Movida, altra batosta per il Comune di Napoli: il Tar lo condanna a intervenire entro 30 giorni

Il tribunale ordina la predisposizione di regole per i baretti

Dopo vico Quercia, arriva la sentenza anche per piazza Bellini. Il Tar ha condannato il Comune di Napoli per mancata gestione del rumore nella zona famosa per la movida notturna. I residenti avevano presentato un ricorso per inquinamento acustico denunciando livelli di rumore superiori ai limiti consentiti, che disturbano il riposo e la vita quotidiana. Secondo il Tar, a causa dell’inquinamento acustico, il limite di decibel a piazza Bellini, soprattutto nel weekend, viene ampiamente superato. Il Comune è ritenuto responsabile a causa di mancati provvedimenti di prevenzione e cattiva gestione del fenomeno.

Secondo la sentenza, il Comune, come già accaduto a novembre per vico Quercia, dovrà emettere entro 30 giorni un’ordinanza che regoli gli orari e il comportamento dei locali. In caso contrario, potrà essere nominato un commissario ad acta per garantire l’applicazione delle misure.

Pubblicità

Il provvedimento non prevede risarcimenti economici, già ottenuti in passato da alcuni residenti di Bellini, ma sottolinea l’urgenza di trovare un equilibrio tra vita notturna e quiete pubblica. Nonostante il Comune avesse richiesto all’Arpac rilevazioni sul rumore, il Tar ha ritenuto insufficienti le azioni intraprese, confermando che il problema è reale e concreto.

A novembre un’analoga sentenza era arrivata per i locali di vico Quercia. In quella circostanza, il Comune ha emesso un’ordinanza con firma del sindaco, della durata di due mesi che prevedeva chiusura anticipata per i locali di vico Quercia, via Cisterna dell’Olio e strade limitrofe alle 00:30 in settimana e all’1:30 nel weekend, con stop alla somministrazione di bibite alcoliche e analcoliche da asporto dalle ore 22:00.

Pubblicità

Il paradosso e le contestazioni

I provvedimenti hanno scatenato non poche contestazioni, poiché i locali presenti nelle strade immediatamente adiacenti a quelle colpite dall’ordinanza continuavano a operare rispettando la normativa nazionale e gli orari in vigore prima del provvedimento, generando così un principio di concorrenza sleale. Molto discusso, inoltre, il provvedimento che limitava dalle 22:00 la somministrazione di bibite alcoliche e analcoliche da asporto poiché i take away che vendevano panini o kebab si sono ritrovati a non poter vendere nemmeno l’acqua dopo le 22:00.

I locali coinvolti, dopo l’emissione dell’ordinanza, organizzarono una serrata di protesta che non è servita a molto. Intanto, le zone limitrofe continuavano a essere piene di persone. Pertanto, l’inquinamento acustico era persistente e l’effetto del provvedimento è stato solo quello di spostare il caos e la movida in altre strade, verso altri locali, senza effettivamente risolvere il problema.

La possibilità di una delibera diffusa

Dopo la lotta dei gestori dei locali contro questi provvedimenti, il sindaco ha annunciato la volontà di emettere una delibera diffusa destinata a tutti i locali della città, permanente e non circoscritta per strade. Il provvedimento dovrebbe essere emesso entro i primi di marzo, prima dello scadere dei 30 giorni previsti dalla sentenza. Dovrebbe prevedere limitazioni orarie, con anticipo dell’orario di chiusura per i locali di tutta la città, maggiori controlli (che già sono in corso, dopo la strage di Crans Montana) e stop all’asporto, come da normativa nazionale, dopo la mezzanotte.

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Campi Flegrei, la Procura accende un faro sui fondi non utilizzati per i costoni a rischio

Il ministro Giuli a Pozzuoli: «Governo non si nasconde» La forte scossa di venerdì sera non ha provocato soltanto paura, danni e sgomberi. Il terremoto...

Beppe Grillo stronca il M5S: «Slogan nei convegni, oblio dopo il buffet»

Il fondatore denuncia una forza ripiegata su se stessa Da forza nata per cambiare la politica a partito che amministra la prossima elezione. È l’accusa...

Ultime notizie

Acerra, bimba nasce senza vita in clinica: ginecologo indagato

Ipotesi di reato: interruzione colposa di gravidanza La Procura di Nola indaga sulla morte di una neonata venuta alla luce senza vita lo scorso 13...

Campania, la «provincia addormentata» ostaggio della cattiva politica

La legalità è la precondizione di ogni autentica democrazia La catena dei fatti è nota: lo scioglimento per infiltrazione camorristica di due comuni importanti, per...

Nel centrosinistra Conte prova a dettare la linea, Schlein lo blocca: «Non funziona così»

Per il leader M5S chi vince le primarie comanda Il centrosinistra chiede fiducia per guidare l’Italia, ma non sa ancora quale Italia porterebbe in Europa....