Individuati in Abruzzo i responsabili dell’agguato del 3 gennaio
Dalle immagini delle telecamere alla localizzazione in Abruzzo: così gli investigatori sono arrivati ai due fermati per l’aggressione ai danni dei familiari di Fabio Pisacane. I presunti aggressori sono stati fermati a Pescara in relazione all’episodio di violenza avvenuto lo scorso 3 gennaio nei Quartieri Spagnoli di Napoli, dove sono rimasti coinvolti il fratello e il padre dell’allenatore del Cagliari. I due uomini erano stati presi di mira nel corso di una vera e propria spedizione punitiva messa in atto da tre individui.
I presunti responsabili, quanto si apprende, sono stati rintracciati a Montesilvano grazie a un’operazione congiunta della Squadra Mobile di Napoli e di quella di Pescara. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’aggressione risale alle prime ore del 3 gennaio, poco dopo la chiusura di un locale situato nei Quartieri Spagnoli e gestito da Gianluca Pisacane, 28 anni. In quella circostanza il giovane è stato ferito da colpi di arma da fuoco a una gamba.
La lite all’interno del locale
All’origine dei fatti ci sarebbe una lite scoppiata all’interno del locale tra una dipendente di Gianluca Pisacane e un’altra ragazza. Il fratello dell’allenatore sarebbe intervenuto per difendere la propria collaboratrice, allontanando la giovane e le amiche che la accompagnavano. Successivamente, queste avrebbero chiesto l’intervento dei due uomini poi fermati, con l’intento di vendicare l’affronto subito.
Secondo la ricostruzione investigativa, i due indagati, uno dei quali armato, si sarebbero presentati davanti al locale dopo la chiusura, trovando Gianluca Pisacane insieme al padre. Ne sarebbe nata una discussione degenerata rapidamente, fino all’esplosione dei colpi di pistola che hanno ferito il ventottenne.
Un ruolo decisivo nelle indagini è stato svolto dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. Le immagini, analizzate dagli investigatori della Squadra Mobile e del commissariato Montecalvario, hanno consentito di identificare i presunti aggressori. Dopo l’episodio, i due si erano allontanati dalla Campania e avevano trovato rifugio in provincia di Pescara, presso l’abitazione di alcuni parenti, nel tentativo di sottrarsi alle ricerche delle forze dell’ordine.
L’accusa di tentato omicidio
Una volta localizzati, per entrambi è scattato un provvedimento di fermo di polizia giudiziaria con l’accusa di tentato omicidio. I due, che risultano avere piccoli precedenti ma non sarebbero inseriti in contesti malavitosi, restano ora a disposizione dell’autorità giudiziaria. Nei prossimi giorni è attesa l’udienza di convalida davanti al giudice per le indagini preliminari di Pescara. Dopo la decisione del gip, gli atti dell’inchiesta dovrebbero essere trasmessi alla magistratura di Napoli per il prosieguo del procedimento.




