessiva permanenza dell’uomo nella toilette. Non è al momento possibile stabilire quale sia stata la causa del malore che ha portato al decesso, tuttavia la direzione sanitaria ha avviato ogni indagine necessaria.

Una situazione allo sbando, anche tra i cittadini, testimoniata dal comunicato dell’ospedale Cardarelli che in una nota ha spiegato: «A pochi minuti dal decesso, ha iniziato a circolare in rete un video (diventato immediatamente virale, ndr.) che mostra il corpo dell’uomo, girato approfittando dell’allontanamento dei soccorritori andati a prendere una lettiga sulla quale adagiare il corpo. Non è al momento possibile stabilire quale sia stata la causa del malore che ha portato al decesso, tuttavia la direzione sanitaria ha doverosamente avviato ogni indagine necessaria».

«Alla famiglia dell’uomo – sottolinea la nota del Cardarelli – vanno le condoglianze della direzione strategica e di tutto il personale che si spende ogni giorno per porre un argine alla violenza di questa pandemia».

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«È deprecabile – afferma il direttore generale, Giuseppe Longo – che eventi simili siano oggetto di strumentalizzazioni tese a costruire terribili e pericolose suggestioni nell’opinione pubblica». «Proprio per questo, e per il rispetto dovuto alla sofferenza della famiglia, la direzione strategica del Cardarelli ha avviato un’indagine interna tesa ad accertare chi e in che modo abbia girato e diffuso il video. È bene sottolineare che a tutti i pazienti dell’area sospetti, al pari di tutte le altre aree, viene sempre garantita continua assistenza da parte del personale sanitario in servizio».

Intanto il governatore De Luca continua a professare tranquillità dal punto di vista sanitario e chiede al prefetto Marco Valentini «la rapida definizione di un piano generale di interventi articolati per precise realtà territoriali e garantito nella sua attuazione, già dai prossimi giorni, da controlli efficaci delle forze di polizia nazionali e locali, e volto a impedire assembramenti e attività che incentivano una mobilità non legata alle esigenze essenziali».

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