Sicurezza, dal prefetto Di Bari ordinanza per zone rosse in 7 città

Calano i reati in 14 comuni, in lieve aumento in altri 6

Nella mattinata odierna, presieduta dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari, si è svolta una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presso il Palazzo Mediceo di Ottaviano. All’incontro hanno partecipato i sindaci e commissari straordinari dell’area vesuviana, Ottaviano, Boscoreale, Boscotrecase, Castellammare di Stabia, Cercola, Ercolano, Massa di Somma, Pollena Trocchia, Pompei, Poggiomarino, Portici, San Giorgio a Cremano, San Giuseppe Vesuviano, San Sebastiano al Vesuvio, Sant’Anastasia, Somma Vesuviana, Terzigno, Torre Annunziata, Trecase e Torre del Greco, il questore, Maurizio Agricola, il comandante provinciale dei carabinieri, Biagio Storniolo, il comandante provinciale della guardia di finanza, Carmine Virno e il comandante della polizia metropolitana, Lucia Rea.

È stata affrontata la situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica nell’area di riferimento, anche alla luce di recenti episodi di criminalità che hanno interessato il contesto. Il Prefetto ha evidenziato che i dati inerenti la delittuosità risultano nel complesso in diminuzione in 14 comuni e in lieve aumento nei restanti 6. Rimane comunque alta l’attenzione delle Forze dell’ordine, al fine di prevenire e reprimere gli episodi di criminalità ed ogni forma di illegalità.

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In 7 comuni dell’area – Castellammare di Stabia, Ottaviano, Pompei, Portici, S. Giorgio a Cremano, S. Sebastiano al Vesuvio e Torre Annunziata – sono state adottate apposite ordinanze prefettizie ex art. 2 del T.U.L.P.S., cosiddette «zone rosse» individuando aree urbane ove è possibile imporre il divieto della presenza a soggetti pericolosi con precedenti penali e poterne quindi disporre l’allontanamento

Lo strumento – che ha già dato positivi risultati nel corso della sua prima applicazione – è volto a garantire la tutela della sicurezza urbana e la piena fruibilità degli spazi pubblici da parte dei cittadini, specie in contesti caratterizzati da fenomeni di criminalità diffusa e situazioni di degrado o da un’elevata concentrazione di persone e attività commerciali.

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Le polizie locali e i provvedimenti interdittivi

Tenuto conto delle difficoltà dei Comuni nell’adeguamento degli organici delle polizie municipali, il Prefetto ha preannunciato che verrà valutatala possibilità di un progetto per consorziare il personale delle polizie locali di comuni diversi, in modo da poter assicurare servizi dedicati in caso di esigenze emergenti. Particolare attenzione è poi riservata al contrasto al rischio di infiltrazioni nell’economia legale da parte della criminalità organizzata, attraverso l’adozione da parte del Prefetto, di provvedimenti interdittivi antimafia.

Negli ultimi due anni, fino alla data odierna, sono stati adottati 65 provvedimenti interdittivi nei confronti di altrettante imprese aventi sede nei comuni interessati. Le attività di tali società riguardano prevalentemente i settori delle onoranze funebri, delle costruzioni e del commercio di vario genere. L’intenso lavoro messo in campo ha consentito di contrastare efficacemente l’azione delle consorterie criminali dedite al riciclaggio di ingenti somme di denaro.

Gli impianti di videosorveglianza

Inoltre, nei comuni dell’area, sono stati realizzati impianti di videosorveglianza per il controllo del territorio, nell’ottica di incrementare la sicurezza e fornire un importante ausilio all’attività investigativa delle Forze dell’ordine. In totale, sono state installate nell’intero comprensorio n.1507 dispositivi tecnologici, tra telecamere e lettori targhe, collocati sia nell’area urbana che nelle zone periferiche, o comunque maggiormente interessate da fenomeni di criminalità.

È stato possibile realizzare i progetti grazie ai finanziamenti dedicati del Ministero dell’Interno, in particolare del Poc Legalità ma anche impegnando fondi comunali, di Città Metropolitana e della Regione Campania, laddove disponibili. Il Prefetto, nel preannunciare che proseguirà il programma di incontri sul territorio dell’area metropolitana per il confronto con le amministrazione locali per verificare i bisogni e le istanze delle diverse comunità, ha evidenziato l’importanza del dialogo e della collaborazione tra le istituzioni, gli interlocutori sociali attivi sul territorio e i cittadini, con l’obiettivo primario di garantire una migliore vivibilità del contesto, operando nella prospettiva della sicurezza partecipata ed integrata.

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