Max Gazzè: la traiettoria imprevedibile di un cantautore libero

Tra sperimentazioni, tournée globali e ritorni simbolici

Il primo Gazzè: dalle radici siciliane all’Europa. Prima di affermarsi come una delle voci più riconoscibili della musica italiana, Max Gazzè attraversa un percorso formativo che somiglia più a un viaggio iniziatico che a una semplice biografia. Nato a Roma nel 1967 da famiglia siciliana, cresce tra studi di pianoforte e le prime esplorazioni al basso, strumenti che gli aprono la strada a un rapporto istintivo con la musica.

L’adolescenza a Bruxelles, dove si trasferisce dopo la separazione dei genitori, diventa il suo primo vero laboratorio: la scuola europea, i locali, le band improvvisate gli offrono un terreno fertile per sperimentare. Da lì passa ai 4 Play 4, una formazione inglese che lo porta nel sud della Francia e nei Paesi Bassi, permettendogli di affinare il ruolo di bassista, arrangiatore e produttore.

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Quando rientra a Roma nei primi anni Novanta, porta con sé un bagaglio sonoro cosmopolita che riversa nelle colonne sonore, nelle collaborazioni con artisti come Frankie Hi-Nrg MC, Britti, Fabi e Silvestri e nelle esibizioni con il trio Leone – Sorrenti – Gazzè. Questo periodo di intensa attività sfocia nel suo primo album, «Contro un’onda del mare» (1996), un debutto che rivela un autore già capace di fondere atmosfere diverse e una scrittura personale, presentato anche nel tour acustico di Franco Battiato e accolto con interesse da critica e pubblico.

La scalata di Max Gazzè: tra palchi, premi e collaborazioni

Alla fine degli anni ’90 Max Gazzè entra in una fase di forte visibilità, spinto da una serie di tappe che ne consolidano la presenza nella musica italiana. Nel 1997 si affaccia a Sanremo Giovani con «Cara Valentina», mentre l’anno successivo conquista l’attenzione del grande pubblico grazie a «Vento d’estate», il duetto con Niccolò Fabi che si aggiudica «Un disco per l’estate» e anticipa l’uscita de «La favola di Adamo ed Eva», album scritto insieme al fratello Francesco.

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Il 1998 è anche l’anno delle sue prime partecipazioni a progetti collettivi, dal tributo a Robert Wyatt al Premio Tenco. Nel 1999 torna sul palco dell’Ariston con «Una musica può fare» e, nel 2000, presenta «Il timido ubriaco», mentre pubblica il suo terzo disco, che molti ricordano come «Gadzilla».

Seguono nuove apparizioni televisive, come il Festivalbar con «L’uomo più furbo», e l’uscita, nel 2001, di «Ognuno fa quello che gli pare?», un album costruito attraverso una fitta rete di collaborazioni con Paola Turci, Carmen Consoli, Stephan Eicher, Francesco Magnelli e altri musicisti.

Parallelamente, Gazzè intensifica la sua attività live con tour teatrali, festival estivi e concerti nei club e rafforza il legame artistico con Eicher, partecipando all’album «Taxi Europa» e al relativo tour. Nel 2004 pubblica «Un giorno», mentre nel 2005 celebra il suo primo decennio discografico con «Raduni 1995-2005», una raccolta che riunisce i brani più rappresentativi e quattro inediti, chiudendo un ciclo particolarmente prolifico.

Collaborazioni, cinema e il ritorno al Festival di Sanremo

Dopo il tour del 2005, Max Gazzè attraversa una fase di grande apertura artistica: entra nel progetto «Gizmo», guidato da Stewart Copeland, affiancato da Raiz e Vittorio Cosma, e continua a collaborare con Daniele Silvestri, contribuendo a diversi brani de «Il latitante». Dal 2007 divide il palco con Paola Turci e Marina Rei, mentre la EMI pubblica la raccolta «The Best of Platinum».

Nel 2008 torna a Sanremo con «Il solito sesso» e pubblica «Tra l’aratro e la radio», scritto con il poeta Gimmi Santucci e arricchito dagli interventi di Carmen Consoli e Marina Rei. Il 2010 segna il suo debutto cinematografico in «Basilicata coast to coast», per cui compone «Mentre dormi», premiata ai «David di Donatello».

