Milano, esplosione in Piazzale Libia: prende corpo l’ipotesi della fuga di gas

Salgono a otto i feriti in seguito all’esplosione verificatasi questa mattina a Milano Sud, in piazza Libia. Di questi l’unico ricoverato in gravi condizioni è un 30enne, S. A., con ustioni di 2° e 3° grado, porato all’ospedale Niguarda in codice rosso. Nell’appartamento si è infatti sviluppato un incendio.

Gli altri ospedalizzati sono codici verdi e sono stati smistati fra il Fatebenefratelli e il Policlinico di Milano. Gli ultimi due sono un uomo e una donna di 48 e 46 anni con escoriazioni e abrasioni da vetri infranti. Gli altri hanno stati d’ansia dovuti alla forte esplosione – il boato si è sentito dopo le 7 di stamattina in diversi quartieri vicini – oppure infortuni dovuti a cadute, nel tentativo di uscire precipitosamente dallo stabile. In ospedale una ragazza di 15 anni con trauma alla caviglia, una donna di 54 anni, una 38enne portata alla Mangiagalli, una 76enne e un’altra donna di 56 anni.

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I vigili del fuoco stanno utilizzano la tecnologia delle termocamere per verificare se sotto i detriti vi siano altre persone. Sul posto sono intervenuti una squadra USAR, 9 ambulanze, 2 automediche, 1 autoinfermieristica, oltre a Polizia, vigili del fuoco e vigili urbani.

«Le prime valutazioni dei vigili del fuoco intervenuti parlerebbero di fuga di gas in un appartamento privato» ha detto il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, dopo un sopralluogo. «Quello in condizioni più gravi è l’abitante affittuario dell’appartamento» a piano terra dove si ipotizza si sia verificata la fuga di gas, «e ci sono altri feriti in situazioni meno gravi», ha spiegato la pm. Il procuratore ha spiegato che nelle abitazioni non c’è un bruciatore ma «ci sono le cucine a gas. È questo – ha proseguito – il punto che potrebbe aver avuto la fuoriuscita di gas. Ma è ancora tutto da verificare, non ci sono ancora certezze».

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