Iannone attacca De Luca: «Si occupi più di prevenzione e meno di Facebook»

Da meno di un mese alla testa della Federazione regionale di Fratelli d’Italia, come se non bastassero le questioni e i ritardi accumulati nel tempo nella nostra regione, il senatore Iannone si è visto – come tutti del resto – piovere addosso l’emergenza Coronavirus. Lo abbiamo intervistato, per chiedergli come il suo partito vede la situazione rispetto all’emergenza. E lui coglie anche l’occasione per dirsi orgoglioso e grato verso il professor Ascierto per quanto sta facendo in questo momento.

Senatore Iannone, lei da poco è diventato Commissario regionale di Fratelli d’Italia in Campania, è preoccupato per la situazione in Regione?
«Sono molto preoccupato perché vedo da parte del presidente De Luca e della stessa Giunta un ritardo ad affrontare quella che è un’emergenza di proporzioni enormi. Se pensiamo che nel Nord, dove il sistema sanitario ha punte di alta efficienza, c’è grandissima sofferenza, non oso immaginare cosa potrebbe accadere al Sud e specie in Campania se il virus si propagasse».

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Manca prevenzione, quindi?
«Non soltanto quello. Vedo che manca una visione d’insieme e soprattutto c’è una sovraesposizione mediatica a cui non seguono scelte e decisioni coerenti con il momento drammatico che stiamo vivendo. Ad esempio, è scandaloso che il nostro personale sanitario sia costretto a lavorare in precarie situazioni e condizioni. Le mascherine devono essere quelle realmente protettive e non le ‘sciarpette’ che sono arrivate e che offendono il sacrificio di chi da eroe rischia di diventare martire».

De Luca però si è appellato al governo chiedendo anche l’utilizzo dell’esercito…
«Senza dubbio fa bene De Luca quando invoca misure più rigorose e stringenti. I cittadini devono essere richiamati ai loro doveri sociali, ad un atteggiamento responsabile, qualora questo non accada spontaneamente. Ma dico che questo mi sembra piuttosto un modo per coprire le proprie responsabilità e mancanze».

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Addirittura?
«Ma certo. In questa fase c’è tanto protagonismo, molto per motivi personali, e pochi fatti. Ad esempio, in questa emergenza perché non si è pensato di aprire rapidamente le strutture da poco dismesse per garantire il massimo possibile di terapie intensive anziché farne di nuove in prefabbricati? Come mai la Campania in proporzione ai suoi abitanti è la Regione che ha fatto meno tamponi? Ecco, vedo tanti annunci, tanto Facebook, per cui De Luca spende oltre 2mila euro al giorno per sponsorizzare la sua pagina personale come riferisce la stampa».

Pensa che ci sia anche la volontà di recuperare nei sondaggi?
«E’ brutto pensarlo, ma ancora di più dirlo ma credo che sia così. De Luca sa benissimo che i suoi consensi sono in picchiata e che se si fosse votato a maggio, come previsto, e si fosse presentato avrebbe perso nettamente. E tra i motivi principali c’è proprio la condizione della Sanità. Però voglio dire una cosa, che vale anche per il governo nazionale, nessuno pensi di speculare su questa tragedia. Gli italiani passata l’emergenza sapranno far bene i conti e punire chi ha fallito».

Torniamo in Campania e al suo allarme…
«Dobbiamo renderci conto che ormai l’Italia è la prima Nazione al mondo per numero di morti. A Bergamo è un dramma senza fine con i morti che devono essere portati via dall’esercito. Non si trattava di un semplice raffreddore, non era una normale influenza, come il Pd e lo stesso governo ripeteva mentre Fratelli d’Italia era l’unica a invocare subito misure forti. Dobbiamo restare a casa e allo stesso tempo la Regione deve assicurare che siano prese tutte le decisioni necessarie per evitare di farsi trovare impreparati. E questo significa prima di tutto tutelare la salute degli operatori sanitari e potenziare al massimo i nostri presidi sul territorio. Per questo dico che De Luca deve farsi sentire e nell’eventualità muoversi anche in autonomia. Bisogna lavorare seriamente per creare nuovi posti di terapia intensiva evitando di farsi sorprendere da un picco di contagi anche nella nostra Regione. Sarebbe imperdonabile».

Però dalla Sanità campana giungono segnali importanti, con il professore Ascierto che annuncia la sperimentazione del Tocilizumab.

«Beh, questo dà il senso di quanto la società in Campania, e in questo caso la Sanità sia avanti, rispetto alle Istituzioni. Il fatto che qui sia partita la sperimentazione per verificare un’ipotesi di riduzione della mortalità ci deve riempire di orgoglio e di gratitudine verso il professore Paolo Ascierto. Lui è il simbolo di una Sanità che opera tra mille difficoltà e carenze organizzative ma che dispone di grandi menti. Oggi la speranza italiana nella lotta al coronavirus ha il nome del professore Ascierto della Sanità campana, quella che lavora e sperimenta, quella che studia e salva vite, quella che vincerà il male».

Però anche Fratelli d’Italia ha deciso di dare il suo contributo. Ci parli dell’iniziativa?

«Si tratta di un messaggio importante che abbiamo voluto mandare. Fratelli d’Italia ha aderito alla campagna ‘orgoglio Tricolore’ promossa dal Secolo d’Italia e dalla Fondazione An per l’acquisto di ventilatori meccanici, maschere per l’ossigeno, defibrillatori, e quant’altro sarà necessario per dotare gli ospedali italiani più bisognosi di queste specifiche attrezzature. Un segnale di solidarietà e vicinanza a chi soffre, ma anche a chi è in trincea per combattere il virus. Ho devoluto la mia intera indennità parlamentare del mese di marzo così come hanno fatto tanti altri miei colleghi. Credo che in un momento come questo sia giusto fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per aiutare l’Italia e gli italiani».

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