La Corte dei Conti ‘striglia’ il Governo: «Urgente il taglio delle tasse a dipendenti e pensionati»

La sveglia al governo Conte, questa volta la dà la Corte dei Conti. L’economia italiana era già in grossa difficoltà prima della pandemia e i cittadini si sentivano, a giusta ragione, tartassati dallo Stato con tasse e imposte troppo alte rispetto ai guadagni. Sensazione che è diventata ancora più forte dopo il lockdown e l’emergenza Coronavirus. L’ultimo allert lo ha lanciato, questa mattina, il Procuratore generale della Corte dei Conti Fausta Di Grazia nel giudizio sul rendiconto generale dello Stato.

«Appare – ha affermato Di Grazia – non più rinviabile un intervento in materia fiscale che riduca, per quanto possibile, le aliquote sui redditi dei dipendenti ed anche dei pensionati che, pur essendo fuori dal circuito produttivo, frequentemente sostengono le generazioni più giovani, oltreché le imposizioni gravanti sulle imprese alle quali sono affidate le concrete speranze di un rilancio del Paese».  Il Procuratore generale della Corte dei Conti ha sottolineato che «l’alleggerimento della fiscalità potrebbe evitare, soprattutto in un momento di crisi globale, la costante erosione del potere d’acquisto delle famiglie e un’ulteriore contrazione del mercato interno».

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Corte dei Conti, Di Grazia: «I risultati di Quota 100 sono stati al di sotto degli obiettivi»

Di Grazia ha osservato che per quello che riguarda Quota 100 «i risultati sono stati al di sotto degli obiettivi illustrati nella Relazione tecnica che accompagnava il provvedimento, avente anche finalità di ricambio generazionale della forza lavoro». A seguito della normativa emanata, alla data del 31 dicembre 2019 risultano infatti essere state approvate 155.897 richieste di collocamento in quiescenza, pari a circa il 69% delle domande presentate. Delle istanze accolte circa il 49% riguarda soggetti con oltre 41 anni di contribuzione, a fronte di un’anzianità lavorativa media di 40 anni.

Solo il 2% dei percettori di reddito di cittadinanza ha trovato lavoro tramite i Centri per l’impiego

Sul fronte assistenziale, ha aggiunto il Procuratore generale della Corte dei Conti Di Grazia, «l’attuazione del ‘reddito di cittadinanza’ è rientrato tra le finalità della missione 24, con uno stanziamento definitivo di 5.728,6 milioni di euro, dei quali ne sono stati impegnati 3.878,7 milioni. Dai dati degli uffici di controllo risultano essere state accolte circa 1 milione di domande, a fronte di quasi 2,4 milioni di richieste, delle quali, secondo elaborazioni di questo Istituto, soltanto il 2% ha poi dato luogo ad un rapporto di lavoro tramite i Centri per l’impiego».

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Granelli: «Quadro gravoso che impone la rapida definizione di una strategia»

«In Italia c’è un quadro particolarmente gravoso che impone una rapida definizione di una strategia per recuperare livelli di crescita più sostenuti, annullando i ritardi che negli ultimi anni hanno impedito il superamento degli squilibri strutturali della nostra economia» afferma invece il presidente di coordinamento delle Sezioni Riunite in sede di controllo Ermanno Granelli.

«La fase – continua Granelli – che stiamo attraversando è di una severità tale che l’espansione dei bilanci pubblici appare un’indiscutibile necessità. La sostenibilità prospettica delle finanze pubbliche di molti paesi riposa oggi proprio sulla capacità di espandere, in modo appropriato, il debito. Ma la possibilità di accrescere il rapporto debito/Pil è oggi tanto maggiore quanto più credibile è la volontà di voler utilizzarlo per superare le fragilità in termini di servizi pubblici, formazione, infrastrutture e ricerca, dimostrando, soprattutto in questo modo, la determinazione di volerlo collocare, dopo la temporanea ed inevitabile fase espansiva, su un sentiero di lento ma continuo rientro»

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