Commissione d’accesso a Torre Annunziata, il rumoroso silenzio della politica locale

Oltre il sindaco, nessun esponente cittadino è intervenuto

Terremoto politico a Torre Annunziata dopo la decisione del prefetto di Napoli, Michele Di Bari, di inviare una nuova commissione d’accesso al Comune oplontino, guidato dal sindaco Corrado Cuccurullo e da una maggioranza di centrosinistra. Una scelta che ha immediatamente acceso il dibattito e innescato una raffica di reazioni, soprattutto a livello regionale, proiettando la vicenda ben oltre i confini cittadini.

Sulla decisione del prefetto è intervenuto il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale della Campania, Gennaro Sangiuliano, che ha espresso apprezzamento per il provvedimento adottato. «Ha fatto bene il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, a nominare la commissione di accesso per il Comune di Torre Annunziata al fine di verificare infiltrazioni della criminalità organizzata in seno all’amministrazione civica. Legalità e lotta alle organizzazioni criminali devono essere irrinunciabili».

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Per Sangiuliano l’attenzione non dovrebbe limitarsi al solo Comune oplontino. «Tuttavia, analogo provvedimento andrebbe valutato per il Comune di Castellammare di Stabia dove, nel rassegnare le dimissioni da consigliere comunale, Sandro Ruotolo, noto esponente del Pd, ha testualmente dichiarato che non c’è argine alla camorra». E conclude: «Torre Annunziata e Castellammare di Stabia sono due città importanti, ricche di storia e tradizioni, che meritano la massima attenzione».

Martusciello: «Si torni al voto a Castellammare e Torre Annunziata»

Toni duri arrivano dal segretario regionale di Forza Italia in Campania, Fulvio Martusciello. «Se un consigliere attento come Sandro Ruotolo si dimette a Castellammare usando termini e toni che non hanno equivoci, penso sia inutile parlare con Vicinanza». Nel suo intervento chiama direttamente in causa il segretario regionale del Pd: «A De Luca dico che è impossibile difendere l’indifendibile».

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Secondo Martusciello, la strada da seguire è chiara: «In situazioni come quelle di Castellammare di Stabia e Torre Annunziata è necessario andare al voto, e farlo presto». E aggiunge: «Andiamo al voto a maggio sia a Castellammare che a Torre Annunziata alzando l’asticella. È meglio questo che una lenta agonia con amministrazioni deboli, alla mercé di poteri esterni».

De Luca: «Legalità e trasparenza sono valori fondanti»

Dal Partito Democratico, che fa parte della maggioranza di Cuccurullo, arriva una posizione improntata alla cautela istituzionale. In una nota, il segretario regionale Piero De Luca afferma: «Prendiamo atto della nomina, da parte del Prefetto di Napoli, della commissione di indagine per l’accesso presso il Comune di Torre Annunziata. La legalità e la trasparenza rappresentano valori fondanti del nostro impegno politico».

De Luca fa riferimento anche alla situazione stabiese: «Alla luce delle indagini in corso anche nel Comune di Castellammare di Stabia, nei prossimi giorni incontrerò i sindaci Corrado Cuccurullo e Luigi Vicinanza per definire insieme i percorsi più opportuni da intraprendere, nell’interesse esclusivo delle città e delle comunità coinvolte».

Buonajuto: «Serve un cambio di rotta culturale»

Interviene anche Ciro Buonajuto, vicepresidente nazionale dell’Anci con delega alla legalità e consigliere regionale della Campania. «Apprendo che Sua Eccellenza Michele Di Bari, Prefetto di Napoli, ha nominato la commissione d’indagine volta a verificare la sussistenza di tentativi di infiltrazione e/o di connessioni con la criminalità organizzata all’interno del Comune di Torre Annunziata».

Una decisione che, secondo Buonajuto, «va rispettata, ritenuta necessaria dal Prefetto per fare chiarezza sulle dinamiche interne all’amministrazione dell’Ente», pur condividendo «il rammarico del sindaco Cuccurullo». Nel suo intervento sottolinea anche i limiti dell’attuale quadro normativo: «Ad oggi esiste solo l’art. 143 del TUEL che prevede solamente lo scioglimento dei Comuni come unico mezzo di prevenzione». E conclude: «Non possiamo limitarci alle sole verifiche: va innescato un cambio di rotta dal punto di vista culturale. Dobbiamo investire nei giovani, nella scuola, nell’insegnamento e nell’educazione civica se vogliamo davvero combattere la camorra».

Il silenzio della politica locale

A fronte delle prese di posizione degli esponenti regionali dei vari partiti, a pesare, più di ogni altro elemento, è il silenzio della politica locale. Al di là dell’intervento del sindaco Corrado Cuccurullo, al momento nessun altro rappresentante dell’amministrazione comunale o delle forze politiche cittadine ha ritenuto di commentare pubblicamente una notizia di tale portata per il futuro della città.

Un contesto amministrativo segnato da polemiche

Un silenzio che assume un significato ancora più rilevante se inserito nel contesto degli ultimi anni. Cuccurullo si è insediato alla guida della città vesuviana al termine delle elezioni concluse con il ballottaggio del 24 giugno 2024, ponendo fine a quasi due anni di commissariamento seguiti allo scioglimento per infiltrazioni camorristiche della precedente amministrazione, guidata da Vincenzo Ascione, anch’essa espressione del centrosinistra.

In questo anno e mezzo non sono mancate le polemiche. Tra le più rilevanti, la decisione del prefetto Di Bari di imporre, nell’ottobre 2024, il percorso della tradizionale e sentita processione della Madonna della Neve, evitando zone ritenute “a rischio” anche per la presenza di esponenti dei clan cittadini. A questo si sono aggiunte le dimissioni del capo staff del primo cittadino, Pierpaolo Telese, giunte al culmine di tensioni e contrasti poi sfociati in inchieste sull’attività amministrativa condotte da carabinieri e Guardia di Finanza.

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