Torre Annunziata, Cuccurullo: «Nuovo regolamento per i beni confiscati, trasparente e socialmente responsabile»

Il sindaco ha raggiunto telefonicamente Carmela Sermino

L’Amministrazione comunale sceglie la strada del confronto e della riorganizzazione normativa sul tema dei beni confiscati, provando a risolvere anche la questione sfratto che coinvolge Carmela Sermino, vedova di Giuseppe Veropalumbo, e la figlia. Una storia che continua a interrogare le istituzioni sul difficile equilibrio tra rispetto delle regole, responsabilità pubblica e tutela delle persone colpite dalla criminalità.

Questa mattina il sindaco Corrado Cuccurullo e la vicesindaca con delega ai beni confiscati, Tania Sorrentino, hanno incontrato i referenti regionali di Libera, dando seguito a un dialogo avviato da tempo e che ha coinvolto anche la Fondazione Polis. Al centro del confronto, la definizione di un percorso amministrativo chiaro e strutturato per l’utilizzo del patrimonio confiscato, con l’obiettivo di garantire una gestione corretta, trasparente e socialmente responsabile.

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L’impostazione è orientata anche al sostegno delle vittime innocenti dei fenomeni criminali, nel rispetto delle norme vigenti, dei diritti di tutti e dei principi di imparzialità e legalità, includendo anche situazioni non rientranti nei riconoscimenti formali dello Stato.

Il caso Carmela Sermino e il rischio sfratto

Il caso di Carmela Sermino resta uno dei punti più delicati di questo processo. La vedova e la figlia Ludovica Veropalumbo rischiano di perdere l’abitazione di via Vittorio Veneto, un appartamento sottratto al boss Agretti del clan Gionta e assegnato dal Comune nel 2016 come simbolo di riscatto e restituzione alla collettività. Una scelta che, all’epoca, fu presentata come un segnale di vicinanza istituzionale a una famiglia segnata da una tragedia maturata in un contesto di violenza camorristica.

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Giuseppe Veropalumbo fu ucciso da un proiettile vagante durante i festeggiamenti di Capodanno, in una situazione riconducibile alla criminalità organizzata, senza che la sua morte fosse mai ufficialmente riconosciuta come vittima di camorra. Un elemento che ha inciso profondamente sulle tutele riconosciute alla famiglia, oggi chiamata a confrontarsi con la scadenza della concessione dell’immobile. Il termine dei nove anni è scaduto il 31 agosto e, secondo il regolamento comunale, non sono previste proroghe per mancanza dei requisiti richiesti.

Cuccurullo: «Necessario individuare una soluzione equilibrata»

«Il dolore e il dramma vissuti da Carmela Sermino e da sua figlia sono comprensibili – dichiara il sindaco Corrado Cuccurullo – e come ho avuto modo di rappresentare direttamente a Lei, è necessario individuare una soluzione equilibrata, fondata su criteri di equità, solidarietà e legalità, evitando interventi estemporanei e privilegiando un impianto ordinato e generale». Al termine dell’incontro con Libera, il primo cittadino ha contattato telefonicamente Carmela Sermino, manifestandole la vicinanza sua e dell’intera Amministrazione comunale.

Il percorso in fase di definizione si inserisce in una visione amministrativa che punta a tutelare le persone realmente colpite dagli effetti dei fenomeni criminali presenti sul territorio, senza deroghe alle regole e garantendo al tempo stesso responsabilità istituzionale, trasparenza e parità di trattamento.

In questo quadro, il Comune procederà anche all’aggiornamento del Regolamento per la gestione dei beni confiscati, attualmente risalente al 2013. L’Amministrazione ribadisce che i beni pubblici devono essere gestiti con rigore e senso di giustizia, affinché possano rispondere in modo efficace ai bisogni del territorio e rispettare l’interesse collettivo e la dignità delle persone coinvolte.

Un modello di riconoscimento più ampio

«L’impostazione su cui l’Amministrazione sta lavorando prevede l’ampliamento del perimetro di riconoscimento, includendo non solo le vittime innocenti formalmente riconosciute dallo Stato, ma anche quelle presenti negli elenchi redatti da associazioni di rilevanza nazionale, costruiti sulla base di criteri documentali rigorosi e da anni utilizzati da scuole, enti locali, università, dal Parlamento e nell’ambito delle iniziative ufficiali legate alla Giornata nazionale del 21 marzo – sostiene il Sindaco – In questo modo si sta delineando un modello amministrativo innovativo a livello nazionale».

Un’impostazione che mira a riconoscere pari dignità anche alle vittime di criminalità comune, superando distinzioni che, pur rilevanti sul piano giuridico, non possono tradursi in una differenziazione sul piano umano, sociale e istituzionale.

Nella stessa prospettiva, Cuccurullo ha rivolto un appello pubblico al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, affinché l’ente regionale si faccia promotore di un disegno di legge da sottoporre al Parlamento. L’obiettivo è colmare un vuoto normativo e garantire un quadro di riferimento chiaro, equo e omogeneo per il riconoscimento e la tutela di tutte le vittime innocenti dei fenomeni criminali.

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