Dalle Olimpiadi a re dei narcos di cocaina: Ryan Wedding arrestato

Faceva parte del cartello di narcos di Sinaloa

La fuga del «re delle nevi» è finita: Ryan Wedding, 44 anni, ex snowboarder olimpico canadese, considerato ai vertici di una delle organizzazioni di traffico di droga più violente, è stato arrestato in Messico. L’annuncio è stato dato dal direttore dell’Fbi Kash Patel. Secondo gli investigatori, Wedding faceva parte del cartello di narcos di Sinaloa e si era nascosto per dieci anni in Messico, da cui «guidava il traffico internazionale di droga». Patel sostiene che Wedding – soprannominato El Jefe, Public Enemy e Giant – ha spedito tonnellate di cocaina dalla Colombia, attraverso il Messico e la California meridionale, verso gli Stati Uniti e il Canada.

E lo ha paragonato al defunto narcotrafficante colombiano Pablo Escobar e a Joaquin «El Chapo» Guzman, leader del potente cartello messicano di Sinaloa ora in carcere in Colorado. A marzo Wedding era stato inserito nella lista dei «Dieci latitanti più ricercati» dell’Fbi e su di lui c’era una taglia da 15 milioni di dollari. A novembre è stata desecretata un’incriminazione di un gran giurì che lo accusava della morte di un testimone federale che avrebbe dovuto deporre contro di lui. Il testimone era stato ucciso a colpi d’arma da fuoco in un ristorante dopo che, secondo le autorità, Wedding aveva messo una taglia sulla sua testa e utilizzato un sito web canadese per rintracciare l’uomo e la moglie.

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La «carriera» di Ryan James Wedding

La lunga scia di crimini contestati a Wedding è cominciata nel 2008, sei anni dopo che aveva rappresentato il Canada alle Olimpiadi invernali di Salt Lake City. Secondo gli investigatori, l’ex snowboarder era andato a San Diego con altri due soci per acquistare cocaina, solo che lo spacciatore era un agente dell’Fbi sotto copertura e lui era stato arrestato, processato e condannato a quattro anni di carcere nel 2009. Nel 2011 era tornato in libertà ma non aveva cambiato vita. Anzi.

L’Fbi ritiene che da quel momento Wedding abbia avviato la sua scalata nel mondo dei narcos fino a giocare un ruolo di primo piano nello spietato cartello di Sinaloa. Dopo oltre un decennio da latitante e aver usato altri nomi, da James Conrad King a Jesse King, il cerchio attorno a lui si è stretto.

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L’arresto

A dicembre le autorità messicane hanno sequestrato decine di moto – la sua grande passione – per un valore complessivo di quaranta milioni di dollari, così come due medaglie olimpiche, due auto, droga e opere d’arte. Mancava solo lui.

L’arresto è scattato giovedì in Messico. Secondo alcune versioni, Wedding si è arreso senza opporre resistenza, una volta che le squadre speciali hanno fatto irruzione nella villa bunker dove viveva. Non ci sarebbe stato bisogno di sparare colpi. Trasferito negli Stati Uniti, l’ex atleta dovrebbe essere incriminato per una serie di reati tra cui associazione a delinquere per traffico di droga, traffico di cocaina, omicidio e tentato omicidio.

La sua organizzazione è sospettata di aver esportato fino a 60 tonnellate di stupefacenti. Se condannato, Wedding rischia almeno un ergastolo per la sua partecipazione all’organizzazione criminale e un minimo di vent’anni per il tentato omicidio, oltre a 10-15 anni per le accuse di traffico di droga. Su di lui uscirà presto una docu-serie, dal titolo «Snow King: From Olympian to Narco», basata sull’inchiesta dell’Fbi, cui adesso potranno mettere la parola fine.

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