Nello stesso anno esce l’album «Quindi?», seguito da nuove esperienze live, dalla partecipazione al «Woodstock 5 Stelle» e dal ruolo di Erode nel musical «Jesus Christ Superstar». Nel 2011 riceve il «Premio Lunezia» e nel 2012 torna a Sanremo come ospite, avviando poi l’«Over Tour» con Rita Marcotulli e Roberto Gatto.

Nel 2013 Max Gazzè torna al Festival di Sanremo portando due brani, «I tuoi maledettissimi impegni» e «Sotto casa», con quest’ultimo scelto per la gara e destinato a diventare il fulcro dell’album pubblicato a febbraio. Il disco e il singolo ottengono un forte riscontro commerciale, conquistando rispettivamente il disco d’oro e quello di platino.

Nello stesso anno riceve a Lamezia Terme «il Riccio d’Argento» come «Miglior live d’autore». Il percorso di riconoscimenti prosegue nel 2014 con il «Premio Amnesty Italia», assegnato a «Atto di forza», brano scritto con il fratello Francesco che affronta il tema della violenza con un taglio narrativo intenso e diretto.

Tra super progetti, hit popolari e ambizioni sinfoniche

Dal 2014 Max Gazzè inaugura una stagione di grande fermento creativo. La nascita del trio Fabi Silvestri Gazzè segna l’inizio di un’avventura collettiva che parte con «Life Is Sweet» e con l’album «Il padrone della festa», portato prima in Europa e poi nei principali palasport italiani, fino alla grande chiusura romana del 2015. Parallelamente, Gazzè rilancia la sua identità solista con «La vita com’è», apripista dell’album «Maximilian», e con una serie di singoli che nel 2016 dominano radio e classifiche, da «Mille volte ancora» a «Ti sembra normale», certificato platino. Il successo si riflette anche nei live, con un tour che da italiano diventa internazionale fino a toccare Shanghai.

Il 2017 è l’anno delle contaminazioni: Gazzè affianca Caparezza e Levante, compare al cinema e inaugura l’«Alchemaya Tour», un progetto che fonde orchestra sinfonica e sintetizzatori, trasformando il suo repertorio in un’esperienza «sintonica». L’esperimento approda a Sanremo 2018 con «La leggenda di Cristalda e Pizzomunno», premiata per la «miglior composizione musicale», e sfocia nel doppio album «Alchemaya». Il tour riparte in estate, con tappe simboliche come le Terme di Caracalla e l’Arena di Verona. A fine 2018 arriva la collaborazione con Carl Brave in «Posso», mentre il 2019 si apre con un ritorno alle origini: un tour europeo dedicato ai vent’anni de «La favola di Adamo ed Eva», anticipato da tre serate-evento all’Auditorium Parco della Musica.

Tra ripartenze, nuovi progetti e una creatività senza sosta

Dal 2019 Max Gazzè attraversa una fase di continua evoluzione. Dopo il tour «On the Road», nel 2020 collabora con Francesca Michielin in «La vie ensemble» e diventa il primo artista italiano a riportare la musica dal vivo dopo il lockdown, scegliendo di tornare sui palchi con la sua squadra al completo e rinunciando al cachet per sostenere il settore in crisi.

Nel 2021 torna a Sanremo con «Il farmacista», accompagnato da performance sceniche che lo rendono uno dei protagonisti dell’edizione. Pubblica «La matematica dei rami» con la Magical Mystery Band, avvia un nuovo tour e rilascia i singoli «Considerando» e «Il vero amore» in una versione con Greta Zuccoli.

Il 2022 lo vede nuovamente in tour e impegnato nella collaborazione con Carl Brave per «Cristo di Rio», oltre a un’esibizione speciale a Pompei dedicata ai Pink Floyd. Nel 2023 arrivano «Riviera» con Frenetik & Orang3 e il progetto «Musicae Loci», che unisce la sua musica alle orchestre locali.

Nello stesso anno anticipa l’album «Amor Fabulas» con i singoli «Che c’è di male» e «L’epica della guerra», porta nei teatri il tour «Amor Fabulas – Preludio», appare nel film «Diabolik – Chi sei?» e firma la canzone vincitrice dello «Zecchino d’Oro 2023», «Non ci cascheremo mai», scritta con il fratello Francesco e Francesco De Benedettis.

