Bonus edilizi, crediti fittizi per oltre un miliardo e 600 milioni: 11 persone in arresto

Lavori mai eseguiti o riguardanti immobili catastalmente inesistenti

Crediti fittizi per oltre un miliardo e 600 milioni di euro: è il ‘cuore’ della maxi frode nel settore degli ecobonus edilizi scoperta dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli e del Gruppo di Avellino che hanno eseguito il provvedimento del Gip del capoluogo irpino che dispone l’applicazione di 14 misure cautelari personali nei confronti di altrettante persone indiziate, a vario titolo, di associazione per delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, riciclaggio e auto riciclaggio.

Quattro degli indagati sono finiti in carcere e sette ai domiciliari: per gli altri tre, previsti l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, l’obbligo di dimora e il divieto di esercitare la professione di commercialista per il periodo di un anno.

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Le indagini, coordinate dalla procura di Avellino ed avviate anche attraverso l’analisi di rischio svolta in collaborazione con il Settore contrasto illeciti dell’Agenzia delle Entrate, hanno consentito di ricostruire «un complesso disegno criminoso – spiega in una nota il procuratore Domenico Airoma – finalizzato al fraudolento conseguimento di contributi statali relativi ai cosiddetti ‘bonus edilizi’ – nella specie concernenti interventi di riqualificazione energetica (‘ecobonus’) -, generati attraverso il ricorso a prestanome, ai quali veniva formalmente affidata l’amministrazione e la rappresentanza legale di società compiacenti, in modo da indirizzare sui conti, a queste ultime riconducibili, le somme di denaro illecitamente conseguite».

La ricostruzione degli investigatori

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli indagati «si interessavano, altresì, di presentare all’Agenzia delle Entrate la comunicazione relativa ai lavori da ammettere a contributo, lavori in realtà mai eseguiti o addirittura riguardanti immobili catastalmente inesistenti».

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Il meccanismo, ideato anche grazie al coinvolgimento di soggetti dotati di specifiche competenze professionali, ha consentito di «originare un importo di spesa sostenuta pari a 2,7 miliardi, da cui sono stati generati crediti fittizi pari ad 1,65 miliardi e contestualmente crediti ceduti, per un importo pari a 90 milioni, con successiva ulteriore cessione ad altri numerosi soggetti giuridici e/o persone fisiche, che li utilizzavano per compensare i propri debiti fiscali per un ammontare complessivo pari a 17 milioni e mezzo».

Al termine della prima fase delle indagini, per bloccare i crediti fittizi ancora presenti sui diversi cassetti fiscali ed in attesa di essere monetizzati o compensati, il 22 marzo 2023 è stato eseguito un primo sequestro preventivo d’urgenza, successivamente convalidato dal Gip di Avellino.

Gli ulteriori sviluppi investigativi, grazie al sequestro e all’analisi dei dispositivi informatici, hanno consentito di tracciare chiaramente il ‘modus operandi’ utilizzato per la commissione dei reati, con l’individuazione di nuove condotte a carico di altri indagati e l’emissione di un secondo decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, emesso dal Gip di Avellino il 23 settembre scorso, per la somma di 13,7 milioni, importi trasferiti su conti correnti italiani ed esteri

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