Qualità dell’aria, dall’Ue infrazione contro l’Italia per l’inquinamento di Napoli e Palermo

Superano «da diversi anni» i valori limite per il biossido di azoto

La Commissione europea ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia per il mancato rispetto degli obblighi direttiva sulla qualità dell’aria ambiente, dal momento che Napoli e Palermo superano «da diversi anni» i valori limite per il biossido di azoto (NO₂) e i loro piani per la qualità dell’aria adottati «non sono adeguati per raggiungere la conformità in tempi brevi». Lo annuncia l’esecutivo Ue precisando che ora il Paese ha due mesi di tempo per rispondere alle criticità segnalate da Bruxelles.

In assenza di una risposta «soddisfacente», la Commissione potrà decidere di emettere un parere motivato, quindi portare avanti l’iter di infrazione. La direttiva fissa valori limite per diversi inquinanti atmosferici che gli Stati membri sono tenuti a rispettare, tra cui il NO₂. Qualora le concentrazioni di NO₂ nell’aria superino tali valori limite, la normativa Ue impone agli Stati membri di adottare piani per la qualità dell’aria per garantire la conformità nel più breve tempo possibile.

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L’assessore Santagada: «In cima alle priorità»

«Apprendiamo con la dovuta attenzione la notifica della nuova procedura di infrazione da parte della Commissione Europea per il superamento dei limiti di particolato atmosferico a Napoli. La notizia rafforza la nostra convinzione che l’emergenza ambientale, e in particolare la lotta allo smog, debba rimanere in cima alle priorità di questa Amministrazione. La salute dei cittadini è un diritto non negoziabile, e l’aria pulita ne è il presupposto fondamentale». Lo dice l’assessore all’Ambiente del Comune di Napoli, Vincenzo Santagada.

Il Comune di Napoli ha già messo in campo, aggiunge «una serie di provvedimenti concreti e integrati per invertire la rotta e rispettare i parametri europei», spiega ancora l’assessore come il «potenziamento del Trasporto Pubblico Locale: investimenti per incrementare le frequenze e la capillarità di autobus, metro e funicolari, incentivando l’uso di mezzi elettrici e a basse emissioni per disincentivare l’utilizzo delle auto private». Avviato anche un «piano di rimboschimento urbano. Piantare nuovi alberi e curare il patrimonio verde esistente è la strategia più naturale ed efficace per assorbire CO₂ e particolato».

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Il Comune, illustra ancora l’assessore ha deciso il «potenziamento delle Isole Pedonali e Zone a Traffico Limitato (ZTL): Continuiamo a estendere le ZTL e a creare nuove aree pedonali in modo da ridurre strutturalmente il traffico veicolare nelle zone più sensibili della città, privilegiando la mobilità dolce».

Le altre misure

Tra le misure straordinarie e i controlli si annoverano anche le ordinanze temporanee antismog «per contrastare l’inquinamento atmosferico e tutelare la salute pubblica, il Comune di Napoli ha adottato nuove misure in attuazione del Piano regionale di Tutela della Qualità dell’Aria e delle direttive europee. Sono istituite limitazioni alla circolazione veicolare su tutto il territorio cittadino – valide fino al 31 marzo 2026, dal lunedì al venerdì dalle ore 8:30 alle ore 18:30 – con i seguenti divieti: stop alla circolazione di tutte le autovetture e veicoli commerciali Euro 0 ed Euro 1; stop alla circolazione di autovetture esclusivamente diesel e veicoli commerciali diesel (categorie N1, N2, N3) fino a Euro 5, nonché motoveicoli e ciclomotori fino a Euro 2».

Non manca, infine, l’intensificazione dei «controlli sulle fonti di inquinamento non veicolare, incluse le emissioni derivanti dal riscaldamento domestico e da eventuali attività industriali abusive». «La lotta allo smog richiede la collaborazione di tutti – ha concluso l’assessore Santagada – enti, cittadini e imprese. Le misure messe in campo sono un segnale chiaro dell’impegno del Comune a rispondere alle richieste dell’Unione Europea non solo per evitare sanzioni, ma soprattutto per garantire un futuro più sano alla nostra città e ai nostri figli».

Iannone: «Una bocciatura senza attenuanti per il Pd»

«La procedura d’infrazione della Commissione europea sui livelli di NO₂ a Napoli è una bocciatura senza attenuanti: per anni la Regione Campania guidata da De Luca e dal Pd ha ignorato i dati, sottovalutato l’emergenza e prodotto piani fumosi che non hanno cambiato nulla. Risultato: i cittadini continuano a respirare aria avvelenata mentre chi governava si limitava a slogan e autopromozione. Bruxelles oggi certifica ciò che era sotto gli occhi di tutti: la Regione finora non ha saputo proteggere la città, né ha avuto il coraggio politico di intervenire sulle vere cause dell’inquinamento». Lo dice, in una nota, il Senatore di Fratelli d’Italia Antonio Iannone, Commissario regionale del partito in Campania.

«Un fallimento totale, costato anni di ritardi e rischi per la salute pubblica. Adesso non resta che sperare in un cambio di passo da parte dei Cinque Stelle e di Roberto Fico. E sia chiaro: non bastano gli annunci. Servono decisioni, investimenti immediati e una strategia chiara per iniziare un nuovo corso iniziando a risolvere seriamente i disastri ambientali provocati dai suoi alleati», conclude Iannone.

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