Voto di scambio, a Castel Volturno un banchetto elettorale per comprare le preferenze

Qualcuno avrebbe anche accettato un suino

Per vendere il voto, gli elettori avrebbero intascato tra 50 e 70 euro, consegnati con il facsimile della scheda elettorale ma c’è stato qualcuno che avrebbe anche accettato un suino. Emerge dalle indagini sul voto di scambio avvenuto a Castel Volturno, in provincia di Caserta, per le elezioni comunali del giugno 2024, precisamente il 16 giugno 2024, prima del ballottaggio del 24 giugno vinto dall’attuale sindaco Pasquale Marrandino.

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L’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere vede coinvolto, ancora un volta, il consigliere regionale, passato solo di recente in Forza Italia, Giovanni Zannini, a cui i pm Urbano e Capone, e il procuratore Pierpaolo Bruni, hanno fatto notificare dai carabinieri un avviso di conclusione indagini. Tra i nove indagati anche il primo cittadino di San Cipriano d’Aversa, Vincenzo Caterino, anche lui accusato di voto di scambio politico-elettorale. I militari dell’arma, in occasione delle elezioni, hanno documentato un vero e proprio banchetto elettorale, in un bar di Castel Volturno, in cui sarebbero stati distribuiti santini elettorali, soldi, regali e assunzioni in cambio delle preferenze. Un baratto che però non tutti i convenuti hanno accettato.

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L’inchiesta per le Comunali del 2024 vede coinvolti, oltre che Zannini (già indagato per corruzione in un’altra indagine della stessa procura) e a Caterino, anche diverse persone di Castel Volturno, tra cui l’attuale vicesindaco Giulio Natale, il titolare del bar in cui è avvenuto lo scambio, Michele Antolini, e quegli elettori che hanno accettato di prendere soldi in cambio del voto, che doveva confluire su Marrandino, Giulio Natale, e altri candidati vicini all’attuale sindaco.

Il banchetto

Il banchetto era gestito dall’indagato Michele Cantone, che secondo quando emerso, avrebbe ricevuto i soldi da Marrandino e Natale (questi ultimi li avrebbero a loro volta ricevuti da imprenditori finanziatori, ndr), per poi darli agli elettori. L’episodio riguardante Zannini coinvolge altri due amministratori locali che il 16 giugno 2024, prima del ballottaggio, si sarebbero visti in un hotel di Mondragone. E in quella circostanza avrebbero promesso all’imprenditore Luca Pagano, presente all’incontro, l’appoggio elettorale a Marrandino in caambio di un appalto nel settore dei rifiuti a Mondragone o una commessa di lavoro da parte di una delle ditte ambientali collegate allo schieramento di Zannini.

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