Omicidio Vassallo, Cagnazzo: «Sono innocente e lo dimostrerò»

Il colonnello chiede giustizia per lui e il sindaco ucciso

«Io sono innocente e lo dimostrerò. Ma vorrei ricordare a tutti, anche ai familiari di Angelo Vassallo, che in Italia esiste la presunzione di innocenza e vorrei che questo principio venisse rispettato anche per me. Ad oggi non sono stato neanche rinviato a giudizio, ma sembra di ascoltare e leggere sentenze definitive sul mio conto».

A parlare, con un’intervista concessa al ‘Corriere del Mezzogiorno’ è il colonnello dei carabinieri, Fabio Cagnazzo, per il quale la Procura di Salerno ha chiesto il rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del sindaco di Pollica (Salerno), Angelo Vassallo, ucciso la sera del 5 settembre del 2010 ad Acciaroli. Cagnazzo auspica che sia fatta giustizia «per me e per lui».

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Ieri tantissime persone si sono ritrovate dinanzi al tribunale di Salerno dove era in corso l’udienza preliminare per esprimere vicinanza all’ufficiale. Cagnazzo non nasconde di essere ‘arrabbiato’ per questa vicenda dolorosa, per aver subito perquisizioni in casa ed in ufficio, per aver trascorso sette mesi nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere «ottenendo poi la scarcerazione – dice – grazie ad una sentenza della Corte di Cassazione». «Sembra di vivere in una fiction all’ombra del Vesuvio», prosegue augurandosi «di essere rinviato a giudizio affinché nella sede opportuna, il Tribunale, si ponga fine a questa vicenda».

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