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Conte fa la voce grossa ma i ‘Frugali’ se ne infischiano. Consiglio europeo sull’orlo del fallimento

Che questo Consiglio europeo non sarebbe stata una passeggiata lo aveva ben presente Giuseppe Conte, il quale non a caso aveva fatto ricorso a un’immagine cruda come quella «sto affilando le armi» quando gli era stato chiesto del suo stato d’animo qualche ora prima della riunione.

Alla fine il tiramisù è andato a Conte di traverso

Merkel, Conte e Macron

E chissà se nel corso della cena di ieri sera gli è ritornata alla mente l’intervista registrata per un’emittente spagnola, quando a mò di battuta rispose al giornalista che avrebbe fatto ricorso al tiramisù per convincere i ‘Frugali’. Ecco, non solo i Paesi del Nord Europa quel tiramisù non l’hanno gradito ma di certo è rimasto sullo stomaco al premier Conte. Il rischio che questo Consiglio europeo si concluda con un nulla di fatto, o con un accordo al ribasso che non accontenti i Paesi del Sud Europa è altissimo.

Nel braccio di ferro tra chi non ha alcuna intenzione di cedere sul fronte della solidarietà e chi invece la richiede perché altrimenti è tutta l’Europa ad essere a rischio, sembrano prevalere i primi.

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E in questo scontro è senza dubbio sintomatico l’eclissarsi di Francia e Germania, soprattutto quest’ultima, peraltro presidente di turno, che pure all’inizio erano state le Nazioni che più di tutte avevano lavorato a un piano di salvataggio che venisse incontro al grido d’allarme lanciato proprio dai Paesi del Sud Europa e in primo luogo dall’Italia e dalla Spagna.

Orban: su disputa Italia-Olanda stiamo fermamente con italiani

Viktor Orban

Insomma, quelli che erano sembrati alleati alla fine hanno lasciato solo Conte a portare avanti questa battaglia. E riannodando il nastro di questo week end risalta quasi in maniera grottesca il sostegno del premier ungherese Viktor Orban all’Italia. Sì proprio lui, quello che in Italia il centrosinistra considera un dittatore, un autocrate che si è schierato al fianco del premier Conte.

Salvini: Orban con l’Italia. Amici di Conte e Pd no

«Fondamentalmente è una disputa tra olandesi e italiani e come Ungheria su questo punto sosteniamo fermamente gli italiani», ha spiegato Viktor Orban. E con un po’ di perfidia Matteo Salvini diffonde un sms dello stesso premier ungherese: «Pochi minuti fa Viktor Orbán ha scritto un sms a Matteo Salvini: ‘Ho appena dichiarato che l’Ungheria è fermamente dalla parte dell’Italia’». Per poi commentare: «Orban è con l’Italia, gli amici di Conte e del Pd no».

Meloni: da Orban parole di amicizia verso Italia

Giorgia Meloni e Viktor Orban

Concetto ribadito anche da Giorgia Meloni, la quale dice: «L’Ungheria è fermamente al fianco dell’Italia nella disputa con l’Olanda: grazie a Viktor Orban per queste parole di attenzione e amicizia verso la nostra Nazione. Dichiarazioni molto diverse da quelle che in queste ore stanno uscendo dal Consiglio Europeo per bocca degli alleati della sinistra. Ma come, non erano i “pericolosi sovranisti” i nemici dell’Italia?».

Tutto, quindi si gioca sul filo di uno scontro tra Italia, capofila dei Paesi del Sud, e l’Olanda, capofila dei Paesi del Nord e intorno alle risorse da destinare per questo Recovery Fund. La base di partenza era 500 miliardi di sovvenzioni e 250 di prestiti, ma fin dall’inizio questa proposta è sembrata debole e incapace a resistere alle obiezioni dei ‘Frugali’.

Da qui la proposta di mediazione e cioè 750 miliardi di euro di cui 450 sovvenzioni e 350 di prestiti. Una base per un accordo lanciato dal presidente del Consiglio d’Europa, Charles Michel, ma che ha trovato di nuovo i ‘Frugali’ freddi, convinti che ci si debba attestare intorno ai 700 miliardi equamente distribuiti tra sovvenzioni e prestiti.

E se questo non basta c’è il tema della governance del fondo che i Paesi del Nord vorrebbero nelle mani del Consiglio europeo, e quindi dei singoli Stati, prevedendo anche un ‘freno di emergenza’ per bloccare la distribuzione delle risorse in assenza di riforme. Senza dimenticare lo ‘stato di dirittoì e cioè che lo Stato che accede ai fondi debba essere in regola sul piano del diritto e della democrazia.

Ed anzi c’è chi ritiene che l’insistenza su questo punto da parte dei ‘Frugali’ nasconda il tentativo di far naufragare il vertice. Infatti, per evitare di esporsi al biasimo i Paesi del Nord Europa starebbero tentando di far deragliare la riunione sulla questione dello stato di diritto, una motivazione certamente più nobile di fronte all’opinione pubblica.

