Stadio al Caramanico, il progetto stenta a partire: la Zes sospende la Conferenza dei servizi

Il piano di De Laurentiis resta fermo in attesa della nuova data

Il progetto del nuovo stadio al Caramanico stenta a decollare. La tanto attesa Conferenza dei servizi decisoria della Zes, prevista per il 18 ottobre e chiamata a stabilire se dare il via libera o il semaforo rosso all’impianto voluto da Aurelio De Laurentiis, non si terrà. «Procedimento sospeso», fanno sapere dalla Zes. La nuova data, scrive Luigi Roano su «il Mattino», potrebbe essere comunicata solo la prossima settimana. La sospensione è in vigore da settembre, da quando lo stesso presidente del Napoli chiese di presentare le controdeduzioni alle criticità segnalate dal Comune e dalla Città Metropolitana, cioè dal sindaco Gaetano Manfredi.

Le osservazioni di De Laurentiis sono state inviate a Comune, Città Metropolitana e Zes. Nelle sue controdeduzioni, il presidente respinge nel merito tutte le obiezioni ma lascia aperta la possibilità di recepire alcune delle criticità nella fase di progetto esecutivo, non in quella attuale. Malgrado ciò, il procedimento resta fermo. Una delle ragioni potrebbe essere la volontà del presidente della Zes, Giosi Romano, di fare da mediatore tra le parti, cercando una soluzione condivisa che soddisfi sia Manfredi sia De Laurentiis. Il sindaco, infatti, non ha mai detto «no» al nuovo stadio, ma ha chiesto modifiche sostanziali.

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Un altro motivo del blocco potrebbe essere legato alla organizzazione in corso del «Dipartimento per il Sud», che coinvolge pienamente la struttura della Zes. Questo processo amministrativo potrebbe spiegare il rallentamento dell’iter sul progetto del Caramanico.

Le criticità rilevate dal Comune

Il sindaco Manfredi ha sollevato una serie di criticità, a partire da «l’assenza di titolarità dei suoli» dove dovrebbe sorgere il nuovo stadio, rivendicando che i terreni appartengono al Comune. Inoltre, l’area del Macello – parte del Sin di Napoli Est – necessita di interventi di bonifica. A ciò si aggiungono le questioni logistiche legate ai mercatali, che andrebbero ricollocati, e la presenza del progetto del Palazzetto dello sport al Centro Direzionale firmato da AreNapoli. Le due opere insistono sulla stessa zona, ma AreNapoli ha già ottenuto la concessione a costruire.

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La posizione di De Laurentiis

De Laurentiis, dal canto suo, sostiene che il problema dei terreni non esista: «La dichiarazione di pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità dell’opera determina l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio». In sostanza, se il progetto sarà approvato, il Comune dovrà cedere i suoli.

Sulla coesistenza con il Palazzetto, il presidente del Napoli è netto: «La realizzazione del nuovo stadio della Ssc Napoli determinerebbe rispetto al progetto alternativo proposto da AreNapoli un sensibilmente maggiore miglioramento delle condizioni socio-economiche dell’area, della fiducia e del benessere sociale nonché dell’incremento del Pil d’area attraverso l’azione di sviluppo del tessuto economico, di cui non si può non tenere conto». Dal Comune trapela poco, ma la linea di Manfredi resta invariata: «Si può fare tutto ciò che è concretamente possibile fare». Una posizione prudente, che non chiude alcuna porta.

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