Un anno di ritorni simbolici, nuove visioni e palchi che si allargano

Nel 2024 Max Gazzè riaccende il suo percorso internazionale con un tour teatrale che parte da Bruxelles e approda a Roma, un viaggio musicale che fa da preludio alla ripresa di «Musicae Loci», il progetto che intreccia la sua voce con le orchestre delle città ospitanti. In primavera pubblica «Sarà papà», terzo frammento dell’album «Amor Fabulas», confermando una stagione creativa in pieno fermento.

Il 6 luglio, nel giorno del suo 57º compleanno, Gazzè torna sul palco con Niccolò Fabi e Daniele Silvestri per un’unica, attesissima reunion al Circo Massimo: un concerto-evento che celebra i dieci anni de «Il padrone della festa» e rinnova un legame artistico e umano che ha segnato una generazione. L’estate 2024 lo vede attraversare l’Italia con un doppio percorso live: da un lato le tappe intime e site-specific di «Musicae Loci», dall’altro l’energia del nuovo «Amor Fabulas – Interludio».

Il 2025 si apre con un altro tassello importante: Gazzè è tra i protagonisti del docufilm «Fabi Silvestri Gazzè – Un passo alla volta», un racconto che ripercorre trent’anni di amicizia, musica condivisa e scelte artistiche capaci di reinventarsi senza mai perdere autenticità. Inaugura il 2026 con un concertone tenuto a Gibellina, in piazza 15 Gennaio 1968, che trasforma l’inizio dell’anno in un vero rito collettivo, tra energia, eleganza e una presenza scenica che resta inconfondibile. Da quella serata prende slancio il tour 2026, un viaggio musicale che attraversa l’Italia con nuove atmosfere live e l’intenzione di portare ogni tappa oltre il semplice concerto.

Il brano scelto: Considerando

Il brano «Considerando» si muove come un pensiero che prende forma mentre nasce: una riflessione leggera, punteggiata da paradossi e intuizioni che trasformano la quotidianità in un piccolo gioco mentale. Max Gazzè intreccia logica ed emozione con il suo stile obliquo, costruendo un racconto che osserva il disordine della vita con ironia sottile e una lucidità che non rinuncia alla tenerezza. Un frammento musicale che invita a guardare il mondo con uno sguardo più morbido e curioso.

Potremmo vivere felici
E stare a un passo dal peccato
Magari farci del male
Finire e ricominciare

Potremmo perdere la testa
E fare un sacco di stronzate
Essere il dente che duole
Metti gli occhiali da sole

C’è chi si ferma e crede solo alla realtà
Chi chiude gli occhi e fa l’amore

Considerando l’ottimismo
Quel passaggio necessario a compensare la realtà
Considerando un eufemismo
Dare un senso di equilibrio a questa non felicità
Considerando l’attrazione
Che non riesco a trattenere ad ogni tua fragilità
Semplicemente vivere
È un grado sopra il limite

Potremmo cedere alle tentazioni
E alla diplomazia
Vendere l’anima al diavolo
Parlare in modo sarcastico

C’è chi si perde e vede solo la realtà
E chi non sa cos’è l’amore

Considerando l’ottimismo
Quel passaggio necessario a compensare la realtà
Considerando un eufemismo
Dare un senso di equilibrio a questa non felicità
Considerando l’attrazione
Che non riesco a trattenere ad ogni tua fragilità
Semplicemente vivere
È un grado sopra il limite

C’è chi si perde e vede solo la realtà
Chi non sa piùC’è chi si perde e vede solo la realtà
E chi non sa cos’è l’amore

Considerando l’ottimismo
Quel passaggio necessario a compensare la realtà
Considerando un eufemismo
Dare un senso di equilibrio a questa non felicità
Considerando l’attrazione
Che non riesco a trattenere ad ogni tua fragilità
Semplicemente vivere
È un grado sopra il limite

C’è chi si perde e vede solo la realtà
Chi non sa più cos’è l’amore

Semplicemente vivere
cos’è l’amore
Semplicemente vivere

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