Un punto che ha fatto infuriare proprio Orban il quale ha puntato il dito contro Rutte, il premier olandese, definendolo «ragazzo olandese» e additandolo di usare metodi comunisti: «Quando il regime comunista ha deciso di attaccarci, anche me personalmente, usava termini giuridici indefiniti, esattamente quelli utilizzati nella proposta avanzata dall’olandese».

Conte a Rutte: se crolla mercato Ue risponderai a europei

Giuseppe Conte e Mark Rutte

Ma Mark Rutte non è stato soltanto bersaglio di Orban. Fonti raccontano che anche Giuseppe Conte non le abbia mandate a dire al premier olandese: «Vi state illudendo che la partita non vi riguardi o vi riguarda solo in parte. In realtà se lasciamo che il mercato unico venga distrutto tu forse sarai eroe in patria per qualche giorno, ma dopo qualche settimana sarai chiamato a rispondere pubblicamente davanti a tutti i cittadini europei per avere compromesso una adeguata ed efficace reazione europea».

Chiaramente non c’è soltanto Europa in questa partita che sta giocando Conte. E’ naturale che quanto accada al Consiglio europeo abbia un immediato risvolto in Italia e in particolare sugli equilibri politici. La maggioranza è da tempo sottoposta a un costante processo di indebolimento, sia numerico con il passaggio all’opposizione in Senato di esponenti del M5S, e sia politico vista la difficoltà nel gestire la Fase3.

Di Maio: Italia vuole rispetto in Ue, sostegno a Conte

Di Maio Die Welt MafiaQuesto spiega perché ieri in tanti nella maggioranza si siano precipitati a sostenere ufficialmente il premier Conte. Luigi Di Maio su facebook ha lanciato il suo sostegno spiegando che «l’Italia si vuole far rispettare, consapevole dei propri diritti, ma anche dei suoi doveri. Il presidente Conte sta tenendo il punto con determinazione e va sostenuto». E c’è chi come Stefano Buffagni ha lanciato su twitter un hastag dal sapore trumpiano: “ItaliaFirst”.

Franceschini, sostegno totale a Conte. No veti

Dario Franceschini Dl ScuolaMa anche dal Pd con il capodelegazione e ministro Dario Franceschini che ha ribadito «totale sostegno all’azione del presidente Giuseppe Conte al Consiglio europeo in corso. E’ l’ora della svolta. La Ue dell’unanimità e dei veti non può reggere il passo dei tempi e non può fronteggiare la gravità della crisi Covid». Silenzioso Matteo Renzi, che ha preferito evitare dichiarazioni.

Gelmini: Conte ha fatto errori, ma Fi oggi sostiene paese e chi per ora lo rappresenta

Mariastella Gelmini

Forza Italia, invece, nel pomeriggio con la capogruppo Mariastella Gelmini ha spiegato che «Conte negli ultimi mesi ha commesso molti errori», ma «nonostante tutto Forza Italia, oggi, si sente di sostenere il Paese e chi pro-tempore lo rappresenta in Europa, affrontando una difficile partita». Ennesimo smarcamento nel Centrodestra per il partito del Cavaliere e, secondo alcuni, un messaggio per un futuro governo di unità nazionale.

Ecco perché una chiusura positiva da Bruxelles sarebbe un toccasana per il governo che questa settimana è atteso da alcuni appuntamenti importanti, primo tra tutti il rinnovo delle presidenze delle Commissioni di Camera e Senato, che si sarebbe dovuto fare la scorsa settimana ma poi rimandato a questa per l’impossibilità nella maggioranza di chiudere l’intesa. Questa potrebbe essere la settimana giusta anche se in molti dubitano.

E poi c’è l’inizio dell’esame del decreto Semplificazioni, che partirà da domani dal Senato con l’obiettivo di approvarlo in prima lettura a Palazzo Madama prima della pausa estiva (a ridosso di ferragosto) per poi licenziarlo definitivamente alla Camera agli inizi di settembre. Anche per questo decreto, quindi, si prevede un unico esame di merito, all’insegna del monocameralismo di fatto.

Infine, c’è il nuovo scostamento di Bilancio che dovrebbe arrivare in Parlamento alla fine del mese di luglio e quindi la prossima settimana. Partita delicatissima visto che è necessaria la maggioranza assoluta dei componenti, e almeno per quanto riguarda il Senato non dovrebbe esserci visto che il Centrodestra ha annunciato la sua contrarietà a votarlo e le ultime uscite dal M5S hanno allontanato la soglia dei 161 senatori. Anche se non tutto è definito e alla fine un aiuto dalle opposizioni potrebbe giungere.

Ma prima c’è da chiudere la partita europea, che andrà avanti fino a notte fonda. E su questo Conte sembra poter disporre di un vantaggio, visto che finora il favore delle tenebre gli ha sempre sorriso.

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